BucApp, addio a buche e altri pericoli per gli automobilisti

L’associazione AIACE ha ideato un’applicazione che permette di segnalare buche, dissesti del manto stradale e altre problematiche riguardanti la cattiva manutenzione delle strade

Uno dei principali problemi che riguardano gli automobilisti è quello delle buche stradali. Così, per cercare di trovare una soluzione ecco la nascita di BucApp. Si tratta di un’applicazione che permette di segnalare buche, dissesti del manto stradale e altre problematiche relative a segnaletica o alla cattiva manutenzione delle strade.

Ad avere l’idea di questo nuovo servizio è AIACE (Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo), organizzazione senza fini di lucro che ha come obiettivo la difesa dei consumatori associati e delle loro famiglie nei rapporti con i fornitori di beni e gli erogatori di servizi. I responsabili dell’associazione hanno presentato BucApp in una conferenza stampa presso la Camera dei deputati. Come ci spiega il presidente di AIACE, Giuseppe Spartà, si tratta di un servizio a favore di cittadini e Istituzioni. Questo «perché nel momento in cui si segnala una buca pericolosa è lì che l’Ente dovrebbe intervenire per eliminare il pericolo immediatamente. Quindi è sicuramente a favore di entrambi i soggetti. Del consumatore, quindi il malcapitato che potrebbe avere un incidente, e degli Enti pubblici che potrebbero evitare gravosi risarcimenti. L’obiettivo è di rendere le strade più sicure e aiutare anche gli enti pubblici a eliminare i pericoli». 

BucApp
(Immagine da www.bucapp.it)

BucApp, come funziona?

Come si legge anche sul sito dell’applicazione, la sicurezza stradale deve essere una priorità per la nostra incolumità. Un’affermazione che è anche lo slogan dell’app. E tutti possono contribuire a questo obiettivo. Basta un po’ di senso civico. Per questo, una volta che ci si imbatte in una buca o un altro tipo di disservizio, basta una inviare una fotografia tramite l’app. La segnalazione verrà prontamente valutata dallo staff che provvederà a comunicare, tramite Pec, con il Comune e l’Ente preposto alla manutenzione della strada. Inoltre, come ci spiega il presidente Spartà, il servizio non si ferma alla segnalazione delle buche. «Dopo aver fatto le foto c’è una fase descrittiva con un riepilogo di ciò che uno segnala. Quindi la conferma del posto dove ci si è imbattuti nell’insidia stradale e la possibilità di descrivere cosa è successo e perché il pericolo viene segnalato».

Inoltre, in caso di incidenti l’associazione AIACE offre anche assistenza legale gratuita. «Se dovesse esserci stato qualche incidente – spiega Giuseppe Spartà –  la nostra struttura si occuperà gratuitamente di assistere il guidatore. Questo è anche uno stimolo all’amministrazione pubblica, perché difficilmente riuscirebbe a tirarsi indietro dalle responsabilità, in caso di un pericolo segnalato e non riparato con un successivo incidente».

Quando e dove sarà disponibile l’app

Il servizio è attualmente in fase di testing e sarà disponibile a partire dal 2022. Inoltre, se attualmente il servizio è pensato soltanto per il nostro Paese, nulla esclude che in futuro possa essere disponibile anche in altri Stati d’Europa. «Per adesso – ricorda Spartà – siamo riusciti a farlo in Italia, ma niente toglie che BucApp si possa esportare. Anche perché una delocalizzazione sarebbe fattibile a livello tecnico. Il problema sarebbe solo relativo al trovare una struttura all’estero che possa occuparsi delle segnalazioni». Infine, il presidente di AIACE rivela come sia allo studio per il futuro anche la possibilità di aggiungere alle segnalazioni anche problematiche relative alle barriere architettoniche.

L’iniziativa di BucApp è stata apprezzata anche dall’On. Antonio Tasso della commissione Trasporti della Camera. «Il tema della modifica al codice della strada è all’ordine del giorno – ci spiega – e di conseguenza anche la sicurezza delle strade. Ho accolto con favore questa proposta, questa sinergia fra Enti e cittadini. Aver messo a punto questa app è fondamentale. Ci dà una visione europea e anche una connotazione europea maggiore». E riguardo alle possibili nuove segnalazioni (come le barriere archiettoniche) aggiunge: «Se andiamo in questo senso siamo sulla strada giusta».