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Piediluco, la vista dal paese sul lago omonimo

Tecnicamente in Umbria, praticamente nel Lazio: Piediluco è un piccolo borgo di origine medievale che si trova al confine tra le due regioni del centro Italia. Si tratta di un paese panoramico, di preciso una frazione. Di un corridoio fortunato che si affaccia 365 giorni l’anno sul lago omonimo. Piediluco è a metà strada tra Terni e Rieti e non lontano da un’altra attrazione naturalistica della zona, le cascate delle Marmore, in linea d’aria a 5 chilometri di distanza.   

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Passeggiando per Piediluco è facile imbattersi in scalinate che portano sul lungolago, dove sono parcheggiate delle imbarcazioni private. La vista, scendendo giù, è pazzesca da qualsiasi angolazione. Qui la natura parla da sola. Non mancano, poi, ristoranti che si affacciano sul lago, così come dei veri e propri stabilimenti attrezzati con ombrelloni, sdraio e giochi per bambini. Perché nel lago di Piediluco si può fare il bagno senza problemi e magari prendere il pedalò o un battello (con guida annessa) per andare a scoprire questo specchio d’acqua ricchissimo di flora e fauna.   

Piediluco, una delle zona dove si può fare il bagno nel lago

A Piediluco un mix di moderno e antico  

Leggenda narra che la presenza di insediamenti a Piedilico siano collocabili già nella tarda età del Bronzo. Ma cosa c’è da vedere in questa località? Merita senza dubbio una visita la Chiesa di San Francesco, le cui porte furano aperte ai cittadini per la prima volta nel 1338. Si tratta del luogo di culto principale di Piediluco. La chiesa fu edificata alla fine del XIII secolo in onore di San Francesco d’Assisi, che passò da Piediluco durante il suo pellegrinaggio. Un classico nel centro Italia, basta vedere per esempio la chiesa del Terminillo, sempre dedicata a San Francesco.       

Piediluco, l'opera astratta di Giulio Turcato intitolata "Le libertà" Ma qui non c’è solo l’antico. Già, perché a Piediluco è stata installata un’opera di Giulio Turcato, uno dei maggiori esponenti dell’astrattismo infornale italiano. L’opera – sette colonne di ferro alte quasi 9 metri e colorate con vernice industriale – si intitola “Le libertà”. Le colonne si affacciano sulla bellezza naturale del lago di Piediluco e tendono verso l’alto. Rappresentano i desideri umani, formano un insieme e salendo verso il cielo hanno l’intenzione di andare oltre i limiti, oltre i freni delle convinzioni. Insomma, liberà unita alla bellezza perché l’opera è collacata in uno spazio aperto con vista sul lago.           

Cosa mangiare vicino al lago? 

Se decidete di fermarvi a pranzo o a cena a Piediluco, è consigliabile assaggiare i prodotti del territorio. Traduzione: i pesci del lago. Uno su tutti? Il Coregone, noto anche come Lavarello. Di solito viene grigliato e gratinato in maniera semplice e tradizionale, un po’ come la spigola o l’orata. Il sapore è intenso, gustoso e particolare. Il costo di un piatto di Coregone? Di solito si assesta tra 10 e i 15 euro.              

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