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Anagni
Fianco sinistro della Cattedrale di Anagni e veduta del campanile

Cosa accomuna Anagni con Roma e Avignone? Il piccolo comune in provincia di Frosinone è anche conosciuto come “La città dei papi”, in quanto ha dato i natali a ben quattro pontefici. Sono nati qui Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII e, nel periodo Medioevale, è stata anche sede papale quando i pontefici si recavano fuori Roma. 

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I segni di questo passaggio sono evidenti ancora oggi. Dal palazzo di Bonifacio VIII, dove si consumò il famoso schiaffo, alla cattedrale della città risalente agli inizi del 1100 e dedicata a Santa Maria Annunziata. Oggi questi edifici sono due importanti musei della città che ne testimoniano la sua storia.

Anagni
Ingresso della Cattedrale

Il palazzo e lo schiaffo

Anche se prende il nome dall’ultimo dei papi anagnini, Palazzo Bonifacio VIII venne usato come residenza dai pontefici sin da Innocenzo III. Questa fu poi ampliata da Gregorio IX che nel 1230 vi ospitò l’imperatore Federico II di Svevia. Nel palazzo visse anche papa Innocenzo IV e, solo nel 1297 divenne proprietà della famiglia di Bonifacio VIII quando suo nipote, Pietro II Caetani, lo acquistò. Oggi il palazzo fa parte della Casa Madre delle delle Suore Cistercensi della Carità ed è sede del museo Bonifacio VIII.

Anagni
Ingresso del museo di Bonifacio VIII

All’interno della dimora è possibile accedere alla Sala delle Oche, chiamata così per via di alcuni volatili rappresentati sulle pareti, e la Sala delle Scacchiere conosciuta per il celebre “schiaffo”. Questo episodio risale al 1303, quando Guglielmo di Nogaret, emissario del re di Francia Filippo IV, e Giacomo “Sciarra” Colonna, assediarono il pontefice all’interno del suo palazzo. Questo per impedire che Bonifacio VIII emettesse la scomunica nei confronti del re Filippo IV. Un oltraggio alla figura del papa, come uno schiaffo, anche se sembra che all’interno di una delle sale del palazzo, Sciarra Colonna abbia realmente schiaffeggiato il pontefice.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 19 (con ultimi ingressi alle 12,30 e alle 18,30). Il costo dell’entrata, comprensivo di audioguida, è di 5 euro (3 euro il ridotto).

La cattedrale 

Come il palazzo papale anche la cattedrale di Anagni è una tappa obbligata per chi visita la piccola città del basso Lazio. Importante monumento artistico e culturale per via dei tanti tesori conservati al suo interno. Costruita per volere del vescovo Pietro da Salerno, la sua realizzazione durò più di 30 anni (dal 1072 al 1104). Inoltre, subito fuori l’entrata troviamo il campanile della cattedrale. In stile romanico è alto 30 metri. Oggi, la Cattedrale di Anagni, oltre ad essere una chiesa in cui vengono regolarmente celebrate le funzioni religiose, è anche un museo con un percorso che guida i visitatori attraverso le varie aree della costruzione.

Il museo

La prima sala è la Biblioteca contenente 1814 volumi dal XV al XX secolo. Si passa, poi, alle sagrestie dove, insieme a vari reperti in oro e argento, sono conservati i busti dei patroni di Anagni: San Pietro da Salerno e San Magno di Trani. 

Da qui si prosegue per la sala del Tesoro antico e la Cappella del Salvatore. Nella prima sono conservati i paramenti liturgici appartenuti ai pontefici e a altri importanti oggetti. Fra tutti, in particolare, il cofanetto contenente le reliquie di san Thomas Beckett.

Nella Cappella del Salvatore, oltre all’affresco dietro l’altare e altri dipinti, è presente un crocifisso ligneo risalente al XV secolo, chiamato anche “Cristo parlante”. Questo è dovuto al volto del Salvatore realizzato con la bocca semiaperta, come se stesse per parlare. Inoltre, la presenza di un meccanismo alla base della nuca permetteva alla lingua di uscire fuori dalla bocca. Questo veniva usato soprattutto nelle processioni per impressionare i fedeli.

Anagni
Crocifisso ligneo all’interno della Cappella del Salvatore

La chiesa e le cripte

All’interno della Cattedrale, divisa in tre navate, troviamo alcune cappelle tra cui la Cappella Caetani, famiglia di papa Bonifacio VIII. Dalla sala della Cattedrale si scende nelle cripte. La prima di queste, fu ricavata da un antico mitreo e dedicata al culto di san Thomas Beckett. Sulle pareti alcuni affreschi rappresentanti scene del Vecchio e Nuovo Testamento e della vita del santo. 

La seconda cripta, realizzata insieme alla cattedrale, è dedicata a uno dei patroni di Anagni, San Magno di Trani. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo le più importanti botteghe del tempo realizzarono i dipinti presenti sulle pareti. Tra i soggetti, alcuni episodi dell’Antico Testamento, un affresco raffigurante Cristo affiancato da quattro santi, storie della vita di San Magno e alcune scene dell’Apocalisse. Infine, troviamo l’altare dei Santi Martiri e di San Pietro da Salerno. 

Anagni
La cripta dedicata a San Magno di Trani, patrono di Anagni

L’ultima sala del museo è il Lapidario, all’interno dell’antico chiostro. Qui sono conservate una serie di lapidi risalenti al periodo romano, paleocristiano e medioevale. 

Tutte le informazioni per visitare il museo della Cattedrale di Anagni si trovano sul sito dedicato da cui è possibile anche prenotare visite guidate.

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