Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Una proposta di legge che affronta il tema del sovraffollamento delle carceri attraverso “case di reinserimento sociale”. Si tratta di piccole strutture da non più di 15 persone che abbiano una pena, o residui di pena, da scontare non superiori a un anno.
La proposta è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Presenti parlamentari di Partito Democratico, Azione, + Europa e Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva. «Il ministro Carlo Nordio ha detto che vanno realizzati luoghi con vocazione diversa dalle carceri. Uno spunto poco chiaro, ma che noi vogliamo cogliere con questa proposta di legge», ha spiegato Riccardo Magi, segretario di + Europa e primo firmatario della proposta.
Indice
Case di reinserimento sociale contro il sovraffollamento
L’idea delle case di reinserimento sociale non è del tutto nuova. Recupera, in parte, l’idea delle case mandatarie poi superata con la riforma del 2008. Queste nuove strutture, spiega Magi, sono luoghi «volti alla formazione professionale, alla formazione lavorativa e al reinserimento lavorativo. Cioè alla vera funzione della pena in base alla Costituzione che oggi, nelle condizioni del sistema penitenziario italiano per come è sovraffollato e per come non riesce a garantire questi tipi di servizi, è una funzione che è stata completamente persa ed è impossibile da realizzare».
LEGGI ANCHE: Fine pillola mai, inchiesta sull’abuso di psicofarmaci nelle carceri
Carceri tematica di interesse nazionale
La situazione delle carceri, ha spiegato Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, «non è un tema di parte o di partito, ma di interesse nazionale. Oggi abbiamo l’impressione che gli istituti penitenziari siano ormai diventati luoghi di marginalità e abbandono, senza alcun interesse per il fine rieducativo della pena e di reinserimento sociale. Questa proposta di legge è concreta e utile. Può essere uno strumento prezioso, che mettiamo a disposizione del ministro e della maggioranza, anche per utilizzare al meglio i fondi del Pnrr. Governo e maggioranza dovrebbero farsene carico e favorirne una rapida approvazione».
Inoltre, Riccardo Magi ha chiesto anche l’apertura di un confronto e di un dialogo con il ministro della Giustizia, Nordio. «Siamo convinti che la mera soluzione edilizia, cioè costruire nuove carceri, non serve ma sia inutile e dannosa».
Una proposta ripresa anche in Europa
Soluzioni alternative al carcere che offrano serie possibilità di recupero dei detenuti sono elemento di riflessione anche in altri Paesi. Nel corso della conferenza, infatti, è stato ricordato come anche il Portogallo abbia presentato una proposta analoga. «In molti Paesi europei – ha sottolineato il segretario di + Europa – ci si confronta con le stesse difficoltà del sistema penitenziario italiano. Cioè il sovraffollamento e il non funzionamento del carcere come luogo di risocializzazione e luogo che restituisce persone migliori di quelle che hanno commesso i reati. E ovviamente le risposte che si danno sono le stesse: piccole strutture dove vanno persone che non hanno una pericolosità sociale. O perché hanno finito di scontare la pena o perché sono state condannate per reati di lieve entità. Quindi è interessante vedere che c’è una convergenza a livello europeo».

