Sicilia, l’isola che c’è: tra vulcani, spiagge da cartolina e gamberi rossi

Sull’isola greci, romani, arabi, normanni e spagnoli hanno lasciato tracce che il tempo non ha cancellato. Ecco le bellezze di una regione del Sud Italia: una terra ricca di arte, cultura, tradizioni, storia e cibo di qualità. E, chiaramente, di paesaggi pazzeschi

L’isola che c’è. Ma che sembra uscita da una favola. Ecco la Sicilia, la più grande isola d’Italia e del Mediterraneo. Una terra ricca di arte, cultura, tradizioni, storia e cibo di qualità. E, chiaramente, di paesaggi pazzeschi. Lì tra spiagge, montagne, campagne, vulcani e chiaramente un mare da cartolina.  

Insomma, la Sicilia è un microcosmo. Con centri abitati che offrono tantissimo sotto l’aspetto culturale e culinario (leggi in primis Palermo e Catania), con posti unici come l’Etna o Agrigento, città che ospita un parco archeologico conosciuto in tutto il mondo sotto il nome di “La Valle dei Templi”. Senza calcolare le altre isole della regione: 18 sono abitate. Alcune sono grandi (Pantelleria in primis), altre veramente piccole e addirittura private. Un esempio? L’Isolotto Brancati, che si trova di fronte a Marzamemi. In ogni caso, sulla Sicilia e le sue isole, greci, romani, arabi, normanni e spagnoli hanno lasciato tracce che il tempo non ha cancellato. 

Sicilia, tempio nel parco archeologico di Agrigento
Tempio ad Agrigento. Foto di Kees Kortmulder su Unsplash

Sicilia: come arrivare?

L’aereo, per chi arriva da lontano, è il mezzo di trasporto più gettonato per arrivare in Sicilia. Ci sono 4 aeroporti principali e 2 più piccoli, che servono le isole di Lampedusa e Pantelleria. Ecco i principali: 

  • Catania-Fontanarossa – Aeroporto Vincenzo Bellini
  • Palermo-Punta Raisi – Aeroporto Internazionale Falcone e Borsellino
  • Trapani-Birgi – Aeroporto Vincenzo Florio
  • Comiso – Aeroporto Pio La Torre

La Sicilia chiaramente si può raggiungere anche via nave con partenza dai principali porti che danno sulla costa occidentale della Penisola: Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Salerno e Vibo.

Tantissime le linee bus che servono l’isola dalle città principali, idem per i treni.

In macchina si passa da Villa San Giovanni (Calabria), dove ci si imbarca sul traghetto che arriva a Messina in circa 20-30 minuti. Le corse sono abbastanza frequenti.

Palermo, Catania e le città principali   

Palermo, vista dall'alto di una piazza della città
Palermo. Foto di Cristina Gottardi su Unsplash

Palermo è il capoluogo della Sicilia. Da sola vale il prezzo di un viaggio in Sicilia alla luce del patrimonio artistico che la città offre ai turisti. Basta citare i siti Unesco di Palermo e dintorni (Monreale e Cefalù). Nel dettaglio: il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana, la Chiesa di San Cataldo, la Cattedrale, la Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio. Impossibile poi non nominare Mondello e le sue spiagge.

Non è da meno Catania, una città bellissima sotto ogni punto di vista. Un centro urbano a dimensione d’uomo ma al passo con i tempi. Che mette in bella mostra il Duomo e altre location interessanti come per esempio Via Etna e la Piazza dell’Università. Notevole anche l’hinterland, dove spiccano Acireale (famosa per il Carnevale) e Taormina.

Decine e decine le città e i paesi in Sicilia che meritano almeno una visita. La lista è pressoché infinita. Ci sta nominare – come punta dell’iceberg – posti come San Vito Lo Capo, Modica, Noto, Agrigento, Trapani, Cefalù, Erice, Savoca e le sue sette facce, Mazara del Vallo, Siracusa, Marzamemi, Caltagirone, Marzamemi, Sciacca e  Scicli.

La Sicilia, tra spiagge da sogno e vulcani attivi   

Sicilia fa rima con mare, estate, sole. Sia nella parte orientale che occidentale dell’isola non mancano spiagge da sogno, adatte per trascorrere i mesi più caldi sotto l’ombrellone. Si passa dalla sabbia finissima a rocce che si tuffano nell’acqua cristallina. Per non parlare dei fondali, ricchissimi di flora e fauna.

Indicare quella o quell’altra spiaggia è un compito complesso. Alcune, però, sono davvero particolari, vedi la Scala dei Turchi, la Spiaggia dei Conigli, Cala Rossa e la spiaggia di Isola Bella. 

L’Etna, poi, è uno dei simboli della Sicilia. Anche perché fa parte dell’elenco Unesco. Si tratta di un vulcano ancora attivo, alto oltre i 3000 metri, che si trova in provincia di Catania. Tra l’altro è il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica. L’Etna si può visitare tutto l’anno. Sono tantissimi, infatti, i tour e le guide che vi porteranno in alta quota, meteo e attività vulcanica permettendo). Chiaramente l’Etna non è l’unico vulcano della Sicilia. Ci sono, tra gli altri, Stromboli (attivo), ma anche a Lipari, Isola di Vulcano, Pantelleria e Isola Ferdinandea.

Sicilia, l'Etna è uno dei simboli della regione
L’Etna innevato. Foto di Samir Kharrat su Unsplash

Cibo e vino 

La cucina siciliana e quindi mediterranea è considerata a mani basse tra le migliori del mondo sia per la bontà (oggettiva) che per le qualità. Il pesce nelle zone di mare comanda la scena: brillano nel piatto pesce spada, tonno, sarde, polpo, calamari, baccalà e gamberi rossi (famosi quelli Mazara del Vallo). Notevole anche la scelta delle carni, in particolare di vacca, di pecora, di capra e di maiale. La Sicilia, inoltre, è famosa per le street food. Arancini e pane e panelle sono sempreverde da provare.

Capitolo a parte per i dolci. Si va dalla cassata siciliana alla granita con brioche, dalla pasta di mandorla ai cannoli, fino ai dolci a base di pistacchio. L’oro verde si coltiva principalmente in due zone: quella di Bronte e quella di Raffadali.

Sicilia, i dolci tipici: cassate e cannoli
Dolci tipici siciliani. Foto di Valentina Locatelli su Unsplash

Lunga e importante, infine, la tradizione dei vini della Sicilia. L’Etna (è proprio il nome del vino) è stata la prima Doc della regione. Apprezzati anche il Marsala, il Moscato, il Nero d’Avola, il Passito, il Grillo, lo Zibibbo e lo Syrah.

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