Campobasso: dove si trova e perché si chiama così?

La città di recente ha registrato il record di presenze sull’onda del boom che sta vivendo la regione Molise. In centro città c’è il primo info point, fresco d’inaugurazione, pronto ad “assistere”i turisti nella loro visita. Che non può che iniziare dal Castello Monforte, edificio simbolo locale

Articolo aggiornato in data 25 Giugno 2022

Mai come nel caso di Campobasso, il capoluogo del Molise, il nome potrebbe trarre in inganno. Sì, perché questa cittadina, cuore pulsante della regione, tutto è tranne che bassa. Basti pensare che con i suoi 700 di altitudine è, assieme a Potenza e L’Aquila, uno dei capoluoghi più alti d’Italia.

Allora, perché si chiama così? E il “basso” da dove viene? Da Campus Vassorum, il luogo dove vivevano i vassalli, nell’epoca medievale che ha visto nascere l’agglomerato. Ricca di tesori inaspettati, Campobasso nel 2021 ha registrato il record di presenze. Sull’onda del boom che sta vivendo la regione. In centro città c’è il primo info point, fresco d’inaugurazione, pronto ad “assistere”i turisti nella loro visita.

Campobasso, vista panoramica della città
Campobasso, vista panoramica della città

Che non può che iniziare dal Castello Monforte, edificio simbolo locale. Fortezza quadrangolare con quattro torrioni, di cui uno sede della stazione meteorologica dell’Aeronautica, fu eretto dai Longobardi e ricostruito nel ‘400 dai conti di Monforte. D’obbligo l’ascesa alla sommità dove la vista spazia dalle valli del Biferno ai monti dell’Abruzzo, alle colline della Puglia.

Campobasso: il borgo e la parte moderna

Intorno al Castello si sviluppa il borgo vecchio. Un intreccio di vicoli e scalinate contornato da case in pietra, con cortiletti interni e portali decorati da figure allegoriche.

C’è pure una Campobasso moderna. Nata nell’Ottocento e nota come centro murattiano. Progettata su un piano di assi ortogonali, fu definita la “città giardino”. Visitando la sua villa comunale De Capoa, si capisce il perché. Contiene un giardino all’italiana di 16.000 m.q. con tanto di fontana, labirinti di siepi, pozzi, rotonde, sculture mitologiche e via dicendo.

Passeggiando tra chiese e musei

Tra gli edifici religiosi di Campobasso spicca quello più antico: la Chiesa di San Giorgio. Eretta nel X secolo, vanta un bel portale romanico e conserva affreschi trecenteschi. Situata vicino all’omonima porta, la Chiesa barocca di Sant’Antonio Abate custodisce un organo del 1696. Sul piazzale antistante, il 17 gennaio viene acceso un falò in onore del Santo. Fuori dalla cinta muraria feudale, ecco la cinquecentesca Cattedrale della Santissima Trinità: distrutta dal terremoto del 1805, fu poi ricostruita.

Da un punto di vista museale non perdete, il Museo provinciale sannitico. “Nascosto” nello splendido palazzo Mazzarotta, conserva una delle più ricche collezioni di reperti dell’epoca sannitica. L’altro museo interessante di Campobasso è il Museo dei Misteri, non quelli riguardanti leggende e fantasmi, bensì le 13 “macchine” realizzate nel 1748 dall’artista campobassano Paolo Saverio Di Zinno. Durante la processione del Corpus Domini, evento folkloristico di richiamo nazionale, vengono animate da attori in costume “sospesi” nell’aria grazie a particolari strutture metalliche.

La provincia di Campobasso 

Campobasso può rappresentare la rampa di lancio per esplorare la sua provincia nella direzione che porta al mare di Termoli. Qui spiccano borghi come Larino con l’antica Cattedrale di San Pardo, o Bonefro, con un bellissimo Convento settecentesco e antiche fontane ricche di storia. Insospettati gioielli di un turismo lento e sostenibile tutti da scoprire.