Vaccinazione antinfluenzale, l’importanza per gli over 65

Proteggere gli anziani da future epidemie influenzali. A questo scopo i maggiori esperti di geriatria, igiene e sanità pubblica in Italia hanno presentato una proposta di azioni concrete per una più ampia e corretta erogazione dei vaccini antinfluenzali

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Ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per gli over 65. È questo lo scopo dell’incontro organizzato, presso la Camera dei Deputati in occasione della Giornata Europea dell’Influenza. Il nostro Paese, infatti, si trova di fronte a una bassa copertura vaccinale contro l’influenza soprattutto per chi è più a rischio di conseguenze gravi dovute alla malattia, quindi gli anziani e i pazienti fragili. Attualmente, il 50 per cento di queste categorie non riceve la dose di vaccino antinfluenzale, oppure, contrariamente alle raccomandazioni del ministero della Salute, non ha possibilità di accedere ai vaccini più adatti, i cosiddetti “potenziati”.

La conferenza stampa, “Over 65 e influenza: una roadmap contro esitazione e inappropriatezza vaccinale” promossa dall’On. Simona Loizzo (XII Commissione della Camera) ha visto la partecipazione dei principali esperti di geriatria, igiene e sanità pubblica tra cui Roberto Bernabei (Presidente Italia Longeva) e Walter Ricciardi (Professore ordinario di igiene e medicina preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore). Presenti anche l’On. Ugo Cappellacci (Presidente XII Commissione Politiche Sociali della Camera) e l’On. Andrea Quartini (XII Commissione della Camera).

Vaccinazione antinfluenzale, l’importanza della prevenzione

Secondo gli esperti, la mancata adesione alle campagne di vaccinazione antinfluenzale si deve soprattutto a problemi burocratici, organizzativi e culturali. Questo comporta un danno non solo per i soggetti più vulnerabili, ma per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Ai problemi per la salute si aggiungono quelli economici con i costi aggiuntivi per ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva. Tutti scenari che, grazie alla vaccinazione potrebbero essere prevenuti o quantomeno ridotti. 

«Dopo la pandemia – ricorda l’On. Simona Loizzo – abbiamo avuto una forte riduzione dei pazienti vaccinati. Questo non dipende soltanto dall’essere coinvolti in prima persona con la pandemia, ma anche aver diffuso a tutti i livelli e in varie forme una cultura anti-vaccinica». Eppure, aggiunge, «le vaccinazioni ci hanno consentito di avere un popolo più sano».

Su questa linea, l’On. Ugo Cappellacci che sottolinea l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce ricordando che gran parte della sfida sulla salute si gioca su questi due punti chiave. «Il vaccino antinfluenzale – afferma – è uno scudo per sé e per gli altri. Non solo limita l’incidenza dell’influenza ma rappresenta altresì un argine verso l’uso e abuso di antibiotici, le prescrizioni inappropriate e le infezioni batteriche che spesso si sovrappongono». Proprio per questi motivi «è vitale aderire alla campagna antinfluenzale, seguire le indicazioni dei medici e rifiutare la subcultura antiscientifica e l’ideologia antivaccinale». 

Anche l’On. Andrea Quartini ricorda l’importanza, oggi e nella storia, dei vaccini. «Eliminiamo qualunque dubbio, qualunque fugacità di tipo fake news e andiamo avanti compatti – afferma -. Le vaccinazioni sono la scoperta più importante che la medicina ha fatto dopo la potabilizzazione delle acque. Su questo dobbiamo fugare qualunque tipo di dubbio. È compito dei decisori politici impostare delle campagne che vadano in questa direzione».

Necessaria una comunicazione mirata

Per rispondere alla scarsa adesione alla campagna di vaccinazione antinfluenzale, un board di esperti ha sviluppato un Position Paper indirizzato alle istituzioni sanitarie per guidare decisioni volte a migliorare i tassi di copertura vaccinale contro l’influenza. 

Purtroppo, ricorda il professor Bernabei, quello dell’influenza è un problema cronico che incide sulle fragilità. «L’esperienza pandemica ci ha ricordato in maniera chiara che la vaccinazione rappresenta una chiamata alle armi necessaria per proteggere chi è più fragile, attraverso gli strumenti più efficaci a nostra disposizione». 

L’influenza, ci spiega il professor Ricciardi «non è una malattia banale. Soprattutto per le persone fragili per età, quindi che hanno al di sopra dei 60 anni, o per condizioni patologiche, come malattie, obesità ecc… è pericolosissima. Tanto è vero che negli anni migliori produce 8mila morti l’anno. Se invece la vaccinazione, come succede in Italia, non viene fatta, questo numero è destinato ad aumentare. In questo modo proteggiamo la salute delle persone, ma anche l’economia. Perché se tutte queste persone si ammalano vanno in ospedale e costano alla comunità». 

Purtroppo, nonostante i vaccini siano la tecnologia medica che insieme agli antibiotici hanno contribuito a salvare più vite, non sono considerati così importanti dalla popolazione. Una mancanza di fiducia che si contrasta «con una comunicazione mirata. Una comunicazione che sia semplice, comprensibile a tutti, targettizzata. Per esempio, nei confronti delle persone anziane che sono paradossalmente quelle che al contempo hanno più necessità e hanno più paura. Molto spesso se ne vaccina soltanto una percentuale irrisoria, intorno al 20 per cento. Quindi, se è questo il nostro obiettivo la comunicazione va fatta nei confronti di queste persone in maniera semplice e comprensibile». 

Fra le principali cause di questa bassa adesione alla vaccinazione antinfluenzale c’è la disomogeneità territoriale che caratterizza tutto il procedimento che termina con la somministrazione del vaccino. Per ovviare a questa e altre problematiche, il board di esperti ha realizzato un decalogo che presenta le principali raccomandazioni da seguire per invertire il trend.

«Abbiamo proposto – spiega Walter Ricciardi – dieci misure basate sull’evidenza scientifica e sulla situazione italiana. Quindi sono misure organizzative che riguardano molto il ministero della Salute, sono misure scientifiche che riguardano sostanzialmente la comunicazione targettizzata e sono misure professionali che riguardano i medici di medicina generale e i farmacisti che sono entità che possono vaccinare dappertutto anche nei posti più sperduti d’Italia dove normalmente non ci sono presidi ospedalieri».

Ecco le dieci raccomandazioni:

  • Circolare ministeriale in tempi utili
  • Vaccini appropriati per anziani e fragili nello “standard” delle gare regionali
  • Termini e requisiti sul modello PNRR
  • Maggiori poteri di controllo alla DG Prevenzione del ministero della Salute
  • Stop all’utilizzo irrazionale dei vaccini
  • Comunicazione tempestiva
  • Comunicazione targettizzata 
  • Puntare sugli “avamposti” territoriali
  • Estendere e remunerare “ad hoc” l’atto sanitario della somministrazione
  • Verifica degli esiti vaccinali
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