Sant’Elia a Pianisi e il legame con Padre Pio

Distante da Campobasso una trentina di chilometri, costituisce una interessante deviazione dal capoluogo. Immerso tra boschi e colline, Sant’Elia a Pianisi è da sempre, infatti, un centro fiorente, rinomato per la produzione di grano e olio. Oltretutto ricade vicino al tratturo Celano-Foggia e ospita diverse aree picnic destinate agli amanti dell’aria aperta

Un piccolo paese nel cuore del Molise intriso di storia, spiritualità e natura,“visitato” in passato da un ospite illustre. È Sant’Elia a Pianisi, borgo di 1670 abitanti in provincia di Campobasso, sede del primo collegio frequentato dal neo frate Padre Pio da Pietrelcina. Nato come castro longobardo nel X secolo, si ampliò nel XV, quando gli abitanti scesero a valle a seguito di una catastrofe naturale.

Distante da Campobasso una trentina di chilometri, costituisce una interessante deviazione dal capoluogo. Immerso tra boschi e colline, Sant’Elia a Pianisi è da sempre, infatti, un centro fiorente, rinomato per la produzione di grano e olio. Oltretutto ricade vicino al tratturo Celano-Foggia e ospita diverse aree picnic destinate agli amanti dell’aria aperta. 

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Sant’Elia a Pianisi: cosa vedere nel borgo 

Caratteristico il centro storico, risalente al X-XI secolo, con gruppi di case incuneati tra vecchie mulattiere e vicoletti. A svettare sull’abitato, era il Castello, del quale restano, in un’area di scavi, suggestivi ruderi, quali la torre. Ma sono soprattutto gli edifici religiosi, dentro e fuori le mura, a farla da padrone a Sant’Elia a Pianisi. Datata XV secolo, la Chiesa madre di Sant’Elia, è stata poi ampiamente rimaneggiata. L’interno a tre navate ospita interessanti opere pittoriche e scultoree. Altra Chiesa di rilievo è quella di San Rocco.

Datata 1530, spicca nella piazza del paese con la facciata in pietra e il portale solcato da un bassorilievo romanico. Eretta nel XII secolo, l’ex Abbazia di San Pietro si trova nella contrada omonima ed è caratterizzata da una facciata romanica. Conserva il suo fascino pur avendo subito vari danni nel tempo. 

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Padre Pio in Molise

Un cenno a parte merita l’edificio più rappresentativo di Sant’Elia a Pianisi: il convento dei frati minori cappuccini di San Francesco. Agli inizi del 900 fu frequentato come collegio da un giovanissimo Pio da Pietrelcina. Ma perché mai il futuro santo lasciò la natia Campania per emigrare in Molise? Per l’aria salubre di questa regione, raccomandatagli dai medici, vista la cagionevole salute. Nel convento, Pio fronteggiò i primi “attacchi” del demonio, apparsogli sotto forma di un feroce cane nero. Sant’Elia fu solo la tappa iniziale del cammino di Padre Pio in Molise. Nel 1905, infatti, egli si recò al Santuario della Madonna del Monte, che domina Campobasso.

Di fianco alla chiesa, c’era la cella dove soggiornò. Sempre alla sua prima giovinezza è legata la permanenza di San Pio a Venafro, dove giunse nel 1911, un anno dopo la comparsa delle stimmate. Reduce dalla visita del famoso medico molisano Antonio Cardarelli, che gli aveva dato, sbagliando, pochi giorni di vita, soggiornò nel convento di San Nicandro. Nutrito di sole ostie consacrate, soggetto a ripetute estasi, dopo un breve periodo, guarì miracolosamente.

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Nei dintorni 

Il cammino di Padre Pio in Molise non finisce qui. Anche le piccole località di Gambatesa, Colletorto, Santa Croce di Magliano, per citarne alcune, rivendicano a vario titolo, la sua visita. Possiamo dunque parlare di un itinerario ispirato al cammino di Padre Pio in Molise, per altro oggetto di crescente interesse. Un percorso che ha sensibilmente contribuito al rilancio di Sant’Elia a Pianisi, facendone una delle mete più gettonate del Molise.

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Articolo aggiornato in data 10 Agosto 2022
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