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Portici di Bologna, ufficiale: entrano nella lista Unesco

Si tratta di un’opera che copre la bellezza di 62 chilometri, sviluppata nel corso dei secoli con materiali e stili differenti. E' composta da 12 siti collocati sia nel centro della città che in periferia

Portici di Bologna visti dall'esterno

Altro che Muraglia Cinese. I Portici di Bologna entrano ufficialmente nella grande famiglia dell’Unesco dopo una lunga corsa. Si tratta di un’opera che copre la bellezza di 62 chilometri, sviluppata nel corso dei secoli con materiali e stili differenti.   

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I Portici di Bologna sono composti da 12 siti collocati sia nel centro della città dell’Emilia-Romagna che in periferia. Vanno a fare compagnia alle altre meraviglie sparse per l’Italia.  

Portici di Bologna con vista chiesa

Portici di Bologna: la lista e i nomi 

Ecco la lista completa, indicata sul sito ufficiale dei Portici di Bologna:

  1. Santa Caterina. Via porticata risalente al XII-XIII secolo con l’affermarsi dei Comuni e della crescita della città. Si tratta di una zona residenziale, con spazi domestici popolari e portici lignei architravati. 
  2. Via Santo Stefano. Piazza porticata risalente al XIII-XIV  secolo, afferente al modello di città ideale a pianta centrale con uno schema radiale. In origine è lo spazio aperto antistante la basilica, assumerà in seguito funzione residenziale commerciale e di rappresentanza di famiglie nobiliari. 
  3. Baraccano. Percorso porticato della fine del XV secolo, esempio di introduzione della prospettiva nella progettazione urbana. Nasce con funzione cerimoniale e devozionale, costituisce un raccordo scenografico tra elementi religiosi all’interno della città, creando una sorta di sfondato architettonico. 
  4. Via Galliera e via Manzoni. Strada porticata del XV-XVI secolo, percorso di collegamento con la cattedrale su cui si attestano importanti palazzi nobiliari. 
  5. Portici del Pavaglione e Piazza Maggiore. Della metà del XVI secolo, è un collegamento tra due delle piazze principali della città, con una storica vocazione agli scambi commerciali e culturali. 
  6. San Luca. Percorso religioso coperto del XVII-XVIII secolo, collegamento extraurbano porticato che si snoda fino al santuario mariano sul colle della Guardia, per la salita devozionale dei bolognesi. 
  7. Via Zamboni. Strada porticata del XVIII secolo, nel cuore della città universitaria, edificata sui modelli antichi ripresi nella realizzazione dei nuovi edifici settecenteschi. 
  8. Portico della Certosa. Del XIX secolo, realizzato quando la Certosa diventa il cimitero extra urbano cittadino, in collegamento con il portico di San Luca. 
  9. Piazza Cavour e via Farini. Piazza cittadina a funzione pubblica istituzionale, con forte accentuazione degli elementi decorativi e del verde urbano, realizzata nell’ambito delle grandi trasformazioni cittadine di fine ottocento. 
  10. Quartiere Barca. Del XX secolo, costruito durante la ricostruzione post-bellica con funzione residenziale, fulcro di un quartiere popolare autonomo e distante dal centro della città. 
  11. Mambo. Del XX secolo, è un edificio porticato della città post-industriale, costruito come forno pubblico del pane durante la prima guerra mondiale, oggi trasformato in museo un’area dedicata alla cultura. 
  12. Strada Maggiore. Strada porticata che giace sull’atico sedime dell’antica via Emilia, principale asse di ingresso alla città per coloro che giungono da Roma. I suoi portici rappresentano tutte le fasi di trasformazione urbana. 

Il sindaco di Bologna

Portici di Bologna di notte e illuminati

Appresa la notizia dell’iscrizione dei Portici di Bologna nella lista Unesco, il sindaco Virginio Merola ha dichiarato: «Un’immensa soddisfazione e un grande riconoscimento che ci rende felici. L’iscrizione dei Portici di Bologna tra i siti patrimonio dell’umanità Unesco è il raggiungimento di un obiettivo da tempo perseguito ed è il riconoscimento del grande lavoro di questi anni portato avanti dalla vicesindaca Valentina Orioli e da tutta la struttura che ha dedicato a questa causa passione, competenza e capacità di relazione».

«Un grande ringraziamento al Ministero della Cultura, al ministro Dario Franceschini e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, al Ministero degli Esteri col consigliere Paolo Bartorelli e all’Ambasciatore d’Italia presso l’Unesco Massimo Riccardo. Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento», chiude il primo cittadino. 

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