sabato 25 Maggio 2024

Riserva di Montedimezzo, perla dell’Appennino

Istituita nel 1977 e gestita dai Carabinieri forestali, la Riserva di Montedimezzo si estende in località Vastogirardi (Isernia) per circa 300 ettari, su un’altitudine che va dai 900 ai 1300 metri. Il suo valore naturalistico non è sfuggito all’Unesco che l’ha inserita nel programma scientifico sull’uomo e la biosfera, concepito per tutelare la biodiversità

Che dovesse essere protetta, in quanto prezioso habitat di varie specie di flora e di fauna, se ne erano accorti i Borboni, che ne avevano fatto la loro riserva di caccia. Stiamo parlando della Riserva di Montedimezzo, uno dei fiori all’occhiello del Molise.

Istituita nel 1977 e gestita dai Carabinieri forestali, si estende in località Vastogirardi (Isernia) per circa 300 ettari, su un’altitudine che va dai 900 ai 1300 metri. Il suo valore naturalistico non è sfuggito all’Unesco che l’ha inserita nel programma scientifico sull’uomo e la biosfera, concepito per tutelare la biodiversità.

Riserva di Montedimezzo: dove si trova? 

Come dice il nome stesso, Montedimezzo è incastonata in mezzo ai monti dell’Appennino molisano e percorsa dal torrente Vandra, un affluente del Volturno. Il paesaggio che la caratterizza è prevalentemente boschivo e dominato da faggi nella parte superiore, e da cerri in quella inferiore.

Senza dimenticare aceri, carpini, frassini, noccioli, ciliegi, peri e via dicendo. Inoltre, per compensare la scarsa rinnovazione del cerro, sono stati eseguiti coniferamenti a base di abete bianco. Molto ricco anche il campionario faunistico. Perlustrando la Riserva di Montedimezzo, potreste imbattervi in caprioli, lepri, tassi, martore, cinghiali, donnole, faine, volpi, scoiattoli. C’è anche il lupo perché l’area fa parte del suo home range. Tra i volatili abbondano il falco pecchiaiolo, la colombella, il picchio, oltre che rapaci come poiana, gufo e barbagianni.

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Sentieri e tracciati 

Quale modo migliore di esplorare un’area protetta, come la Riserva di Montedimezzo, di una bella passeggiata? Di sentieri, attrezzati e dotati di segnaletica ce ne sono abbastanza, da solcare a piedi o in mountain bike, basta scegliere quello che fa per voi. Per esempio il Sentiero del Faione.

Articolato in tre distinti tracciati, prende il via dal Centro Visite Montedimezzo e arriva al tratturo Celano-Foggia, un tempo solcato dalla transumanza. Più o meno a metà del tragitto ecco a voi il Re Faione, uno degli alberi monumentali del Molise, purtroppo caduto a terra a causa del vento nel 2017.

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L’area faunistica del bosco di Montedimezzo 

Dulcis in fundo, concedetevi una visita all’area faunistica, centro di recupero degli animali selvatici in difficoltà. In alternativa a questo sentiero, un po’ impegnativo, c’è il Sentiero Colle San Biagio. Quest’ultimo, essendo privo di barriere architettoniche, è accessibile anche ai disabili.

Si snoda ad anello nella parte inferiore del bosco di Montedimezzo ed è attrezzato con passerelle, guida in braille, audio guida e due elettroscooter. Terminate le escursioni, rilassatevi presso l’area picnic, dotata di servizi e parcheggio, ma da prenotare. Non mancano tavoli e barbecue dove gustare le specialità abruzzesi. Infine, fate una tappa al Museo naturalistico dove sono conservati esemplari di fauna locale tassidermizzata, oggetti usati dai pastori nel passato e vari tipi di roccia e fossili.

 

Articolo aggiornato in data 16 Settembre 2022
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