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Capri, i Faraglioni
I Faraglioni di Capri dal belvedere dei Giardini di Augusto

Conosciuta anche come l’isola azzurra, Capri è senza dubbio uno dei tesori del nostro Paese. Fa parte dell’arcipelago campano (insieme a Ischia e Procida), nel golfo di Napoli, ed è posizionata di fronte la penisola sorrentina. Uno dei tanti tesori della Campania grazie alle sue ricchezze naturalistiche e culturali fuori dal comune. Infatti, oltre ai famosi Faraglioni, gli enormi scogli, ormai diventati internazionalmente il simbolo dell’isola, c’è molto altro da scoprire.

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Divisa in due comuni, Capri e Anacapri, l’isola presenta una serie di “fermate” obbligate per ogni persona che decida di visitarla. Dall’affaccio ai belvedere come quello di Punta Tragara, per ammirare i celebri Faraglioni, ai suoi splendidi giardini. Dai Giardini di Augusto, al Parco di Villa San Michele, inserito tra i più belli d’Italia. Senza dimenticare la famosa Grotta Azzurra, la Certosa di San Giacomo o il museo della Casa Rossa ad Anacapri.

Capri
Particolare dei Giardini di Augusto

Alla scoperta dell’isola azzurra

È possibile raggiungere Capri grazie ai traghetti e agli aliscafi che quotidianamente partono da Napoli e Sorrento. Inoltre, nel periodo estivo, l’isola è raggiungibile anche da Amalfi, Positano, Salerno e Ischia. Arrivati al porto di Marina Grande, una targa rievoca i celebri versi di Augusto Cesareo e la sua canzone “Luna caprese”. Da qui, i visitatori tramite la funicolare, gli autobus o i taxi scoperti, possono salire a Capri. La prima fermata è alla celebre piazzetta. Qui non può mancare una sosta per gustare una  fetta di torta caprese, uno dei dolci più famosi nel mondo, a base di mandorle e cioccolato, creato proprio sull’isola.

Attigua alla piazza si trova la chiesa di Santo Stefano. Si tratta della più grande di Capri. Nel 1500, dove oggi sorge la chiesa, c’era un convento di monaci benedettini. Solo il campanile è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Inoltre, all’interno della parrocchia si trova la statua di San Costanzo, patrono dell’isola.

La chiesa di Santo Stefano a Capri
Interno della chiesa di Santo Stefano

L’edificio più antico, però, non è la Cattedrale di Santo Stefano, bensì la Certosa di San Giacomo. La sua fondazione risale al XIV secolo. Di quel periodo, oggi, è ancora evidente il rosone della chiesa e le sue volte a crociera. Nel corso del tempo, a partire dal XVI secolo, dopo le incursioni saracene, la struttura subì dei rifacimenti e degli ampliamenti. Dal 1975 è sede del museo Diefenbach. La Certosa è visitabile dal martedì alla domenica con orario che va dalle 10 fino a massimo alle 18, a seconda del periodo dell’anno.  

Capri
La Certosa di San Giacomo

Natura e architettura caprese 

La bellezza di Capri è data anche dai suoi profumi e dalla sua natura. Questa bellezza è evidente in alcune strutture in particolare. Come i giardini di Augusto, donati dall’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp all’inizio del XX secolo. Inizialmente, portavano il nome dell’industriale. Poi, dal 1918, vennero ribattezzati in onore del primo imperatore romano, Augusto. Dal belvedere è possibile ammirare i celebri Faraglioni e la famosa via Krupp, dal nome dell’industriale che la fece realizzare. Si tratta di una strada panoramica di tornanti, costruita sul costone roccioso, che collega il centro storico con la frazione di Marina piccola. È considerata una vera e propria opera d’arte. 

Capri, Via Krupp
La famosa Via Krupp a Capri

L’isola di Capri, oltre al turismo del lusso, è meta anche dei cosiddetti turisti dell’architettura per via dei tanti capolavori che vi si trovano. Un esempio è villa Malaparte a Punta Masullo. Costruita nel 1940 per volere dello scrittore Curzio Malaparte, ha la forma di parallelepipedo. Particolarità è il suo salone da dove ogni finestra mostra un panorama diverso. Oggi la villa è un’abitazione privata.  Un altro esempio è quello di Villa Vismara a Punta Tragara. La struttura venne costruita nel 1920 per volere dell’ingegner Emilio Vismara e ad occuparsi del progetto fu l’architetto Le Corbusier. Il belvedere accanto alla villa è un altro dei punti privilegiati da cui ammirare il mare caprese e i Faraglioni.

Ospiti illustri

Oggi la villa è un albergo di lusso e nel corso degli anni ha avuto molti ospiti illustri. Durante la seconda Guerra Mondiale vi soggiornarono il generale americano e futuro presidente, Eisenhower, e il primo ministro inglese Winston Churcill.

Capri
La targa sull’edificio dell’ex-villa Vismara a Punta Tragara

Sono molte le personalità che hanno soggiornato sull’isola in via Tragara. Dopo l’ex-villa Vismara, ricordiamo anche Villa Discopoli. Costruita a fine ‘800, la villa ha accolto la regina Margherita di Savoia, il fotografo Morgan Heiskell e il poeta Rainer Maria Rilke. Anche il poeta cileno, Pablo Neruda, soggiornò sull’isola in via Tragara, presso Casa Arturo, ospite dello scrittore caprese Edwin Cero. Neruda trascorse un lungo periodo a Capri, negli anni ’50, durante l’esilio dal suo Paese a causa della dittatura che non vedeva di buon occhio le sue idee comuniste. In una poesia, scritta durante il soggiorno, definì l’isola la “Reina de roca” (Regina di roccia).

Passeggiata ad Anacapri

Il secondo comune dell’isola, Anacapri, è raggiungibile dal porto di Marina Grande tramite i mezzi pubblici o, per chi volesse godere appieno del panorama di Capri, una lunga passeggiata. Arrivati ad Anacapri la prima tappa è a Villa San Michele. Fatta costruire da Axel Munthe, medico svedese che si stabilì sull’isola nel 1885. È chiamata così perché edificata sui resti di un’antica cappella dedicata a San Michele. È uno dei capolavori. Qui si trova uno dei tanti punti di osservazione da cui ammirare Capri dall’alto. Inoltre, il parco della Villa è stato inserito tra i più belli del nostro Paese nella XII edizione de “I Parchi più belli d’Italia”. Al suo interno si trovano una tomba greca e una sfinge in granito che, dal belvedere della villa, domina l’isola.

Tornando verso la piazza centrale di Anacapri e dirigendoci nella direzione opposta a Villa San Michele ci si imbatte nella cosiddetta Casa Rossa. Il motivo è facilmente intuibile: prende il nome dal colore che ricopre completamente l’edificio. Fu fatta costruire, tra il 1876 e il 1898, dal colonnello americano MacKowen. Oggi è un museo che ospita dipinti dell’isola del periodo ‘800-‘900. Inoltre, all’interno è possibile ammirare anche le quattro statue romane rinvenute tra il 1964 e il 1974 all’interno della Grotta Azzurra. 

Capri
La celebre “casa rossa” ad Anacapri

La Grotta azzurra

Questa, come tante altre grotte dell’isola è di origine carsica. In passato, in epoca romana, era un ninfeo. Venne riscoperta nel 1826 e oggi è il luogo più visitato dell’isola. Il nome è dovuto al colore delle sue acque. La luce del sole che entra dall’apertura, parzialmente sommersa, le conferisce un colore blu intenso da cui la grotta prende il nome.

Queste sono solo alcune delle tante bellezze che caratterizzano Capri. Una sola visita non basta a scoprirne tutte le caratteristiche. Infatti, c’è chi una volta arrivato, non è più ripartito. Chi visita Capri non vorrebbe mai separarsene. Così, chi torna verso la terraferma cerca di “addolcire” il distacco ammirando il sole che tramonta sull’isola.  Uno spettacolo che lascia senza parole.

Capri
Veduta di Capri al tramonto dal mare

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