I prodotti a base vegetale come hamburger o latte vegetale contengono il doppio degli additivi rispetto agli alimenti di origine animale. Lo rivela una recente ricerca scientifica britannica condotta analizzando decine di alimenti sostitutivi nei supermercati. Gli esperti suggeriscono quindi di preferire cibi naturalmente vegetali anziché repliche industriali della carne.
Il confronto nei supermercati britannici
I ricercatori dell’Institute for Optimum Nutrition di Londra hanno esaminato settantuno coppie di prodotti simili alla fine di ottobre 2025. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Food Additives & Contaminants: Part A”, ha messo a confronto alimenti tradizionali e alternative vegane prelevate dagli scaffali di un supermercato britannico.
Il team ha abbinato gli articoli in base a fattori precisi come ingredienti, confezione e formato specifico, cercando la massima corrispondenza. Il latte di mandorla è stato così accostato al latte vaccino. I dolci vegani sono stati comparati alle versioni a base di latte vaccino, mentre la carne vegetale è stata rapportata a quella tradizionale. La selezione finale ha incluso anche lasagne, insalata di cavolo, pesto, maionese, yogurt e torte per un campionamento completamente speculare.
I numeri della ricerca scientifica
I dati numerici evidenziano uno scarto netto tra i due panieri industriali analizzati a Londra. Nel complesso, i prodotti vegetali mostrano 199 additivi alimentari totali a fronte dei 100 rilevati nelle opzioni animali. La conta complessiva degli ingredienti totali tocca quota 1.566 nella gamma a base vegetale e si ferma a 1.110 in quella a base animale. Si registrano 39 sostanze tra coloranti e conservanti, noti come numeri E, nella linea vegetale rispetto alle 31 della controparte animale. In totale sono stati identificati 50 numeri E. Venti di questi compaiono in entrambi i gruppi. La differenza è risultata più marcata nei prodotti lattiero-caseari, nella carne, nel pesce e nelle loro alternative.
Il parere dell’esperto
La manipolazione tecnologica non si traduce automaticamente in un pericolo immediato per i consumatori. L’obiettivo dello studio resta la trasparenza alimentare. L’autore senior della ricerca, Joseph Whittaker, ha chiarito la portata dei risultati attraverso riflessioni precise. «Abbiamo riscontrato – ha affermato l’esperto – circa il doppio degli additivi alimentari nel campione totale di prodotti a base vegetale rispetto a quelli a base animale: 199 contro 100».
Le formule industriali cercano spesso di imitare la consistenza dei prodotti animali. Questo processo richiede addensanti chimici.
Whittaker ha concluso: «Tuttavia, ciò non significa necessariamente un aumento del rischio per la salute. Sostengo – conclude – che chi segue una dieta a base vegetale dovrebbe concentrarsi su alimenti integrali che siano naturalmente di origine vegetale, piuttosto che cercare di replicare i cibi di origine animale». La scelta più consapevole, quindi, sta nella semplicità dei vegetali non lavorati.
