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Abbracci, ecco cosa vogliono gli italiani nel post pandemia

Dover rinunciare alle manifestazioni di affetto nei momenti di maggiore difficoltà e pericolo è stata una delle mancanze più sentite dalle persone. Ecco quello che emerge da un sondaggio di Coldiretti, insieme agli altri desideri dei cittadini una volta terminata l'emergenza sanitaria

Gli abbracci sono la mancanza più sentita dagli italiani
Gli abbracci con i propri cari sono la mancanza più sentita dagli italiani durante la pandemia

Uscire a cena, andare ad allenarsi in palestra o tornare a viaggiare: cosa desiderano di più gli italiani? Niente di tutto questo. Una volta terminata l’emergenza Covid, infatti, la scelta di 1 italiano su 3 (32 per cento) è quella di poter abbracciare di nuovo i propri cari. La pandemia ha colpito soprattutto le relazioni tra gli individui ed è a questa normalità che le persone vogliono tornare.

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È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Coldiretti sul proprio sito. La rinuncia anche alle manifestazioni di affetto come gli abbracci, in grado di dare un sostegno importante nei momenti di maggiore difficoltà e pericolo, è stata una delle carenze più sentite nell’ultimo anno. E a supporto di questa tesi, basti pensare che il vincitore del World Press Photo of the Year 2021, il più importante premio di fotogiornalismo, è il danese Mads Nissen con uno scatto che ritrae un abbraccio.

Photo of The Year 2021
Mads Nissen, “Rosa Luzia Lunardi (85) is embraced by nurse Adriana Silva da Costa Souza, at Viva Bem care home, São Paulo, Brazil” (dettaglio) – Premio Photo of the Year, World Press Photo 2021 (immagine da www.worldpressphoto.org)

I risultati

Al secondo posto, nel sondaggio di Coldiretti, si piazzano le cene al ristorante. Le riaperture serali, infatti, sono attese dal 30 per cento degli italiani. Il 23 per cento, invece, vorrebbe organizzare una festa con amici e parenti. Il mondo dello spettacolo è stato tra i più colpiti durante la pandemia, ma non per questo gli italiani lo hanno dimenticato. Tra i partecipanti al sondaggio, l’8 per cento ha come priorità, appena sarà possibile, quella di assistere a uno spettacolo teatrale o a un concerto. C’è anche chi pensa al proprio benessere. Il 6 per cento, infatti, ha sofferto molto il dover rinunciare all’attività sportiva e spera, quanto prima, di poter tornare in palestra o in piscina. 

I danni del Covid

La pandemia, però, non ha ferito solo lo spirito, ma anche la quotidianità della vita. L’emergenza Covid ha tagliato di quasi 130 miliardi i consumi degli italiani. Nel 2020 gli acquisti sono scesi dell’11,8 per cento rispetto all’anno precedente toccando il minimo dall’ultimo decennio. Il tutto per effetto delle restrizioni adottate per combattere la pandemia.  Come sottolinea la Coldiretti «a far registrare il risultato più negativo sono stati gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 40,2 per cento, seguiti dai trasporti che si riducono del 26,5 per cento e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 22,8 per cento». L’unico settore in controtendenza riguarda i consumi alimentari delle famiglie. Le spese tra le mura domestiche fanno registrare un aumento del 3,3 per cento che, purtroppo, non compensa il crollo della spesa fuori casa.

L’emergenza Covid, inoltre, ha impoverito più di una famiglia su quattro (28,8 per cento) che ha dichiarato nel 2020 un peggioramento della situazione economica rispetto al 2019. Il dato, rivela l’analisi di Coldiretti su dati Bes dell’Istat, ha riguardato soprattutto le regioni ricche del Centro (30,5 per cento) e del Nord Italia (28,8 per cento), rispetto alle famiglie del Sud (27,7 per cento).

Nuovi poveri

La punta dell’iceberg delle difficoltà in cui si trova il Paese è rappresentata, spiega la Coldiretti, «dagli oltre 5,6 milioni di individui in condizione di povertà assoluta, con un’incidenza media pari al 9,4 per cento. Si tratta del valore più elevato degli ultimi quindici anni con la povertà che cresce soprattutto al Nord, area particolarmente colpita dalla pandemia, dove la percentuale di poveri assoluti passa dal 6,8 al 9,4 per cento degli individui». Preoccupa anche il milione e 346mila bambini e ragazzi (under 18) poveri nel 2020. Ben 209mila in più rispetto all’anno precedente. «Una situazione drammatica che – sottolinea l’associazione – incide sui livelli di istruzione ed integrazione aumentando l’area del disagio ed i rischi di comportamenti antisociali».

L'emergenza Covid ha fatto aumentare la povertà
La pandemia ha provocato un aumento della povertà in tutto il Paese

I nuovi poveri sono persone che a causa della pandemia hanno perso il lavoro. Dai piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere la propria attività, a persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati. Come anche i lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. «Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche». 

Cresce la solidarietà

Se l’ombra della povertà si è allungata su tutto il Paese, allo stesso tempo è cresciuta anche la solidarietà degli italiani. Dalle organizzazioni di volontariato, alle imprese e ai singoli cittadini.

Nell’ultimo anno, infatti, sono stati oltre 5 milioni i chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometri zero e di altissima qualità distribuiti dagli agricoltori della Coldiretti per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi. Si è trattato, conclude l’associazione, «della più grande iniziativa di solidarietà mai realizzata dagli agricoltori italiani resa possibile dalla partecipazione volontaria dei cittadini al programma della “Spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica».

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