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Viviamo un momento di particolare diffusione delle sindromi influenzali e proprio in questi giorni è evidente tutta l’importanza e impatto sulla salute della popolazione. Per questo motivo, a partire dal prossimo autunno, gli over 75 e gli ultra sessantenni affetti da malattie croniche dovrebbero vaccinarsi contro il virus respiratorio sinciziale.
Si tratta di una raccomandazione del Board del Calendario per la Vita, un’organizzazione che comprende rappresentanti della Società Italiana Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), della Società Italiana di Pediatria (Sip), della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) e della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg).
Virus sinciziale, l’impatto sulla popolazione
Il virus respiratorio sinciziale causa bronchioliti nei bambini piccoli, ma ha un impatto importante anche sulla salute degli anziani e degli adulti con malattie croniche, in cui può dare luogo a polmoniti e bronchiti anche molto serie.
Dai dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, risulta che nell’inverno 2022-2023, il virus respiratorio sinciziale è stato responsabile, nella popolazione ultrasessantacinquenne, di oltre il 21 per cento delle sindromi respiratorie acute, contro il 38 per cento del virus dell’influenza, il 21 per cento di SarsCoV2 e il 20 per cento di tutti gli altri virus respiratori.
L’efficacia dei vaccini
«I nuovi vaccini hanno dimostrato elevata efficacia contro le malattia da virus respiratorio sinciziale (oltre l’80 per cento nella prima stagione invernale dopo la vaccinazione), sono sicuri e proteggono anche nella seconda stagione fredda successiva alla singola dose – afferma in una nota Paolo Bonanni, Coordinatore scientifico del Board del Calendario per la Vita -. Sulla base delle evidenze scientifiche, che abbiamo riportato nel nostro documento, raccomandiamo, dalla prossima stagione autunnale, l’utilizzo dei nuovi vaccini RSV nella popolazione dai 75 anni in su e negli ultra-sessantenni affetti da malattie croniche, che rendono l’infezione ancora più pericolosa per la aalute».
Infine, conclude, «auspichiamo che il ministero della salute si faccia parte attiva con il governo affinché siano individuate le risorse necessarie alle Regioni per garantire l’offerta attiva di questa nuova fondamentale possibilità di prevenzione per la prossima stagione invernale 2024/2025».

