Il weekend di Ferragosto 2026 mobiliterà ventinove milioni di italiani fuori casa tra mare, montagna, campagna e gite fuori porta. Il dato proviene da un’indagine Coldiretti/Ixè che conferma il ruolo centrale del “Capodanno d’estate” nel sistema turistico nazionale, evidenziando una prevalenza di spostamenti verso le mete interne.
Indice
I numeri dell’esodo estivo e la spesa turistica
Inoltre, nel periodo iniziato il 1° agosto e che proseguirà fino al 23, l’Italia registra un movimento complessivo di 17,4 milioni di turisti secondo le stime di CNA Turismo e Commercio. I viaggiatori italiani sono 8,4 milioni, affiancati da 9 milioni di visitatori stranieri, per un totale di oltre 78 milioni di pernottamenti. La permanenza media si attesta a 4,5 notti. Gli incassi diretti superano i 9 miliardi di euro, generando un impatto economico complessivo superiore ai 15 miliardi di euro se si considerano i settori di ricettività, ristorazione, commercio e servizi. Le proiezioni per il trimestre luglio-settembre 2026 indicano oltre 224 milioni di presenze e una spesa diretta vicina ai 27 miliardi di euro.
Tradizioni a tavola e scelta delle destinazioni
Il cibo rimane l’elemento centrale delle vacanze. Ben 7 milioni di italiani scelgono il picnic all’aria aperta con cestino da casa o grigliata, mentre 8 milioni si ritrovano a tavola presso abitazioni di parenti e amici. La maggior parte dei viaggiatori opta invece per agriturismi, sagre, ristoranti e strutture ricettive.
Il mare guida le preferenze tra le mete scelte. Risultano in forte crescita la campagna, i parchi naturali e le località montane. I piccoli borghi rientrano nei piani del 66 per cento degli italiani in vacanza per gite in giornata. La ricettività vede in testa gli alberghi, seguiti da seconde case e appartamenti in affitto. Gli oltre 26mila agriturismi operativi sul territorio nazionale intercettano una domanda sempre più orientata alla sostenibilità e all’esperienza della natura.
La mappa dei flussi da Nord a Sud
L’offerta turistica copre l’intero territorio. Dal Monte Bianco alle Dolomiti, dal Lago di Garda alle Langhe, fino alla Riviera romagnola e alle città d’arte venete, i flussi interessano tutte le regioni. Roma mantiene un forte richiamo internazionale, trainando le coste del Lazio, la Riviera del Conero e la Costa dei Trabocchi.
Nel Mezzogiorno spiccano le presenze in Costiera Amalfitana, Salento, Tropea, Matera e nelle località della Sicilia come Taormina, le Eolie e la Val di Noto. In Sardegna la domanda si concentra tra Costa Smeralda, Maddalena e Golfo di Orosei, estendendosi all’entroterra e all’archeologia nuragica. In Liguria e nell’Imperiese, le strade dell’olio e la valorizzazione dell’oliva Taggiasca rappresentano un modello di integrazione tra paesaggio e produzione locale.
Il valore strategico del Made in Italy
«Ferragosto si conferma il cuore dell’estate italiana e un formidabile moltiplicatore di opportunità per territori e imprese», dichiara il presidente di CNA Turismo e Commercio, Marco Misischia. «La forza dell’Italia risiede nella capacità di offrire non soltanto destinazioni, ma esperienze autentiche, fondate sulla bellezza, sulla qualità e sulle identità locali».
Il legame tra accoglienza e le eccellenze del territorio sostiene la filiera. «Turismo e Made in Italy formano un binomio strategico che rende unica l’offerta italiana e genera valore per imprese, territori e comunità», aggiunge Cristiano Tomei, responsabile di CNA Turismo e Commercio. «Occorre rafforzare i collegamenti tra accoglienza, ristorazione, commercio, artigianato e cultura, affinché la crescita dei flussi si traduca in benefici diffusi e duraturi».
L’intero mese di agosto, inoltre, si caratterizza per feste patronali, itinerari enogastronomici, concerti e appuntamenti diffusi nei centri storici.
