Parco nazionale del Gran Paradiso: ecco cosa vedere

A circondare le sommità alpine sono cinque vallate: Val di Cogne, Val di Rhemes, Valsavarenche, Valle dell'Orco e Val Soana. Lo splendido paesaggio del Parco del Gran Paradiso si tinge di bianco grazie alla presenza di 59 ghiacciai, 29 dei quali costantemente monitorati dai guardaparco

Cento anni e non sentirli. Sono quelli di vita del Parco nazionale del Gran Paradiso, l’area protetta più antica del Belpaese. Fu istituito nel 1922 con regio decreto per “conservare la fauna e la flora e preservarne le speciali formazioni geologiche, nonché la bellezza del paesaggio”.

Esteso su 70.000 ettari, è compreso tra Valle d’Aosta e Piemonte e prende il nome dalla sua punta di diamante: la vetta del Gran Paradiso. Quest’ultima raggiunge i 4061 metri ed è l’unica cima oltre i 4.000 che ricade totalmente in territorio italiano.

Parco nazionale del Gran Paradiso: geografia e mete

A circondare le sommità alpine sono cinque vallate: Val di Cogne, Val di Rhemes, Valsavarenche, Valle dell’Orco e Val Soana. Lo splendido paesaggio del Parco nazionale del Gran Paradiso si tinge di bianco grazie alla presenza di 59 ghiacciai, 29 dei quali costantemente monitorati dai guardaparco. Parliamo di depositi nevosi perenni ma giovani, formatisi durante la “piccola glaciazione” del Diciottesimo secolo.

Parco Nazionale Gran Paradiso, una vallata con monti in lontananza

Fra le altre cime del Parco nazionale del Gran Paradiso spicca il Ciarforon con la forma trapezoidale che lo rende visibile anche dal Piemonte. Non si contano gli itinerari, per tutte le difficoltà e le stagioni, offerti ai visitatori per apprezzare questo spettacolo della natura. Custodiscono foreste, radure, laghetti e cascate, come quelle di Lilla, frazione di Cogne, solo per citarne una. Boschi di larici, abeti, faggi e altre latifoglie tappezzano le valli del Parco, che in primavera si colora con le sfumature di innumerevoli fiori.

Il protagonista: lo stambecco

Dal punto di vista faunistico, il Parco nazionale del Gran Paradiso ha un protagonista indiscusso: lo stambecco. Fu per proteggere questa specie di ungulato a rischio estinzione, che nacque l’area protetta.

Mite e imperturbabile, si lascia docilmente avvicinare dall’uomo, al contrario del camoscio, anch’esso presente nel Parco nazionale del Gran Paradiso, più scattante e diffidente. Tra le altre specie animali ricordiamo la marmotta, innumerevoli varietà di volatili, rapaci e non. In pochissimi esemplari, c’è pure il lupo. Che era scomparso dall’area, ma è tornato, risalendo dall’Appennino.

Ghiacciai: pericolo clima

Fiore all’occhiello del Parco nazionale del Gran Paradiso, i suoi ghiacciai stanno attraversando un’eccezionale carenza di neve. Colpa della straordinaria siccità invernale-primaverile, iniziata a novembre 2021 e tutt’ora in atto. Lo dice l’Ente parco sulla base delle rilevazioni effettuate sul ghiacciaio del Grand Etrét in Valsavaranche e, in tandem con la società Meteorologica italiana, su quello del Ciardoney in Val di Soana.

Parliamo, sul primo, di un accumulo di neve medio inferiore di circa il 62% rispetto alla media del periodo 2000-2021. Stando così le cose, i ghiacciai rischiano di perdere il loro capitale bianco, complici le estati roventi. Non resta che sperare in un’inversione di rotta dei cambiamenti climatici, alla base dello scioglimento, continuando a monitorare lo stato di salute dei candidi giganti della natura.