domenica 21 Aprile 2024

WSense, Chiara Petrioli: «Il nostro contributo al recupero ambientale»

La startup del wi-fi sottomarino trionfa al World Economic Forum conquistando la “Ocean Data Challenge”, riconoscimento per l’impresa più innovativa al mondo nella raccolta e gestione dei dati ai fini della protezione dell’ambiente oceanico. La Ceo Chiara Petrioli: «Pensiamo di poter dare un contributo veramente rivoluzionario alle politiche di contrasto al cambiamento climatico e al recupero ambientale».

L’italiana WSense è l’impresa più innovativa al mondo nella raccolta e gestione dei dati ai fini della protezione dell’ambiente oceanico. Lo ha stabilito il World Economic Forum, appena conclusosi a Davos, che l’ha selezionata come unica realtà italiana e insignita del riconoscimento Ocean Data Challenge, nell’ambito della sessione “The Earth Data Revolution”.

Eccellenza internazionale nella frontiera dell’Internet of Underwater Things, WSense è una società deep-tech, nata come spinoff dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata in sistemi di monitoraggio e comunicazione subacquei. 

Basati su tecnologie brevettate, questi sistemi utilizzano le onde acustiche (simili a quelle utilizzate dai delfini, ma senza interferire con loro) e tecnologie ottiche senza fili che hanno aperto la strada all’Internet of Underwater Things (IoUT).

Un mercato globale potenziale, quello della comunicazione wireless subacquea, che è stimato 3,5 miliardi di dollari nel quale si prevede un incremento annuo del 22 per cento fino al 2027.

WSense, come funziona la sua tecnologia

La tecnologia WSense consiste in componenti hardware e software per acque basse e profonde per implementare e gestire un’infrastruttura di rete internet sottomarina che operi fino a 3.000 metri di profondità. I sistemi installati, che non impattano sui fondali, permettono di monitorare in tempo reale gli ambienti marini e oceanici (qualità dell’acqua, suoni, correnti, movimento di strutture ed ancoraggi…).

Inoltre, forniscono informazioni cruciali agli istituti di ricerca e a chi opera in tutti i settori della Blue Economy: la qualità ambientale, l’acquacoltura, i porti e le infrastrutture critiche, tra cui quelle energetiche, come i gasdotti, gli oleodotti, le piattaforme di estrazione e i cavi di trasmissione dell’elettricità. Le soluzioni garantiscono l’interoperabilità e la connettività tra sensori subacquei di qualsiasi casa produttrice e veicoli robotici autonomi, grazie all’utilizzo di tecnologie proprietarie brevettate che consentono comunicazioni sicure in tempo reale tra nodi della rete affidabili ed economici.

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La tutela dei fondali marini

Attiva dal 2017, la startup WSense guidata dalla Ceo Chiara Petrioli, vanta oggi una squadra di oltre 40 ingegneri e ricercatori e ha uffici in Italia, Norvegia e Regno Unito. Inoltre, annovera tra i propri clienti il Ministero della Difesa Italiano e aziende come Leonardo, Leroy, Saipem, Terna, Enea, Ingv e il National Oceanography Centre.

«Il World Economic Forum di quest’anno ha rimarcato come il cambiamento climatico rappresenti il maggior rischio a breve termine per l’umanità. Il monitoraggio degli oceani, ma anche dei mari chiusi come il Mediterraneo, è fondamentale. – ha commentato la Ceo di WSense Chiara Petrioli – Gli oceani assorbono circa un terzo della CO2 prodotta dalle attività antropiche e abbiamo di fronte il dramma dell’inquinamento marino, sostanze chimiche, oltre che plastiche e microplastiche. I nostri sistemi promettono di fare luce su quanto avviene in profondità: i sensori che possono essere applicati ai nostri sistemi di comunicazione subacquea sono in grado di monitorare 24 ore su 24 la concentrazione di qualsiasi sostanza estranea all’ambiente marino originale, lanciare allarmi e permettere interventi mirati di pulizia e risanamento».

Wsense, la founder e Ceo Chiara Petrioli
Chiara Petrioli, founder e Ceo di WSense (foto da Uff. stampa WSense)

Chiara Petrioli, chi è la founder e Ceo di WSense 

Ingegnera informatica e ricercatrice, dopo anni all’estero, Chiara Petrioli rientra in Italia dove diventa professore ordinario, direttrice di tre laboratori e anche Prorettrice dell’Università La Sapienza di Roma con delega all’incubazione di impresa (carica che ha ricoperto fino a poco tempo fa) e dà vita a WSense con un gruppo di giovani talenti. 

Le sue innovazioni sono state raccontate dalla Cnn, dal National Geographic e dalla Bbc, e le sono valse un posto nella lista “top 2% world scientists” della Stanford University. Nel settembre 2022 ha ricevuto il Women Startup Award powered by Intesa Sanpaolo Innovation Center nell’ambito del Premio GammaDonna come startupper più innovativa dell’anno. Successivamente è stata tra le vincitrici dell’Eit Digital Challenge 2022 per i migliori imprenditori deeptech europei.

Articolo aggiornato in data 27 Gennaio 2023
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