Agnone, cosa c’è da vedere nel paese dove nascono le campane

Il piccolo comune del Molise è un concentrato di natura, specialità enogastronomiche e, soprattutto, cultura. Dalla storica fonderia pontificia, alle antiche fabbriche di rame, fino alla manifestazione del fuoco più antica del mondo

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Agnone
La città di Agnone ( Fonte: www.visitagnone.com)

Nel Molise che esiste, eccome, si nascondono tanti piccoli tesori come il comune di Agnone. Terzo paese della provincia di Isernia, a meno di 20 km dal confine con l’Abruzzo, la città ha molto da offrire ai turisti che decidono di visitarla. 

Dal patrimonio naturalistico (è un piccolo paese circondato dal verde), a quello enogastronomico. Famosa la produzione locale di formaggi e derivati del latte. Come il caciocavallo o la stracciata. Quest’ultima è un fior di latte dalla forma schiacciata che viene porzionato stracciando (da qui il nome) delle strisce di circa 50 cm ripiegate tre volte su se stesse prima di essere confezionate. Su tutto, però, è la cultura a farla da padrone. Dalle tante chiese alla storica fabbrica di campane, oggi anche un museo, considerata la più antica nel mondo. Inoltre, qui,  ogni anno va in scena un’antica manifestazione tramandata nei secoli.

Chiese…

Agnone non sarà la “Città delle cento chiese”, come è soprannominata Lucca per via dei suoi molteplici luoghi di culto, ma le sue costruzioni non sono certo da meno. Qui le chiese non sono cento, ma circa 18, di cui 13 nel centro della città. Costruite in stile romanico-gotico, la più famosa è senza dubbio la chiesa di San Francesco. Costruita nella prima metà del 1300 è considerata monumento nazionale dal 1926. Ancora oggi, nonostante una ristrutturazione nel ‘700, mantiene intatto il portale gotico e il suo rosone. Inoltre, all’interno di quello che era l’ex-convento francescano si trova la Biblioteca intitolata allo storico agnonese Baldassarre Labanca. Al suo interno sono custoditi volumi antichi molto rari e, dal 2004, in forma permanente, ospita la Mostra del Libro Antico.

Oltre al complesso francescano, altre chiese degne di nota sono la chiesa di San Marco evangelista, Sant’Antonio abate e San Emidio. La prima è la chiesa madre della città e la sua costruzione venne iniziata dai veneziani nell’XI secolo. La chiesa di Sant’Antonio abate, invece, risale al 1118. Il suo campanile, alto 30 metri, è il più grande della città. Infine, visitando la chiesa di Sant’Emidio, oltre al suo portale gotico e alcuni capolavori di Giulio Monteverde e Giovanni e Amalia Duprè, si possono ammirare 12 sculture in legno a grandezza naturale raffiguranti i 12 apostoli.

…e campane

La presenza di numerose chiese all’interno della città è dovuta alla sua storica fabbrica di campane. La Pontificia fonderia Marinelli è la più antica ancora esistente. Una tradizione, quella della fusione in bronzo delle campane, tramandata da più di 1000 anni di generazione in generazione. Inoltre, dal 1924, grazie alla concessione di Papa Pio XI, la famiglia Marinelli può utilizzare lo Stemma Pontificio. In epoca più recente, nel 1995, un altro pontefice, Papa Giovanni Paolo II, ha visitato la fabbrica benedicendo alcune campane. A lui è dedicato il Museo storico della campana, nato nel 1999, accanto alla fonderia.

Pontificia Fonderia Marinelli ad Agnone
Costruzione di alcune campane nella Fonderia Marinelli (Fonte: campanemarinelli.com)

Caldaie e percorsi

Non c’è solo il bronzo delle campane nella storia di Agnone. La città è famosa anche per le sue fonderie di rame. Le antiche fonderie di rame attive fino al 1970, sono oggi una tappa obbligata. All’interno sono ancora visibili i forni e alcuni dei macchinari con cui era lavorato il metallo. La produzione, in passato era talmente importante che, come ci spiega Maurizio D’Ottavio, direttore dell’Eco dell’Alto Molise, un detto recita «La callara nn’è bbona se nn’è d’Agnòne, ossia il caldaio, o la caldaia, non è buono se non è di Agnone». 

Agnone
Interno dell’antica fabbrica di rame di Agnone (Fonte: www.visitagnone.com)

Oggi dalle fonderie di rame parte un sentiero abbastanza famoso tra gli escursionisti che porta fino al fiume Verrino, per poi salire verso il comune di Capracotta.

La storica fiaccolata

Uno dei momenti in cui visitare Agnone è a dicembre. Il motivo è presto detto. In questo periodo, infatti, come ci racconta Maurizio D’Ottavio, si tiene una delle più antiche e importanti manifestazioni del fuoco: la ‘ndocciata. Il termine viene da ‘ndoccia che in dialetto vuol dire grande torcia. Citata anche dal New York Times che ha indicato il Molise come una delle 52 mete da visitare nel 2020, si tiene l’8 e il 24 dicembre. «Anticamente – spiega D’Ottavio – esisteva solo il 24 dicembre. Questo perché, anticamente, la notte della vigilia di Natale, i pastori delle contrade si recavano ad Agnone per ascoltare la messa di mezzanotte. Per illuminare il tragitto venivano accesi dei grossi torcioni che si portavano sulle spalle». 

La notte dell’Immacolata del 1996, si è tenuta una speciale ‘ndocciata a Piazza San Pietro, a Roma. L’evento ha visto la partecipazione di 30mila persone e fu organizzato per celebrare il 50º anniversario del sacerdozio di Papa Wojtyla. Un modo per evidenziare ancora di più l’affetto della città di Agnone verso il pontefice.