Presentata alla Camera dei Deputati la Ciclovia dei Borghi delle Marche, un’infrastruttura sostenibile di oltre 1.100 chilometri. Il progetto unisce mare e aree interne tramite cinque percorsi ad anello, promuovendo il turismo su due ruote e valorizzando le comunità locali senza consumo di suolo.
Alla conferenza stampa promossa dall’on. Antonio Baldelli hanno partecipato l’on. Gianluca Caramanna, consigliere del ministro del Turismo per le relazioni istituzionali, Fiorello Primi, presidente dell’Associazione nazionale “I Borghi più belli d’Italia”, Lorena Varani, presidente dell’Associazione nelle Marche, Amato Mercuri, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione, Jake Carson (in videocollegamento) e Mariangela Albertini, autori della guida “Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto”. A moderare l’incontro Francesco Maria Spanò, direttore dell’Area Culture & Identity Development della Luiss.
Indice
Cinque anelli tra costa e aree interne
L’iniziativa della nuova ciclovia nasce dalla collaborazione tra l’Associazione I Borghi più belli d’Italia nelle Marche e l’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Marche. I cinque tracciati ciclabili si ispirano ai cerchi olimpici e rappresentano le province del territorio marchigiano. La rete si aggancia direttamente alla Ciclovia Adriatica, andando verso l’entroterra su strade secondarie a basso traffico. Nessun cantiere impattante poiché il piano sfrutta molte strade già esistenti. Un’infrastruttura diffusa per un modello che connette le singole identità comunali in un circuito integrato di servizi, paesaggi e produzioni tipiche.
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Servizi digitali e l’avatar Sibilla
L’itinerario affianca alle strade fisiche un ecosistema tecnologico interattivo. Gli utenti potranno trovare sul percorso segnaletica smart, totem e stazioni di ricarica per i mezzi elettrici. I dispositivi dialogano in tempo reale con una piattaforma dedicata (itinerariborghimarche.it), punto di riferimento per consultare mappe e contenuti multimediali.
A guidare i cicloturisti, inoltre, interviene Sibilla. Si tratta di un avatar digitale che suggerisce soste ed esperienze sul campo, personalizzando le tappe.
Il contrasto all’overtourism e il ritorno nei borghi
La rete ciclabile punta a redistribuire i flussi turistici fuori dai circuiti tradizionali della costa. L’obiettivo riguarda la salvaguardia dell’entroterra.
«Come ministero del Turismo e Fratelli d’Italia ci stiamo impegnando moltissimo per valorizzare e far conoscere i nostri borghi – ha affermato l’on. Caramanna -. Sto girando la Penisola con la campagna “Valorizzare l’Italia” proprio perché stiamo cercando di promuovere tutte quelle destinazioni meno note – aree interne, borghi – attraverso il rilancio di alcune aree simboliche, di cammini, che possono riattivare economie locali, far scoprire nuovi angoli della Nazione e delocalizzare le mete più turistiche».
I dati confermano il trend positivo di afflusso nei centri minori. «Ciò che più ci rende felici non è solo vedere la crescita costante del numero di presenze nei borghi, abbiamo visto che nel 2025 c’è stato il record, ma anche constatare l’impatto economico in questi luoghi di tantissimi giovani che stanno tornando a viverci».
La strategia punta a governare la pressione dei visitatori sulle grandi città d’arte. Il raccordo tra la direttrice adriatica e i borghi storici crea una risposta concreta al fenomeno dell’overtourism. «È questa la grande intuizione della ciclovia dei Borghi più belli d’Italia nelle Marche – ci spiega l’on. Baldelli -. Unire la ciclovia adriatica che attraversa le città più densamente abitate delle Marche, attraverso 5 percorsi ad anello, che rappresentano le cinque province marchigiane, con i territori interni e per contrastare questo fenomeno che sicuramente non va combattuto, ma gestito».

