Storia della RCA: il saggio di Precerutti tra diritto e futuro

Presentato a Montecitorio il volume di Faustino Luigi Maria Precerutti sulla storia della RCA: un excursus dalle leggi romane fino alle moderne innovazioni tecnologiche

Il saggio “Libertà e Responsabilità: La storia della RCA e la sfida delle riforme del XXI secolo” di Faustino Luigi Maria Precerutti ripercorre l’evoluzione del diritto assicurativo. L’opera affronta la storia della RCA dalle radici del diritto romano alle sfide della guida autonoma. La presentazione del volume si è svolta presso la  sala stampa della Camera dei Deputati. Presenti, insieme all’autore, l’on. Andrea de Bertoldi (che ha curato la prefazione del libro) e Angelo Doni, responsabile relazioni istituzionali del Gruppo Reale. 

Dal diritto romano alle sfide della guida autonoma

Precerutti, professionista nel campo assicurativo da oltre trent’anni, analizza il passaggio cruciale dalle tutele sui veicoli alla copertura dei danni a terzi. Il volume documenta diversi passaggi chiave come la Legge 990 del 1969 o l’istituzione del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada fino all’avvento della telematica. Un’analisi che ricostruisce due millenni di evoluzione nel campo.

«È stato bello prendermi del tempo al di là della quotidianità del lavoro andando a riscoprire dove tutto è partito. Dalla prima autovettura e dalla necessità di capire che queste potevano fare dei danni a come si potevano creare delle coperture assicurative».

L’autore ricorda l’origine del concetto di garanzia: «Le prime assicurazioni – ci spiega – erano sull’auto e non sui danni che si potevano fare a terzi. Poi si è capito che questi veicoli, andando in circolazione, potevano causare danni a pedoni o alle altre autovetture e quindi si è introdotto il principio della responsabilità».

Le polizze iniziali erano pochissime, ma con la diffusione di massa dei veicoli la situazione è cambiata radicalmente. «Questo libro ripercorre tutte quelle che sono le considerazioni che hanno portato alle normative moderne. Queste, però, non devono mai essere considerate concluse perché come c’è una evoluzione su temi e tecnologie e sui rischi, anche le normative devono avere una loro dinamicità ed essere riviste in funzione di nuovi elementi come la tecnologia che si affaccia in maniera prepotente nella guida e quindi nei rischi quotidiani della circolazione».

Innovazione tecnologica e disparità territoriali

L’evoluzione tecnologica sta trasformando la mobilità urbana. Le nuove norme sui monopattini elettrici e il prossimo debutto delle vetture a guida autonoma impongono un cambio di passo. Serve, afferma Precerutti, «una nuova analisi di quelle che sono le ordinarietà di tutti i giorni che piano piano diventano sempre più quotidianità con queste evoluzioni».

I dati statistici restano la base fondamentale per elaborare dei costi e un grande vantaggio può derivare dall’innovazione tecnologica. Secondo l’autore: «se l’IA può dare una maggior analisi di quelle che sono le statistiche, che fin dagli albori andavano a essere lo strumento migliore per creare le tariffe, oggi ancora di più con dei conteggi e analisi più evolute la tecnologia, fatta per andare a creare le tariffe migliori e per migliorare le condizioni di guida, può essere sicuramente un aiuto importante».

Il dibattito ha affrontato il nodo politico della regolamentazione. L’on. Andrea de Bertoldi sottolinea il ruolo delle istituzioni. La politica «può innanzitutto cercare di creare più equità e più giustizia. Quello delle RCA è un campo che purtroppo vede delle differenziazioni eccessive nel nostro Paese tra nord e sud. Non avremo la bacchetta magica per risolvere il problema in questa o nella prossima legislatura, però possiamo cercare di limitare queste differenze, in parte giustificate dal fatto che in alcuni territori la percentuale di truffe e di sinistri è maggiore che in altri».

Il divario territoriale rimane evidente. La digitalizzazione rappresenta una possibile soluzione per riequilibrare i costi. «La tecnologia ci può venire in aiuto – conclude – . Quindi l’interoperatività delle banche dati o la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale, sono tutti elementi che possono quanto più personalizzare la polizza e quindi ridurre il gap che oggi è molto alto, ad esempio, tra la Campania e il Trentino o la Valle d’Aosta».

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