L’evento enogastronomico Vinitaly and the City Calabria in Wine torna per il terzo anno consecutivo e stavolta raddoppia i suoi appuntamenti. La manifestazione si sdoppierà tra il parco archeologico di Sibari e il lungomare di Reggio Calabria, coinvolgendo 145 aziende regionali. I produttori presenteranno le eccellenze del territorio ai numerosi buyer internazionali e ai tanti amanti del vino e del territorio, attesi per questa edizione speciale.
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Il programma e i numeri della manifestazione
La macchina organizzativa della manifestazione schiera cifre importanti. In totale saranno 2mila le etichette in degustazione, con 98 produttori di vino e 47 di amari. Cifre che confermano il primato calabrese nei distillati.
Il primo appuntamento si terrà dal 17 al 19 luglio a Sibari, per la terza edizione, come sempre nella scenografica location del Parco Archeologico. Seguirà la novità di quest’anno: la tappa dello Stretto l’8 e il 9 agosto a Reggio Calabria sul Lungomare Falcomatà e presso il Museo Archeologico Nazionale. I produttori esporranno il Cirò Doc, il Pecorello un vitigno autoctono a bacca bianca e il Magliocco a bacca nera da degustare in purezza. Non mancheranno anche altri vitigni rari da degustare. Arriveranno buyer selezionati da Croazia, Polonia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Brasile.
La presentazione istituzionale alla Camera
La sala del Mappamondo della Camera dei Deputati ha ospitato la conferenza di oresentazione di Vinitaly and the City Calabria in Wine, frutto della cooperazione tra la Regione Calabria e Veronafiere. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Fontana ha evidenziato il valore della filiera rurale: «Il vino è un eccezionale ambasciatore dell’italianità all’estero – ha affermato – Ogni bottiglia è il racconto di una comunità e delle sue radici più autentiche. Investire in questo settore significa dunque tutelare e favorire la crescita di tante realtà, penso soprattutto a quelle più piccole e a vocazione rurale, che vanno preservate dal rischio di spopolamento anche attraverso la promozione dell’enoturismo. Occorre continuare a sostenere questo ecosistema, come testimonia l’impegno di Veronafiere».
Le strategie per il marketing territoriale
All’incontro hanno partecipato tra gli altri anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Quest’ultimo ha espresso ottimismo per il raddoppio delle date dell’evento: «Abbiamo già organizzato negli ultimi due anni ottime edizioni di questa iniziativa. Questa volta raddoppiamo, non solo Sibari ma anche Reggio Calabria, per mostrare le eccellenze calabresi, luoghi fantastici, meravigliosi dove c’è cultura, paesaggio, con grandi cantine che raccontano il territorio. Il vino è uno straordinario strumento di marketing territoriale, quindi su questa attività stiamo investendo molto con risultati molto positivi anche dal punto di vista dell’export».
Il ministro Lollobrigida, ha poi rimarcato l’interconnessione tra territorio e mercati: è «importante per il vino, per la Calabria, per l’Italia, per tutti quelli che nel mondo amano la Calabria, l’Italia e il vino che sono interconnessi tra loro e che possono aiutarci ad aumentare le nostre esportazioni e soprattutto il valore dei prodotti. I grandi risultati ottenuti in questi anni sono legati alla capacità non di creare prodotti, perché la Calabria ce li ha sempre avuti, ma di saperli vendere al meglio per creare lavoro e occupazione».
I dati sull’enoturismo e la crescita dei flussi
Il ministro Gianmarco Mazzi ha analizzato lo sviluppo del turismo regionale: «Questa manifestazione nata tanti anni fa a Verona, per la terza edizione arriva in Calabria a Sibari e quest’anno anche a Reggio, un lavoro comune tra le regioni nel nome della promozione dell’Italia – afferma il ministro al Turismo Gianmarco Mazzi -. Per la Calabria il turismo ha messo a segno il record di crescita rispetto al 2025 del 10,54 e del 23 per cento di stranieri, un dato importante che ci conforta molto perché siamo convinti che la principale vocazione del nostro Sud, una delle zone più belle del mondo, sia proprio il turismo e la Calabria in questo senso è un gioiello».
Mazzi ha concluso evidenziando il valore economico del comparto nazionale: «oggi vale circa 3 miliardi per l’Italia. Un turismo che assieme anche all’olio, alla birra e ai prodotti che ogni territorio produce, è in enorme crescita. Sono le formule che hanno più potenzialità di crescita sui quali noi intendiamo lavorare, quel “turismo slow” che lo straniero cerca. Lavoreremo molto anche sul cicloturismo collegato proprio a questi a questi ambiti – ha aggiunto – perché cantine e frantoi sono luoghi del benessere dove i turisti amano fermarsi, soprattutto quando la struttura magari dà la possibilità di degustare o comprare il vino. Su tutto questo dobbiamo impegnarci di più, perché è un vero giacimento d’oro».
