lunedì 24 Giugno 2024

Tumore della prostata: infiammazione cronica tra le possibili cause

Lo studio Pros-IT2, promosso dall’Istituto di neuroscienze del Cnr e coordinato dall’Università di Firenze, ha evidenziato un nesso tra infiammazione prostatica e sviluppo di questa forma di cancro. L’individuazione di questo potenziale fattore di rischio può avere significative ricadute cliniche

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Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente negli uomini. Numerosi studi hanno cercato di definire possibili cause e processi che portano il tessuto prostatico sano a diventare tumorale. Tra i più promettenti campi di ricerca in tal senso c’è l’esame dell’infiammazione cronica della prostata. 

Questo processo determinata infatti una serie di eventi chimici, biochimici e cellulari all’interno della ghiandola prostatica e potrebbe pertanto rappresentare un potenziale fattore di rischio di sviluppo o di progressione del tumore.  

Il Pros-IT2, pubblicato recentemente sulla rivista internazionale Cancers, è uno studio sul tumore della prostata. Si tratta di un’evoluzione dello studio longitudinale “PROState cancer monitoring in ITaly project from the National Research Council (Pros-IT Cnr)”, promosso dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In) di Padova e diretto da Stefania Maggi, dirigente di ricerca della sezione di Padova-Invecchiamento del Cnr-In. 

Al nuovo progetto, coordinato da Mauro Gacci dell’Università di Firenze, referente italiano per il consorzio europeo Horizon 2020 sui big data del tumore di prostata (Pioneer project https://prostate-pioneer.eu/), hanno collaborato 8 centri urologici italiani che rappresentano l’eccellenza nazionale per la diagnosi e il trattamento del tumore prostatico.   

Tumore della prostata, il progetto del Cnr

A proposito del Pros-IT Cnr Maggi dice: «Oltre al coordinamento dello studio, il Cnr ha curato la creazione della banca dati ed effettuato le analisi statistiche, grazie alla stretta e continua collaborazione tra Marianna Noale, ricercatrice del Cnr-In e responsabile statistico del progetto, e i referenti clinici dei centri partecipanti». 

Il progetto Pros-IT Cnr, il cui scopo era monitorare la qualità della vita nei pazienti affetti da tumore di prostata, prosegue Maggi, «ha permesso di raccogliere dati in 97 centri di urologia, radioterapia e oncologia italiani  e di rispondere a numerose e importanti questioni inerenti la qualità di vita dei pazienti trattati per tumore di prostata, evidenziando la centralità dell’approccio multidisciplinare, con oltre 10 lavori pubblicati su riviste indicizzate e numerosi contributi a congressi nazionali e internazionali negli ultimi 5 anni». 

L’evoluzione dello studio

Il Pros-IT2, primo nel suo genere e promosso come il precedente dal Cnr-In, ha visto la raccolta dei dati da circa 200 pazienti. Per ciascuno di questi sono stati valutati in media 11 prelievi bioptici prostatici, per un totale di oltre 2.000 prelievi analizzati.

«La maggiore criticità negli studi in questo campo è rappresentata dalla complessità nel definire e quantificare l’infiammazione prostatica. In particolare, la sede del tessuto ghiandolare interessata dal processo infiammatorio, il grado e l’estensione dell’infiammazione possono variare molto da soggetto a soggetto. Pertanto, gli studi su piccole popolazioni presenti in letteratura danno spesso risultati parziali e inconcludenti», spiega Stefania Maggi.

risonanza magnetica

Infiammazione e tumore della prostata

Lo studio ha permesso invece di definire per la prima volta con grande precisione il rapporto tra infiammazione e tumore prostatico. «In particolare, abbiamo chiarito che la presenza di infiammazione di grado elevato, localizzata in sede peri-ghiandolare (nel tessuto stromale che circonda il tessuto ghiandolare) e con un pattern di presentazione multifocale, è più frequentemente associata a neoplasia prostatica», continua Noale. 

Questa importante scoperta può avere immediate ricadute cliniche, suggerendo ad esempio uno screening mirato per avere una diagnosi precoce nei soggetti con infiammazione prostatica. «L’infiammazione cronica della prostata è stata considerata per molti anni come una patologia di minore importanza rispetto all’ipertrofia benigna (ingrossamento e conseguenti disturbi urinari) o al carcinoma, e per questo spesso trascurata. Alla luce di questi nuovi datidovremmo porre più attenzione a questa condizione che colpisce numerosi uomini e che può essere trattata correggendo stili di vita sbagliati o utilizzando terapie mirate», aggiunge Maggi. 

«Le analisi sui dati dallo studio Pros-IT2 continueranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approfondire le valutazioni sul rapporto tra tumore prostatico e tipologia e sede dell’infiammazione prostatica», conclude Marianna Noale. 

LEGGI ANCHE: Osteosarcoma, scoperta proteina responsabile dell’instabilità genomica

Articolo aggiornato in data 30 Maggio 2023
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