Turismo in Calabria, una regione crocevia di culture

Dai suoi borghi caratteristici, alla bellezza del suo mare e delle sue spiagge. Senza dimenticare i tre parchi nazionali e un territorio che, ancora oggi, mostra le tracce delle tante culture che lo hanno attraversato nel corso dei secoli

Un territorio bagnato da due mari, il Tirreno e lo Jonio, crocevia di culture sin dall’antichità. Ecco solo uno dei motivi per fare turismo in Calabria. Una regione che, nel corso dei secoli, ha visto il passaggio di Greci, Romani, Arabi e Normanni, ognuno dei quali ha lasciato una sua impronta sul territorio. 

Ancora oggi, infatti, è possibile trovare tracce del passaggio di queste antiche civiltà ammirando il patrimonio archeologico della regione. Una bellezza custodita sin nei piccoli borghi, alcuni dei quali inseriti tra i più belli d’Italia.

Turismo in Calabria, la bellezza è nei piccoli borghi

Sì, perché oltre ai centri più importanti della regione, la Calabria nasconde tanti tesori nascosti tra i vicoli dei suoi tanti paesini. Alcuni arrampicati sulle montagne, altri “dimenticati” e alcuni che ricordano miti e leggende. 

Tropea

Senza dubbio il borgo più famoso, tra chi sceglie di viaggiare per turismo in Calabria, è quello di Tropea. Questa località, infatti, è frequentata ogni anno da milioni di turisti. Il motivo è molto semplice. Le sue acque cristalline  di un azzurro turchese e la sabbia quasi bianca sono uno scenario che ha pochi eguali. Un panorama che le è valso il soprannome di Perla del Tirreno. La spiaggia più famosa (e per questo molto affollate, soprattutto in piena estate) è la spiaggia della Rotonda posta di fronte al borgo antico. Un’altra, anch’essa molto caratteristica, è la spiaggia ‘A Linguata. Deve il suo nome alla forma caratteristica che ricorda una lunga lingua di sabbia. Non bisogna dimenticare la spiaggia del Convento. Chiamata così per via del vicino monastero di Santa Maria dell’Isola posto in cima a una piccola collina, diventata il simbolo del borgo. 

Gerace

Il piccolo paesino di Gerace, nel territorio della Locride (in provincia di Reggio Calabria) è un piccolo gioiello di arte e cultura. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia conserva ancora oggi la sua struttura urbanistica medioevale, anche se i primi insediamenti risalgono alla presenza dei greci nel VII secolo a.C.. È conosciuto anche come “Borgo dello sparviero” per via del suo nome originario “Jerax” che, in greco, vuol dire appunto sparviero. Simbolo della città il castello normanno che domina il borgo dall’alto e che è meta di numerose visite turistiche durante l’anno.

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Veduta di Gerace (foto di Antonietta Strati)

Pentadattilo, il paese fantasma

Nonostante le bellezze della regione richiamino ogni anno numerosi visitatori, altri luoghi sono diventati famosi per l’assenza di persone. È il caso del borgo fantasma di Pentadattilo. Questo paesino è, in realtà, una frazione del comune di Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Il borgo è stato abbandonato dai suoi abitanti in seguito ai grandi flussi migratori e per via dei forti fenomeni atmosferici che lo hanno interessato, come terremoti e alluvioni. Deve il suo nome alla forma della roccia, il monte Calvario, su cui è costruito. La roccia, infatti, ricorda la forma delle cinque dita di una mano. 

Calabria, terra di parchi

Le offerte della regione non si fermano certo ai suoi borghi caratteristici. Tra chi sceglie un viaggio per turismo in Calabria, le opportunità non mancano. Soprattutto per gli amanti della natura. La regione, infatti, è territorio di ben tre parchi nazionali. Il primo è il Parco del Pollino. È il più grande dei tre con una superficie di 200mila ettari ed è il più grande d’Italia. Seguono, per estensione il parco nazionale della Sila (circa 74mila ettari) e quello dell’Aspromonte (64mila ettari).

Calabria: in origine non si chiamava così

Parlando di storia della regione e pensando ai tanti popoli che si sono succeduti sul territorio non si può tralasciare una piccola curiosità. Per un periodo, i greci erano soliti indicare il territorio della Calabria come Italia, dal nome di Italo re degli Enotri che dominava la regione. 

Ritrovamenti archeologici

Tracce più tangibili della storia della Calabria si trovano nei suoi musei. In particolare, uno dei ritrovamenti archeologici più iconici e famosi nel mondo. Stiamo parlando dei Bronzi di Riace, custoditi al museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Queste due statue in bronzo risalgono al V secolo a. C. E rappresentano uno dei migliori esempi dell’arte greca antica. Sono stati ritrovati nel 1972 sui fondali del mar Jonio in prossimità della costa di Riace Marina e a stupire, allora come oggi, è l’eccellente stato di conservazione nonostante i tanti secoli trascorsi. 

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La sala dei Bronzi di Riace nel museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto di Stampa Italiana)

Giornali della Calabria: tante news per raccontare il territorio

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Articolo aggiornato in data 2 Settembre 2022
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