Lazio, un mondo intorno a Roma. Dove mare e montagna si incontrano

Lasciandosi la capitale alle spalle, si entra in un altro ecosistema. Letteralmente. Nelle vicinanze di Roma c’è per esempio Tivoli. Ma anche spiagge, piste da sci, centri termali e siti archeologici. Senza dimenticare borghi da incanto come Calcata e Civita di Bagnoregio

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Se si pensa al Lazio, la prima cosa che viene in mente è Roma, la capitale d’Italia. Una città che contiene all’interno tante città, piena di meraviglie – da San Pietro al Colosseo – e di contraddizioni, leggi per esempio il traffico. Perché, a volte, per spostarsi dal nord al sud di Roma ci vuole più o meno lo stesso tempo che serve per raggiungere Napoli, Firenze o Perugia.   

Roma attira un numero mostruoso di turisti ogni anno: secondo l’Istat, solamente nel 2018, sono state registrate 29 milioni di presenze. Complice il fatto che il capoluogo della regione Lazio ha due aeroporti nelle vicinanze, uno a Fiumicino e l’altro a Ciampino. Il primo si trova a 30 km a ovest dal centro storico, l’altro nel quadrante sud-est della capitale, nelle vicinanze del Gra.  

La Cupola di San Pietro dal basso a Roma
San Pietro. Foto di Simone Savoldi su Unsplash

Non basta una vita intera… 

La Fontana di Trevi
La Fontana di Trevi. Foto di Francesco Bruno su Unsplash

Dicono che per visitare Roma non basti neanche una vita. In parte è vero. E’ difficile, del resto, concentrare in pochi giorni il meglio che la città simbolo del Lazio offre: San Pietro, il Colosseo, Trastevere, Piazza di Spagna, Villa Borghese, il Ghetto, la Basilica di San Giovanni in Laterano, l’Ara Pacis e Piazza del Popolo. Ancora: Piazza Venezia, la Bocca della Verità, il Campidoglio, l’Isola Tiberina, Fontana di Trevi, l’Appia Antica, Piazza Navona, le Terme di Caracalla, il Pincio, Campo de’ Fiori, Ponte Milvio. L’elenco potrebbe andare avanti all’infinito e riempire pagine e pagine di un libro alto così.

Esistono anche location meno battute, fuori dai circuiti turistici tradizionali. Vedi le catacombe di Marcellino e Pietro, la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio o il Museo dei Carabinieri, che si trova a pochi passi dal Cupolone.

Montagna e mare coesistono nel Lazio  

Ma il Lazio non si esaurisce con Roma e le sue bellezze. Lasciandosi la capitale alle spalle, si entra in un altro ecosistema. Letteralmente. Nelle vicinanze della capitale c’è per esempio Tivoli, una tappa fissa per chi ama i siti archeologici e non solo.  

La zona Rieti, nell’entroterra, è famosa per il paesaggio collinare e montuoso. La vetta più alta è il Terminillo: d’inverno si scia che è una bellezza, mentre d’estate si sta al fresco, basti pensare che rispetto a Roma ci sono almeno 10-14 gradi in meno. 

Il Monte Terminillo si trova nel Lazio, vicino Rieti
Il Terminillo. Foto di Edoardo Ciferri su Unsplash.

La zona di Latina, nel sud del Lazio, brilla per le sue spiagge stile Caraibi. Da segnare in rosso nel travel plan San Felice Circeo e dintorni. Un posto cool nei mesi più caldi. Impossibile poi non nominare le Isole Pontine come Ponza, Palmarola e Ventotene.  

La zona di Viterbo, nel nord del Lazio, è invece la terra degli Etruschi. Un luogo magico che mette in vetrina castelli, storia, ma anche antichi borghi da mille e una notte. Alcuni esempi? Calcata e Civita di Bagnoregio, due gioielli unici. 

Nella zona di Frosinone spiccano due località: Anagni e Alatri. Da vedere anche Fiuggi, famosa per l’acqua e per i suoi centri termali.    

E a tavola trionfano i carboidrati   

Se siete a dieta, il Lazio e Roma non sono le mete ideali. I primi piatti sono un must: in pole position la pasta alla carbonara, cacio e pepe, alla gricia e all’amatriciana.

Piatto di pasta alla carbonara dall'alto, tipico di Roma e del Lazio
Piatto di pasta alla carbonara. Foto di Elia Burelli su Unsplash

Come secondi piatti spiccano l’abbacchio alla scottadito, la coda alla vaccinara e i saltimbocca. Difficile tenere fuori da un pranzo o una cena (e perché no una merenda) supplì, carciofi o baccalà, rigorosamente fritti. Cosa bere? Nelle taverne e nelle trattorie prendere il vino della casa resta la via maestra.