Il gol più bello Pelè lo segnò nel 1959 a Rua Javari, ma nessuna telecamera riprese quel capolavoro. Oggi quel momento leggendario rinasce grazie all’intelligenza artificiale di Google, protagonista del mini documentario “Il gol più bello mai visto”, realizzato in sinergia con il Pelé Brand per preservare la memoria della stella brasiliana.
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La tecnologia di Google DeepMind per la Rua Javari
Il cortometraggio riproduce l’azione svoltasi sul campo della Rua Javari a San Paolo nella partita fra il Santos di Pelè e il Clube Atletico Juventus. Per compiere questa impresa, gli esperti hanno unito moderne tecniche di calcolo a testimonianze dirette. A guidare il processo gli algoritmi di Google DeepMind.
«Lavorando in stretta sinergia con la famiglia di Pelé, storici e testimoni oculari, – si legge in una nota ufficiale del progetto – Google DeepMind ha utilizzato modelli avanzati di IA come Veo 3 e Gemini Omni per trasformare decenni di ricordi e frammenti storici in immagini in movimento. Il mini-documentario, nato per preservare l’eredità di Pelé, sarà esposto al Museo di Pelé entro la fine dell’anno».
La fisica del calcio rappresenta una sfida complessa per le macchine. Il movimento atletico richiede una precisione millimetrica e i modelli generativi classici faticano a replicare la fluidità di un dribbling.
Accuratezza storica e autenticità
KK Walker, Executive Creative Director per Google AI e Gemini, evidenzia l’importanza del lavoro corale: «Questo progetto è il frutto di una grandissima collaborazione tra storici, creativi, esperti di tecnologia e il Pelé Brand. Trattandosi della ricostruzione visiva di un momento leggendario, garantire l’accuratezza storica e l’autenticità è stato fin da subito il nostro obiettivo primario». La fedeltà storica è l’ossatura del video e i realizzatori del documentario non si sono concessi nessuna alterazione fantasiosa.
L’eredità di O Rei
Neymar Santos Sr., fondatore e presidente di NR Sports, la società che gestisce il brand della leggenda brasiliana, definisce gli standard etici dell’operazione: «L’eredità di Pelé va trattata sempre con cura, rispetto e responsabilità – afferma -. Questo progetto riflette esattamente i valori del nostro brand: preservare la sua storia, mantenere vivo il suo impatto nel tempo e trovare modi significativi per far scoprire la sua grandezza alle nuove generazioni. Insieme a Google, stiamo usando l’innovazione non per reinventare il passato, ma per permettere al mondo di vivere un momento reale che non era mai stato catturato da una telecamera».
I tecnici hanno addestrato i modelli con veri atleti professionisti di oggi. Le loro movenze hanno fatto da base per lo sviluppo dell’animazione finale.
Doug Eck, Senior Research Director presso la divisione scientifica di Google, spiega le soluzioni adottate per superare i limiti grafici: «Ricreare il gol “perduto” di una leggenda come Pelé significava rispettare l’atletismo e la pura arte del calcio, un aspetto con cui i modelli generativi hanno sempre fatto fatica. Per riuscirci al meglio, abbiamo utilizzato la tecnologia di Performance Control per fondere la dinamica del movimento con gli archivi storici e culturali dell’epoca di Pelé. Inoltre, abbiamo collaborato con alcuni dei migliori calciatori di oggi nel ruolo di controfigure per addestrare ulteriormente i modelli. Questi passaggi sono stati fondamentali per rendere il video assolutamente realistico. Questo progetto rispecchia il nostro approccio di sempre: mettere i migliori strumenti generativi a disposizione degli artisti, per aiutarli a superare i limiti della loro arte e raccontare storie completamente nuove».
