sabato 20 Aprile 2024

Tumori al seno, un intergruppo parlamentare su nuove terapie

Un intergruppo parlamentare per sollecitare istituzioni e governo su un tema importante come le patologie oncologiche legate al mondo femminile. Inoltre, le conquiste della ricerca e l’importanza di sensibilizzare i giovani sulla prevenzione partendo direttamente dalle scuole

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Una nuova iniziativa nel campo della prevenzione e di nuove terapie per i tumori al seno. Oggi, infatti, presso la sala stampa della Camera dei Deputati è stato presentato l’Intergruppo parlamentare dedicato alle “Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella”. Il progetto nasce con l’obiettivo di unire le forze per sollecitare istituzioni e governo su un tema come quello delle patologie oncologiche del mondo femminile. 

Questa iniziativa, riporta una nota, vuole rispondere all’impellente bisogno di un focus di aggiornamento, cambio di paradigma e sensibilizzazione istituzionale sulle patologie oncologiche legate al mondo femminile.

«Abbiamo dato vita all’intergruppo sui tumori al seno – ha spiegato l’On. Simone Loizzo, presidente dell’integruppo parlamentare – specificando che la nostra attenzione è il tumore al seno triplo negativo che è oggi la grande scommessa terapeutica. Perché le donne affette da questo tumore hanno una sopravvivenza media a 5 anni dell’11 per cento. Quindi intendiamo in qualche modo dare il nostro contributo a percorsi terapeutici e diagnostici che riguardano questo tipo di tumore attenzionando poi tutti i percorsi diagnostico-terapeutici del tumore al seno che vanno dall’estetica oncologica alla parte chirurgica. Quindi una serie a tutto campo di interventi che sono di tipo politico, quindi legislativo e anche in accordo di grande dialogo con le associazioni dei pazienti».

Tumori al seno, bassa adesione agli screening

La conferenza ha visto la partecipazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci che ha ricordato come, purtroppo, «il tumore al seno è in continuo aumento e c’è un progressivo incremento nelle donne sotto i 50 anni». 

Il ministro ha sottolineato, inoltre, alcune problematiche legate agli screening. «I dati del 2021 mostrano che siamo tornati ai livelli pre-pandemia e l’86 per cento delle donne ha ricevuto l’invito alla mammografia, pari a oltre 3,5 milioni, ma solo il 56 per cento ha poi aderito allo screening, con grande differenza tra Nord e Sud. Inoltre circa il 20 per cento delle donne ha fatto lo screening mammografico spontaneo fuori dai programmi offerti». Questi numeri, ha proseguito il ministro, dimostrano che c’è necessità di fare di più.

Ha quindi ricordato l’importanza della prevenzione, «il migliore investimento che possiamo fare sulla salute soprattutto in una nazione come la nostra tra le prime per longevità». La prevenzione, ha rilevato Schillaci, «è un investimento e non una spesa, e stiamo cercando di incentivare sempre di più le donne ad aderire ai programmi di screening».

Educazione sanitaria a scuola

Per l’On. Ugo Cappellacci nella sfida contro il cancro sono fondamentali la ricerca e la prevenzione. «Sulla ricerca – ha affermato – si sta facendo molto, le terapie ormai hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni. Sulla prevenzione, invece, c’è ancora molto da fare. L’aspetto che colpisce di più è proprio quello culturale  perché nonostante molte campagne e molta attività finalizzata a sensibilizzare le persone da parte del ministero e del governo, la risposta non è ancora soddisfacente». 

Per invertire la tendenza, secondo Cappellacci, è necessario intervenire direttamente dalle scuole. Così come esiste l’ora di educazione civica, inserire la materia dell’educazione sanitaria. Un investimento «nell’educazione culturale, che deve partire già dalla fase scolastica con l’introduzione di una materia quale è quella dell’alfabetizzazione sanitaria, che possa educare il senso e la coscienza dell’attività di prevenzione, un diverso stile di vita, rudimenti per il pronto soccorso e tutto quello che può essere utile per la vita degli individui. Credo che sia il passo giusto perché bisogna seminare sin dal principio e lo si deve fare nelle famiglie che nelle scuole». 

Tumori al seno, i risultati della ricerca

A ricordare i passi avanti compiuti negli ultimi 20 anni è stato il professor Giampaolo Bianchini, responsabile della patologia oncologica della mammella presso il Dipartimento di Oncologia medica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. «Dal 2000 al 2023 – ha ricordato – abbiamo 27 nuovi farmaci disponibili per il carcinoma della mammella: frutto della ricerca, quindi risultati concreti. Se pensiamo al tumore triplo negativo, nell’arco degli ultimi quattro anni, abbiamo avuto l’introduzione  di 5 tipi di farmaci differenti che lavorano in modo diverso dalla chemioterapia, rendendo anche questo un sottogruppo che beneficia la terapia con dei target specifici molecolari». 

Il professore, infine, ha sottolineato i vantaggi che possono derivare da una terapia personalizzata. «Il tumore triplo negativo è aggressivo ma eterogeneo. La ricerca ci ha permesso di capire questa eterogeneità e sempre più trattamenti vanno a bersaglio di caratteristiche che sono specifiche di un sottogruppo di queste pazienti. Quindi l’idea che un farmaco vada bene per tutti non è più vincente in oncologia e sempre di più l’obiettivo principale è quello di avere a disposizione i farmaci migliori, ma soprattutto di dare il farmaco giusto al paziente giusto nel momento giusto che è la medicina personalizzata».

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Articolo aggiornato in data 7 Novembre 2023
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