Girare le Marche a piedi, senza automobile e utilizzando soltanto i mezzi pubblici. Non si tratta di un’impresa, ma di una splendida realtà grazie alla guida “Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto” a cura di Jake Carson e Mariangela Albertini, pubblicata da Giaconi Editore. Un manuale pratico tra mare e colline per promuovere la mobilità sostenibile e il turismo lento, annunciato alla Camera dei Deputati durante la presentazione della nuova Ciclovia dei borghi delle Marche.
Indice
Un vademecum pratico per il turismo sostenibile
Il libro si sviluppa lungo 165 pagine che accompagnano i viaggiatori alla scoperta di 32 borghi marchigiani, divisi per le 5 province della regione. Tutte le mete hanno delle pratiche schede in italiano e in inglese. La guida offre indicazioni operative sui collegamenti e suggerisce i luoghi di maggiore interesse.
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L’opera, un vero e proprio vademecum, risponde alle esigenze di chi privilegia la mobilità dolce e il trasporto collettivo. Il progetto unisce l’esperienza sul territorio di Mariangela Albertini e lo sguardo di Jake Carson, insegnante britannico, content creator e Ambassador dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, dal 2022.
Le schede, inoltre, sono arricchite dalle fotografie scattate dallo stesso Carson. Gli scatti documentano paesaggi, dettagli architettonici e scorci autentici. In appendice si trovano delle pagine dedicate agli appunti dove il lettore può registrare le sue impressioni ed esperienze di viaggio.
Il racconto del territorio e il borgo più bello
La genesi dell’opera risponde a una precisa necessità logistica e culturale. L’obiettivo riguarda la piena accessibilità dei piccoli centri.
«Questa piccola guida turistica – ci spiega Mariangela Albertini – nasce come un racconto attraverso le Marche e i piccoli paesi, certificati dei Borghi più belli d’Italia raccontati da Jake Carson, senza utilizzare l’auto. Vuole raccontare le esperienze e il patrimonio storico, artistico, culturale, l’enogastronomia, i tesori, i dialetti, i riti che si possono conoscere questi piccoli borghi che spesso non possono essere raggiunti dai visitatori, soprattutto stranieri, che vengono in Italia. Un vademecum su come raggiungere questi luoghi attraverso il trasporto pubblico».
Tra le mete documentate spiccano borghi collinari, marittimi e montani, ciascuno dei quali conserva un’identità precisa. Tuttavia, ci rivela l’autrice, una su tutte le è rimasta nel cuore. «I borghi sono tutti belli e straordinari dal primo all’ultimo, dal mare alla montagna fino alle colline. Però, vengo da Gradara e quindi non può essere che quello, il luogo di Paolo e Francesca, il mio borgo preferito».
Dall’esperienza sul campo ai social network
La guida dimostra che il turismo sostenibile non è un’utopia e che la mobilità collettiva può essere uno strumento concreto di fruizione culturale.
E Mariangela Albertini ci rivela come questo progetto potrebbe non essere un unicum. «Da anni – ricorda – ci occupiamo con l’associazione de I Borghi più belli d’Italia di un progetto molto importante di social media digital, attraverso il progetto degli Ambassador di cui Jake Carson fa parte. Quindi raccontiamo tutti i borghi più belli d’Italia sui social network e vogliamo cercare di esportare le buone pratiche anche nelle prossime regioni. Quindi chissà…», conclude.
