Infodemia, il CNR dedica un magazine al fenomeno e i suoi rischi

Quello dell’infodemia è un tema che coinvolge fortemente il mondo dell’informazione. La pandemia ha aggravato il fenomeno con la circolazione di una quantità eccessiva e incontrollata di informazioni. Come sta accadendo oggi con la guerra tra Russia e Ucraina

Un fenomeno che coinvolge oggi il mondo dell’informazione è senza dubbio quello dell’infodemia. Con questo termine si intende la diffusione eccessiva di informazioni, a volte anche non accurate, che rendono difficile a chi legge o ascolta aggiornarsi su un determinato argomento. 

Su questo tema si concentra il magazine online del CNR, l’Almanacco della scienza. Il fenomeno dell’infodemia è  esaminato nei suoi vari aspetti e in diversi ambiti con il supporto delle ricercatrici e dei ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche.

infodemia
Quello dell’infodemia è un fenomeno che coinvolge soprattutto il mondo dell’informazione e i social

Infodemia, dalla pandemia alla guerra

La pandemia ha aggravato l’“infodemia”, con la circolazione di una quantità eccessiva e incontrollata di informazioni. Come sta accadendo oggi con la guerra tra Russia e Ucraina, che ha determinato un’invasione in tutti i canali informativi. Un flusso mediatico che inonda il pubblico generando reazione diverse, dall’ansia alla  preoccupazione, fino alla diffidenza. Prendendo spunto da questo fenomeno, con il supporto delle sue ricercatrici e dei suoi ricercatori, il Cnr ha dedicato l’Almanacco della Scienza on line all’infodemia.

Nel Focus, Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare, evidenzia come l’eccesso di comunicazione sul Covid-19  abbia portato in alcuni casi a un calo di fiducia da parte del pubblico negli scienziati. Si parla di pandemia anche in Altra Ricerca, ricordando la mostra “Sars-CoV-2, il virus che ci ha cambiato la vita”, e nelle Recensioni con il documentario “The first wave”, che ne racconta l’impatto emotivo e sociale. Nel quale rientra anche la depressione di cui parlano Antonio Cerasa dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica e Aldo Luperini dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria, trattando rispettivamente della scarsa considerazione scientifica attribuito da molti alla psicologia e del motivo per cui i depressi siano più  suscettibili alle fake.

infodemia, fake news
Il fenomeno dell’infodemia rischia, a volte, di generare fake news

Gli altri argomenti del magazine

Lo scetticismo rispetto alla scienza ha conosciuto altri casi gravi, come quello della Xylella in Puglia, di cui parla Federica Zabini dell’Istituto per la bioeconomia. In realtà, invece, è proprio la ricerca a permetterci di comprendere il vero e svelare il falso, come spiegano Letizia Monico dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta”, che studia il “finto oro” usato nelle opere di Cimabue, Stefania Melillo dell’Istituto dei sistemi complessi, che studia la comunicazione negli sciami di moscerini, e Jacopo Gabrieli dell’Istituto di scienze polari, che confuta l’utilità dei teli geotessili usati contro lo scioglimento dei ghiacciai. La  difesa della scienza, infine, passa anche per la tutela dei brevetti. Se ne parla in un articolo che riporta anche alcuni dati della “Relazione sulla ricerca e l’innovazione in Italia-Analisi e dati di politica della scienza e della tecnologia”, opera di un  gruppo di lavoro cui partecipano diversi Istituti del Cnr.

Il tema della corretta informazione è trattato poi nel Faccia A Faccia con la presidente della Rai, Marinella Soldi; e nelle Recensioni con i volumi “Agrifake”, “I numeri e Socrate”,  “Annuario scienza tecnologia e società” e “La responsabilità di rete”. Quest’ultimo aspetto torna anche nei Video in cui Giorgia Bassi, dell’Istituto di informatica e telematica, spiega come navigare in rete in sicurezza.