Molise, dall’anonimato alla ribalta internazionale

Questa piccola regione d'Italia è finita nella lista dei 52 posti dove andare nel 2020 secondo il New York Times

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Vista dall'alto di un paese della regione italiana del Molise
Fonte: moliseturismo.net

«Mai sentito parlare del Molise? Non essere imbarazzato. Perfino molti italiani non sono stati in questa regione dell’Italia centro-meridionale». Inizia così la scheda del New York Times sul Molise, regione inserita un po’ a sorpresa nella lista dei 52 posti dove andare nel 2020. 

Il Molise si mette in tasca il posto numero 37, lì a metà strada tra Lima (Perù) e Copenhagen (Danimarca). L’Italia incassa tre destinazioni: nel lungo elenco ci sono anche la Sicilia e Urbino.   

Larino
Larino. Fonte: Roberto Zeoli

«Il Molise non esiste»

Scherzando, in Italia, si dice che il “Molise non esiste”. Su Facebook c’è addirittura una pagina che si intitola proprio così – “Il Molise non esiste” -, che conta più di 20.000 follower. Numeri impressionati se si considera che la pagina “Molise Turismo” è seguita da meno di 1000 persone.

Eppure un pizzico di verità non manca perché il Molise è l’unica regione d’Italia creata dalla costola di una regione preesistente, l’antica Abruzzi e Molise. Traduzione: è la regione più giovane, non esisteva prima della separazione dall’Abruzzo.       

Campomarino Lido
Il mare del Molise. Fonte: moliseturismo.net

Gli italiani – è un dato di fatto – conoscono poco il Molise, che a dirla tutta ha un patrimonio paesaggistico oggettivamente variegato e ricco: mare, montagne, colline e borghi, alcuni davvero piccoli. Il Molise, geograficamente, non è fortunato, perché l’italiano medio va al mare in Puglia e in montagna in Abruzzo.  

Il Molise sta lì in mezzo, in una fascia di terra che però nasconde diversi tesori inesplorati. E tendenzialmente economici.            

La mia (unica) esperienza

Sono stato in Molise una sola volta nella mia vita. Per un battesimo fissato a Larino. Il 1° gennaio. Alle 9 del mattino. Chiaramente ci ho passato anche la notte di Capodanno per essere in chiesa la mattina presto del giorno dopo. Ho mangiato e bevuto alla grande in un casolare, insieme ai genitori del bambino da battezzare e alle loro famiglie.

Ho apprezzato la semplicità di quella serata trascorsa in Molise, lontana anni luce dal traffico e dall’affolamento di Roma: vagonate di parenti, la tavola piena di prodotti tipici, il vino a fiumi e i fuochi d’artificio che hanno illuminato la piccola città allo scoccare della mezzanotte. Neanche fosse Pechino. Roba da far impallidire i cinesi.

L’umorismo non manca

Larino è famosa perché c’è un carcere piuttosto attivo e perché ha dato i natali ad Aldo Biscardi, un giornalista sportivo che se ne è andato qualche anno fa. «Non parlate più di due o tre persone alla volta sennò non si capisce», diceva sempre Biscardi quando moderava i salotti tv. Sulla sua tomba, a Larino, adesso c’è scritto: «Pregate non più di 2 o 3 alla volta sennò non si capisce». Insomma, in Molise non manca la voglia di ridere

Cosa confermata dall’esperienza personale. Conosco un collega di Campobasso, tra parentesi è un tipo parecchio basso. Quando torna a casa dice sempre che sta per andare nella «Terra di Mezzo». Già, in una una regione fantastica…

On the road

Tornando a Larino, lì nell’entroterra del Molise, bisogna dire che ha il suo fascino e una storia millenaria, testimoniata dal Duomo (intitolato a San Pardo) e da Palazzo Ducale, così come dall’Anfiteatro Romano e da altre chiese. Ma quello che mi ha colpito più è il paesaggio: fare un giro dalle parti del Lago di Guardialfiera lascia il segno. Negli occhi e nella mente. 

Chiesa di Larino
Chiesa di Larino. Fonte: Roberto Zeoli

Il Molise, per gustarselo per davvero, va scoperto on the road. Il New York Times, nella breve descrizione, parla in primis di Sepino, uno dei borghi più belli d’Italia. Lì c’è il Saepinum, un’area archeologica che risale ai tempi degli antichi romani. Si tratta del sito archeologico di Altilia, tra i più importanti d’Italia, insieme a quello di Pompei. L’ingresso è gratuito. 

Molise
Saepinum. Fonte: moliseturismo.net

 

Dal mare alla montagna

Il mare di Termoli e la montagna di Campitello Matese, poi, rappresentano in pieno lo yin e yang del Molise. D’estate si va nuotare senza imbattersi nel caos tipico delle spiagge italiane, d’inverno invece ci si infila gli sci e via. La distanza tra Termoli e Campitello Matese è di appena 100 chilometri. Ci vuole circa 1 ora e 30 minuti di macchina per passare dal mare alla montagna.

In mezzo si possono gustare le rotte della transumanza. Il Molise, inoltre, è pieno di festival e sagre. D’estate, d’inverno, d’autunno e in primavera. Il giornale americano cita giustamente la ‘Ndocciata, festival che illumina Agnone nel periodo di Natale. Letteralmente. Con il fuoco.

Molise
La ‘Ndocciata. Fonte: moliseturismo.net

Anche in treno

Stanco di guidare la macchina? Beh, allora sali sul treno. Più precisamente sul Treno Storico della Transiberiana d’Italia. Il tragitto è definito «un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del Molise tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali che attraversa montagne e strette gole». Insomma, ecco un’altra testimonianza. Il Molise esiste. Eccome se esiste…

Treno
Il Treno Storico della Transiberiana d’Italia. Fonte: latransiberianaditalia.com