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Pozzo di San Patrizio, interno della struttura
Interno del pozzo di San Patrizio (foto da Facebook @comunediorvieto)

È una delle opere d’ingegneria più affascinanti dell’Umbria e del nostro Paese. Stiamo parlando del Pozzo di San Patrizio, a Orvieto, che, dopo un periodo di chiusura e il restauro dell’esterno, si prepara per la riapertura ai visitatori. 

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Si tratta di una costruzione imponente, tanto che è difficile riuscire a individuare il fondo. Profondo più di 60 metri con 13 di diametro, ha più di 500 anni. La sua costruzione si deve al pontefice Clemente VII e, inizialmente, era conosciuto con un altro nome rispetto a quello attuale. 

Pozzo di San Patrizio, ingresso esterno
Ingresso del pozzo di San Patrizio a Orvieto (foto da Facebook @comunediorvieto)

Origini dell’opera

La città di Orvieto poteva contare sul suo acquedotto costruito in epoca Medioevale (fine del 1200). Tuttavia, dopo la fuga da Roma, papa Clemente VII, rifugiatosi nella città umbra, giudicò insufficiente l’opera per gli approvvigionamenti d’acqua. Incaricò, quindi, l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane di costruire un pozzo che rifornisse l’esercito e la cittadinanza. Inizialmente, la struttura era conosciuta come Ponte della Rocca. Tuttavia, la “somiglianza” con la grotta di San Patrizio, luogo di pellegrinaggio sull’isola del lago Lough Derg in Irlanda, portò l’opera a cambiare nome con l’attuale. Sembra, infatti, che il santo fosse solito andare a pregare in una grotta molto profonda e simile, nell’aspetto, al pozzo di Orvieto. Chi visitava la grotta poteva espiare i propri peccati e molti pellegrini cominciarono a fare lo stesso con la struttura artesiana di Orvieto.

La struttura

Un’altra particolarità del pozzo di San Patrizio riguarda i gradini che portano al fondo. Si tratta di due rampe elicoidali (248 scalini ognuna) a senso unico. Questo vuol dire che si sale e si scende per due percorsi differenti. Questa decisione fu presa per permettere a chi si recava per approvvigionarsi d’acqua, di scendere e risalire senza fermarsi o intralciare altri sul percorso.  Le scale prendono luce da 72 finestroni. 

Gradini del pozzo di San Patrizio
Gradini e finestre del pozzo di San Patrizio (foto da Facebook @comunediorvieto)

Le sue dimensioni, nel corso dei secoli, hanno dato origine anche a un detto. L’espressione “Essere come il pozzo di San Patrizio”, ossia avere grandi disponibilità, deriva proprio dalla credenza che il pozzo fosse inesauribile.

Eventi legati al pozzo di San Patrizio

La struttura è, ovviamente, legata alla figura del patrono d’Irlanda. Proprio per questo, il 17 marzo, giorno della festa di San Patrizio, il pozzo viene illuminato di verde per partecipare alle celebrazioni del Globalgreening. Lo scorso aprile, invece, per omaggiare i medici e tutti quelli che affrontavano e affrontano l’emergenza del Covid, in prima linea, il pozzo di San Patrizio è stato illuminato con i colori della bandiera italiana. 

Gli ultimi anni, in occasione del 14 febbraio, festa di San Valentino, il comune ha organizzato un’iniziativa dedicata agli innamorati. Così, 72 coppie (quante il numero delle finestre del pozzo) hanno potuto assistere alla casta di una luna piena all’interno dell’opera. Quest’anno, purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, l’iniziativa non potrà essere ripetuta. 

Alcune informazioni

Recentemente l’opera è stata oggetto di un restauro per il rifacimento della struttura esterna. Per questo motivo, unito alle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, dal 6 novembre 2020 la struttura è chiusa al pubblico e in attesa di una riapertura.

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