Tratturi del Molise: un viaggio tra mito e storia

Stiamo parlando di migliaia di chilometri di sentieri con una storia infinita da raccontare. Si snodavano nell’Italia centro meridionale tra Abruzzo, Umbria, Basilicata, Campania, Puglia e soprattutto Molise. I Tratturi del Molise, infatti, sono un patrimonio autentico da tutelare

Volete fare un viaggio indietro nel tempo agli albori della civiltà rurale? In Molise si può, grazie ai Tratturi, antiche vie d’erba un tempo solcate dai pastori durante la transumanza (il trasporto delle greggi da una regione all’altra).

Stiamo parlando di migliaia di chilometri di sentieri con una storia infinita da raccontare. Si snodavano nell’Italia centro meridionale tra Abruzzo, Umbria, Basilicata, Campania, Puglia e soprattutto Molise.

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Tratturi del Molise: patrimonio autentico 

Sì, perché il Molise, che non smette mai di stupire, non solo è completamente solcata dai Tratturi, ma li ha mantenuti praticamente inalterati, alcuni con la lunghezza originaria tipo di 111 metri. Non per niente il Ministero per i Beni Culturali li ha definiti “di particolare interesse per l’archeologia e per la storia politica, economica, sociale e culturale del Molise”.

Insomma, un autentico patrimonio per tutelare il quale, nel 1997, la regione Molise ha istituito il Parco dei Tratturi. 

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La rete dei Tratturi: i Regi 

La rete totale di questi percorsi parte dalle zone montane e impervie dell’Abruzzo per terminare nel Tavoliere delle Puglie. Complessivamente, su 3.100 chilometri, distinguiamo cinque Tratturi principali, detti Regi: L’Aquila – Foggia, Centurelle – Montesecco, Celano – Foggia, Pescasseroli – Candela e Castel di Sangro – Lucera.

Se li consideriamo come una sorta di meridiani, si intersecano con tanti tratturelli e bracci, che sarebbero i paralleli. Ne scaturisce una fitta rete viaria cristallizzata nel tempo.

Dalla preistoria al presente 

Che li esploriate a cavallo (il modo più suggestivo) o a piedi, i Tratturi del Molise interessano un paesaggio vario che scorre tra monti, colline, valli, fiumi, laghetti. Puntellato da piccoli borghi, il Parco è una sorta di museo naturale a cielo aperto, zeppo di testimonianze di ogni epoca. Basti pensare che queste lunghe piste erbose risalgono addirittura alla preistoria. Un tempo, del resto, non esistevano le strade e i pastori dovevano incamminarsi a piedi per lande desolate che, a furia di calpestii diedero vita ai suddetti camminamenti naturali. Visitare il Parco dei Tratturi del Molise scegliendo l’itinerario che vi ispira di più, vi consentirà di toccare un’ottantina di comuni. Tra questi spiccano le importanti città di Campobasso e Isernia nonché di Boiano, più piccola, ma altrettanto ricca di storia.

Ma i Tratturi molisani sono solo un retaggio del passato, un patrimonio da contemplare come si fa quando si va a un museo? Non necessariamente. Se durante le vostre escursioni siete fortunati, esplorando il Parco, potrete imbattervi in qualche allevatore che, proseguendo l’attività di famiglia, li attraversa per portare le greggi a pascolare, proprio come facevano i suoi antenati. E se non è un viaggio nel tempo questo…

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Articolo aggiornato in data 4 Settembre 2022
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