Parco di Sepino: sulle tracce degli antichi romani

Il parco archeologico di Sepino vi farà tornare indietro di duemila anni, regalandovi un viaggio nel tempo emozionante e formativo.

Articolo aggiornato in data 13 Luglio 2022

Passeggiare all’interno di una città dell’antica Roma, che ha conservato, integra, la sua struttura urbanistica. È l’esperienza che, con un pizzico d’immaginazione, si può vivere visitando il parco archeologico di Sepino, in Molise.

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Parco di Sepino: un gioiello archeologico

Parliamo di un complesso di enorme valore storico, eretto prevalentemente in epoca augustea, situato a una ventina di km da Campobasso, in località Altilia. I primi ritrovamenti risalgono agli anni ’50 e gli scavi, in corso, promettono di far emergere altre sorprese. Pensate che è stato soprattutto per la presenza di questo gioiello archeologico che, nel 2020, il New York Times ha inserito il Molise tra le mete più interessanti da visitare.

PARCO DI SEPINO, DOV’È E COME ARRIVARCI: LA MAPPA

Sepino: la “piccola Pompei” del Molise

Sta di fatto che, dopo anni di anonimato, il parco archeologico di Sepino è diventato una delle attrattive principali della regione. Nel 2021 ha registrato il record di visite e chi lo esplora oltre che dalla bellezza del luogo, rimane colpito dal fatto che in pochi lo conoscano. A parte le dimensioni, infatti, Sepino non ha niente da invidiare alla celeberrima Pompei.

La “piccola Pompei” del Molise, come è stato soprannominato, costituisce una incredibile testimonianza della vita quotidiana degli antichi romani. Al complesso, che si estende sulla piana di Boiano, si accedeva da quattro porte, tre molto ben conservate. Potete passeggiare liberamente (salvo provvedimenti dell’ultim’ora l’ingresso al Parco archeologico di Sepino è gratuito), ammirando la tipica pianta dell’urbe latina, con il decumano maggiore e il cardo massimo.

centro storico sepino parco archeologico
Centro storico di Sepino, Campobasso, Molise

Sepino è un borgo medievale di poco meno di duemila abitanti a una ventina di km da Campobasso. Poco distante dal borgo, in pianura, si trovano i resti dell’antica città romana custodita nel Parco archeologico di Sepino, che poi è quello che descrivo nel dettaglio nel pezzo è che suggeriamo di visitare perché ancora sconosciuto ai più.

Altilia è una zona archeologica, dove c’è ancora molto da scavare, attraversata dall’antico tratturo Pescasseroli Candela, nell’antichità punto di incontro per scambi di merci e greggi.

Il borgo di Sepino appartiene al circuito dei Borghi più belli d’Italia, ed è immerso nel paesaggio della Valle del Tammaro

Sepino: affari, divertimento e cura del corpo

Dove si ritrovavano per discutere di affari gli abitanti di Saepinum? Al magnifico foro, di forma rettangolare, ancora oggi ricoperto da grandi lastre di pietra. Contiene edifici pubblici come il capitolium e la basilica. Segno distintivo di quest’ultima, sono venti colonne ioniche innalzate attorno al peristilio.

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Tra gli elementi meglio conservati del parco archeologico di Sepino c’è il teatro, costituito dalla scena e dalla platea: un tempo poteva contenere quasi tremila spettatori. Vi si scorgono, attorno alla platea, alcune ex case coloniche d’epoca settecentesca. Alla fine delle rappresentazioni, il pubblico defluiva attraverso un corridoio, le cui pareti sono tappezzate di resti di lapidi e incisioni. A Sepino c’è pure una fontana, detta del Grifo perché l’acqua fuoriusciva da un altorilievo raffigurante l’animale mitologico. Infine, a conferma del detto latino “mens sana in corpore sano”, ecco a voi la palestra e le terme dove gli abitanti si dedicavano alla cura del fisico e al relax.

Va detto che, in quanto sito archeologico relativamente giovane, il Parco di Sepino non gode di molte infrastrutture. A parte alcuni pannelli informativi e un info point, per comprenderlo appieno vi suggeriamo di visitarlo con una guida o di documentarvi prima di accedervi.

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