Il cortometraggio OUT-Ismo è stato presentato alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’on. Manuela Maffioli per promuovere la consapevolezza sull’autismo. L’opera, prodotta dall’associazione di Busto Arsizio, Progetti Fantasia, con la regia di Luciano Peritore, illustra la condizione della neurodivergenza.
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La presentazione a Montecitorio e la voce delle istituzioni
All’incontro istituzionale svolto presso la sala stampa della Camera dei Deputati hanno preso parte Simona Lamperi, presidente dell’associazione Progetti Fantasia, la psicologa Chiara Pigni, l’on. Simona Loizzo della Commissione Affari sociali e l’on. Davide Faraone, presidente della Federazione Italiana Autismo. Presenti, inoltre, altri componenti dell’associazione e alcuni membri del cast, tra cui il protagonista Mattia Colombo.
L’onorevole Maffioli ha chiarito come la presentazione non rappresenti una semplice passerella, bensì una importante opportunità di confronto. La deputata ha evidenziato come la pellicola garantisca «un approccio all’autismo non scontato, non raccontato da fuori ma da dentro con i protagonisti che vivono questa tematica sia come persone, che come ambiente familiare. Soprattutto – ha aggiunto – un ponte sulle neurodivergenze tra le due comunità che si interfacciano e poter in qualche modo portare dentro una realtà coloro che magari fino ad ora si sono limitati a osservarla dall’esterno». Il compito della politica, ha aggiunto, è quello di «legiferare e supportare con strumenti legislativi la vita, la realtà e la verità di cui abbiamo voluto parlare».
Sul valore dell’iniziativa si è espresso anche l’onorevole Faraone, giudicandola fondamentale «perché è stato autoprodotto da una associazione che fa uno straordinario lavoro sul territorio con le famiglie che poi sono coloro che, spesso, si organizzano per sopperire all’assenza delle istituzioni. L’idea del cortometraggio è molto bella perché in pochi minuti si riassume cosa è l’autismo».
L’impatto clinico, la scuola e l’inclusione quotidiana
La presidente di Progetti Fantasia, Simona Lamperi, ha rimarcato l’importanza di raggiungere il mondo scolastico: «L’obiettivo – ci spiega – è portare questo strumento soprattutto nelle scuole, ma anche in tutti i luoghi dove si possa davvero fare sensibilizzazione, ossia far capire il mondo della neurodivergenza o comunque della disabilità, delle famiglie e l’aiuto che si può comunque dare nonostante le difficoltà».
Il piano clinico è stato approfondito dalla dottoressa Pigni. La psicologa ha ricordato che oggi grazie alle «neuroscienze conosciamo moltissimo rispetto al funzionamento psicologico e dei processi di pensiero ed è per questo che attualmente le diagnosi sono aumentate». Il film descrive i tratti distintivi dello spettro, traducendoli in chiave sociale. La produzione «si concentra sulla promozione di tutte quelle attività, quelle piccole accortezze che tutti noi possiamo fare affinché tutti partecipino attivamente alla vita sociale».
Infine, l’on. Loizzo ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’integrazione di quanti si trovano in questa condizione. «Dobbiamo imparare tutti insieme a convivere nelle nostre difficoltà – ha affermato -. Questo avviene non soltanto nelle persone che presentano fenomeni dello spettro autistico, ma in generale nelle diversità. Dobbiamo imparare cos’è integrarsi. A volte vediamo diverso da noi ciò che forse è anche meglio, ma non abbiamo i mezzi per riconoscerlo». Infine, ha concluso, «bisogna portare questi ragazzi a vivere la dimensione multicaratteristica della vita quotidiana. Perché l’autonomia si conquista in questo modo».
