Marzamemi, il borgo dei pescatori che mantiene vive le tradizioni

Passeggiare per Marzamemi è un’esperienza unica, complice l’ospitalità delle persone che vivono e lavorano qui. Per le stradine del borgo si respira un'aria diversa e frizzante, a volte ferma nel tempo

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Marzamemi, barche al porto del borgo dei pescatori
Foto di Antonio Sessa su Unsplash

Tra Noto e Pachino – sì proprio il paese che dà il nome al pomodorino – spicca un borgo magico che è un vanto per la Sicilia. Si chiama Marzamemi e si trova di fronte al mare, nella parte sud orientale dell’isola più grande d’Italia. E’ un borgo con una forte vocazione turistica che però ha mantenuto in piedi le sue tradizioni, legate soprattutto alla pesca e all’influenza araba. 

Marzamemi è un frazione di Pachino, che è distante appena 2 chilometri. Si raggiunge facilmente in macchina da Modica (16 chilometri), Noto (26 chilometri), Siracusa (53 chilometri), Ragusa (58 chilometri) e Catania (107 chilometri). Da Catania e Noto non mancano dei bus che servono la zona di Pachino.   

Marzamemi, vista dall'alto di Piazza Regina Margherita
Piazza Regina Margherita. Foto di Andrea Cappiello su Unsplash

Marzamemi: il nome e la storia della tonnara 

Barca al porto di Marzamemi
Una barca. Foto di Daniele Salutari su Unsplash

Marzamemi ha un nome di chiare origini arabe: secondo una una corrente deriva dalle parole marsa (porto) e memi (piccolo), mentre una seconda corrente fa ricadere il nome dietro alla traduzione di marsà al-ḥamāma, cioè baia delle tortore, in riferimento agli uccelli che popolavano questa location in primavera. Il borgo, fin dall’antichità, si è sviluppato attorno al porto e di conseguenza alla pesca del tonno (e non solo). Tanto che il paese si dotò di una tonnara.

La struttura della tonnara di Marzamemi esiste ancora oggi, anche se non svolge più la sua funzione dal 1966, quando il metodo di pesca cambiò attraverso le tonnare volanti. Al momento è un posto che ospita eventi e matrimoni.     

Marzamemi ha comunque mantenuto vive le sue tradizioni. Nel borgo ci sono diversi locali e ristoranti che servono pesce freschissimo. E sono ancora attivi sia “La Fossa” che “La Balata”, due porticcioli naturali. Il secondo è probabilmente il più suggestivo perché si affaccia su una piazza molto caratteristica con abitazioni antiche. 

Cosa vedere a Marzamemi? 

Di fronte al lungomare di Marzamemi sorge l’Isola Piccola, più nota come Isolotto Brancati. In questo lembo di terra spunta un villino color rosso-bordeaux che è impossibile non notare. 

Passeggiare per Marzamemi è un’esperienza unica, complice l’ospitalità delle persone che vivono e lavorano qui. Per le stradine del borgo si respira un’aria diversa e frizzante, a volte ferma nel tempo.

Marzamemi, locale con sedie e tavolini nel borgo
Locale nel centro del borgo. Foto di Aleksandr Bushmakin su Unsplash

D’impatto Piazza Regina Margherita, dove spicca il Palazzo di Villadorata sul lato ovest. Non mancano delle chiese come per esempio la Chiesa di San Francesco da Paola, poco distante dalla Chiesetta sconsacrata di San Francesco di Paola. Notevoli, poi, le spiagge della zona e il mare color turchese, da vivere di giorno, mentre la sera Marzamemi è molto vivace e regala altre emozioni, in particolare all’ora del tramonto.

Mangiare e bere al top  

Mangiare male a Marzamemi è pressoché impossibile. Dalla colazione fino alla cena, passando per la merenda e un pranzo più o meno veloce, non si resta mai delusi. Qui sono speciali sia il tonno che la bottarga e in generale tutti i prodotti ittici, che passano velocemente dal mare al piatto che avrete di fronte. Senza dimenticare, comunque, altre due specialità della zona: i pomodori di Pachino e il vino Nero d’Avola.  

Un ristorante da segnarsi? Campisi. Un nome famoso soprattutto per le conserve. Un’azienda familiare che ha oltre un secolo di storia, una storia che è partita proprio da Marzamemi.