Isernia, per cosa è famosa? La storia della città millenaria

Il monumento simbolo, e più fotografato, di Isernia è senza dubbio la scenografica Fontana Fraterna. Si tratta di una struttura che racconta secoli di storia, essendo stata realizzata con blocchi di pietra provenienti da diverse epoche, quella romana, ma non solo

La sua origine risale addirittura all’epoca paleolitica e ciò fa di Isernia, seconda provincia del Molise, una delle città più antiche d’Europa. Di questo passato resta testimonianza nel locale Museo Nazionale del Paleolitico, struttura ricca di reperti anche risalenti a 700.000 anni fa. Senza dimenticare il sito archeologico Isernia-La Pineta, rinvenuto nel 1979 alle porte dell’abitato e candidato alla lista dei patrimoni Unesco.

Dapprima fiorente centro sannitico, la città fu colonizzata dai romani che lasciarono traccia del loro dominio nell’acquedotto. Pensate che questo prodigio d’ingegneria idraulica, celato nel sottosuolo isernino, funziona senza sosta da ben 2000 anni. Frequentata nei secoli da longobardi, normanni, borboni, Isernia si è eroicamente distinta durante la Seconda guerra mondiale. Ha perso infatti un terzo dei suoi abitanti sotto i bombardamenti, guadagnando la Medaglia d’oro al valor civile. Ma la tempra sannita degli isernini ha permesso loro di risollevarsi e oggi la città è uno dei principali centri del Molise, dopo il capoluogo Campobasso.

Isernia: per cosa è famosa?

Il monumento simbolo, e più fotografato, di Isernia è senza dubbio la scenografica Fontana Fraterna. Si tratta di una struttura che racconta secoli di storia, essendo stata realizzata con blocchi di pietra provenienti da diverse epoche, quella romana, ma non solo. Annoverata tra le fontane monumentali d’Italia, colpisce per la struttura architettonica costituita da una serie di archi a tutto sesto. Al centro spicca una lastra di marmo ricavata da un edificio sepolcrale.

La Fontana di Isernia è meta di selfie ricordo, così come l’altrettanto scenografico Ponte Cardarelli, vertiginoso viadotto alto 57 metri che valica il fiume Sordo. E gli edifici religiosi? In cima alla lista c’è la Cattedrale di San Pietro, eretta nel medioevo in stile greco-bizantino, sui resti di un tempio romano. Notevoli pure l’Eremo dei Santi Cosma e Damiano (XII secolo), la chiesa di San Francesco e quella di Santa Chiara, entrambe del XIII secolo.  

Sapori e perle dell’alto Molise

Nata lungo un’antica via della transumanza, Isernia è ricca di tratturi dove transitavano le greggi. A ciò deve la ricca tradizione casearia, espressa da prelibatezze quali il burrino, il caciocavallo, la stracciata e il piccante marcetto. Fatene incetta per riportarveli a casa come souvenir di questo luogo selvaggio e ricco di storia. Infine, prima di lasciare Isernia, ricordate che è il centro cruciale dell’Alto Molise, quindi punto di riferimento per altre località di rilievo dell’area. E sono tante.

Parliamo del sito archeologico sannita di Pietrabbondante, di Agnone, la città delle campane, di Castelpetroso col Santuario dell’Addolorata e di Capracotta, centro sciistico dell’Appennino, solo per citarne alcune. Tutti luoghi meritevoli di sosta per approfittare di quanto di meglio il Molise ha da offrire.