mercoledì 24 Luglio 2024

Wedding surgery, nuove tendenze e il decalogo della medicina estetica

Da oltreoceano si diffonde sempre più anche in Italia il fenomeno del wedding surgery, il cosiddetto "ritocchino" estetico prima delle nozze. Il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di Medicina Estetica ci spiega perché è importante rivolgersi a medici di comprovata esperienza

Cresce il fenomeno del wedding surgery. Sono sempre di più, infatti, le donne che scelgono di rivolgersi al chirurgo estetico nell’anno che precede il matrimonio. Spesso anche più di una volta. Inoltre, non è escluso il ricorso ad altri professionisti come nutrizionisti o personal trainer. Quello del wedding è un mondo che non comprende solo gli sposi, ma anche location, catering, esperti di moda, fiorai, arredatori, fotografi e videomaker. E ancora nutrizionisti, dietologi, personal trainer e chirurghi estetici. Senza dimenticare il coordinamento dei wedding planners.

Questi argomenti sono stati al centro di una conferenza organizzata presso la Camera dei deputati. Nell’occasione è stato presentato il progetto “Wedding surgery”, curato da Maria Rosaria Boccia, presidente di Fashion Week Milano Moda, e Emanuela Di Napoli Pignatelli, di EP Congressi. Presenti anche l’ex sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, oggi consulente del ministero della Salute, l’on. Marina Semenzato (Noi Moderati) e vari professionisti del mondo della medicina, nutrizione, moda e fitness.

E Andrea Costa ricorda l’importanza di una corretta informazione quando si parla di salute: «Non c’è dubbio – afferma – che occasioni come questa siano importanti anche per affermare il principio di quanto sia importante una corretta informazione quando si parla di salute. Non solo di chirurgia estetica, ma di salute a 360 gradi. Credo che la pandemia ce lo abbia insegnato quanto sia importante comunicare correttamente per fornire le informazioni migliori e soprattutto supportate da valenze scientifiche». 

Wedding surgery, i numeri del fenomeno

Quello del wedding surgery è un fenomeno molto tipico oltreoceano che pian piano sta prendendo piede anche in Italia. Il cosiddetto “ritocchino” prima del matrimonio è ormai una pratica comune per molte spose. Purtroppo, il 20 per cento, rimane insoddisfatta dall’esito dell’intervento e ritorna dal chirurgo a ridosso del matrimonio. 

Nei 6-8 mesi precedenti l’evento, inoltre, l’80 per cento delle future spose in sovrappeso si reca dal nutrizionista e dal personal trainer. Anche molti parenti e i futuri mariti vogliono apparire in forma per il giorno della cerimonia. In questo caso, molti utilizzano il Pop (plasma arricchito di piastrine), per migliorare l’incarnato del volto.

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Il wedding diventa un fenomeno web?

I dati presentati hanno dimostrato come sia cambiato, nel corso del tempo, un evento così importante come il matrimonio. Ormai ci si concentra soprattutto sulla cerimonia in sé piuttosto che sul costruire una solidità di coppia. In Italia, ogni anno, ci sono circa 180mila matrimoni, con una spesa media che arriva a superare i 20mila euro ad evento. Un giro di affari miliardario, con i divorzi che hanno visto il loro numero raddoppiare in dieci anni. 

La ricerca del cosiddetto “effetto wow” per un matrimonio “instagrammabile” da esibire rischia di lasciare gli sposi ad affidarsi,  nei vari campi, più al caso e alla fortuna che alla professionalità. Spesso, infatti, ci si rivolge a figure trovate ricorrendo all’uso dei social network, senza garanzie di affidabilità.

wedding surgery
Un momento della conferenza sul wedding surgery organizzata presso la Camera dei Deputati

Affidarsi a professionisti del settore

Per questo motivo sono necessarie regole garanzie all’interno di un settore come quello del wedding in grande e incontrollata crescita. Ad esempio, nel caso dei medici estetici si richiede una specializzazione che ad oggi non esiste.

Come ci spiega il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica e direttore della Scuola internazionale di medicina estetica della Fondazione FatebeneFratelli dell’Università Cattolica del Sacro cuore tra i partecipanti all’evento sul wedding surgery, «il chirurgo plastico è il chirurgo estetico, per cui si sa già da chi andare. Il problema è definire chi sia il medico estetico. Non è una specializzazione universitaria. Esistono però degli ordini dei medici in Italia, che hanno organizzato dei registri dei medici estetici in cui possono iscriversi soltanto medici che abbiano frequentato dei corsi quadriennali o che abbiano fatto un master universitario. Un passo avanti importantissimo per il paziente».

Il professor Bartoletti, poi, ricorda l’importanza di affidarsi sempre a dei professionisti. «La medicina estetica è una specialità per cui spesso molti medici si presentano come tali, ma con autoreferenze e basata sui social per cui bisogna stare molto attenti a chi ci si rivolge». Proprio per questo motivo, aggiunge, «pregherei tutti di chiedere ai propri ordini dei medici di istituire un registro dei medici estetici perché è un’occasione per conoscere se il professionista a cui ci siamo rivolti ha fatto un percorso formativo dedicato. È importantissimo perché non si nasce medici estetici, ma si diventa dopo un percorso importante».

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Il decalogo dei medici estetici

Per informare al meglio i pazienti e permettergli di approcciarsi in maniera sicura alla medicina estetica, la Società di medicina estetica (Sime) ha preparato un decalogo che sarà pubblicato a breve sul sito della Sime. 

medicina estetica, il professor Emanuele Bartoletti
Il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica

Il primo punto del decalogo, ci anticipa il professor Bartoletti, «è di rivolgersi a un medico formato. Il secondo punto è quello di non pretendere dal medico delle terapie. Ricordiamo che in medicina estetica si parla di terapie e non di trattamenti, come spesso vengono chiamati. Il medico estetico è credibile esclusivamente se fa un programma di prevenzione, mantenimento e di correzione solo dopo aver fatto un check-up di medicina estetica. Che prevede oltre a un’anamnesi, quindi notizie cliniche, anche una serie di valutazioni morfofunzionali che servono a studiare il paziente. Soltanto dopo aver inquadrato il paziente si può fare una diagnosi. Perché non esiste medicina senza diagnosi».

Infine, un altro dei consigli del decalogo avverte di non puntare a modelli irraggiungibili e non farsi ingannare da immagini false e costruite, come alcune presenti sui social. 

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