Un documento d’archivio della Farmacia di San Marco a Firenze rivela la ricetta settecentesca dell’antenata della Coca-Cola, un ”Elixir vinoso ricostituente”, prodotto dai frati domenicani con noce di kola e coca boliviana. Questa bevanda precederebbe, quindi, il famoso preparato statunitense. La testimonianza è stata resa nota dal settimanale Toscana Oggi dopo il ritrovamento dell’antico foglio pubblicitario.
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Il ritrovamento nell’archivio di via Cavour
Padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, ha rinvenuto l’antico volantino promozionale durante le operazioni di riordino del patrimonio storico dell’antica farmacia di via Cavour. Il testo descrive dettagliatamente un tonico impiegato per alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze legate all’avanzare dell’età o a “fatiche straordinarie”.
«Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio – ha raccontato Russo a Toscana Oggi -. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati».
La ricetta originale risale al Settecento. La preparazione ha conosciuto, tuttavia, la maggiore diffusione tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, diventando un punto di riferimento per la comunità locale e per i visitatori dell’epoca.
La composizione dell’elisir e le coincidenze storiche
La formula chimico-farmaceutica impiegata della “coca cola dei frati” prevedeva trenta grammi di noce di kola e dieci grammi di foglie di coca boliviana, lasciati in infusione all’interno di un litro di misto alcolico. Gli ingredienti botanici erano giunti a Firenze attraverso i canali dei missionari domenicani attivi in America Latina e in Africa.
La miscela coincide con la composizione utilizzata anni dopo dal farmacista statunitense John Stith Pemberton per il suo “French Wine Coca”. Da quel rimedio medicinale nacque, nel 1886, il celebre marchio d’oltreoceano. La variante americana comportò la successiva sostituzione dell’alcol con acqua gassata e sciroppo zuccherino a causa del proibizionismo nello Stato della Georgia. Un’incredibile corrispondenza storica.
Nessuna carta dimostra un collegamento diretto tra il preparato fiorentino e la bevanda statunitense. Le analogie tra le due formule restano comunque evidenti. Durante il periodo di Firenze Capitale, tra il 1865 e il 1871, perfino i funzionari del ministero delle Finanze si fermavano a San Marco per sorseggiare il tonico durante le pause dal lavoro.
La produzione continuò regolarmente fino agli anni Trenta del Novecento. Successivamente, l’evoluzione della farmacologia e le scoperte sui principi attivi portarono all’abbandono delle preparazioni tradizionali. «Dell’elisir – conclude il rettore del convento fiorentino – sono rimaste le etichette originali e alcune bottigliette vuote. Sono piccole testimonianze di una storia che racconta quanto fosse avanzata la tradizione farmaceutica dei frati domenicani».
