giovedì 25 Luglio 2024

Policlinico di Milano, interventi record su patologie rare e delicate

Gli specialisti del reparto di Neurochirurgia hanno effettuato quattro interventi su patologie rare e delicate. Un impegno che si è esteso su diverse settimane, e che i neurochirurghi hanno portato a termine anche grazie alla collaborazione con diverse Unità Operative del Policlinico, in un vero e proprio gioco di squadra

Quello appena trascorso è stato un mese da record per la Neurochirurgia del Policlinico di Milano. Gli specialisti guidati da Marco Locatelli hanno scritto il lieto fine per quattro diversi interventi su patologie rare e delicate. Tra questi la correzione di una rara malformazione in un bimbo di 6 anni e la rimozione di una grande lesione cerebrale in una donna in gravidanza. Un impegno che si è esteso su diverse settimane, e che i neurochirurghi hanno portato a termine anche grazie alla collaborazione con diverse Unità Operative del Policlinico, in un vero e proprio gioco di squadra.

«Sono stati quattro interventi che hanno impegnato tutte le nostre capacità – racconta Marco Locatelli, direttore della Neurochirurgia del Policlinico di Milano – perché riguardavano patologie profondamente diverse tra loro, e tutte che coinvolgevano il Sistema Nervoso Centrale. Ogni difficoltà è stata però brillantemente superata grazie al profondo affiatamento e collaborazione che abbiamo costruito nel tempo con i professionisti che ci affiancano in questo tipo di interventi: dalla Neurochirurgia Pediatrica alle Terapie Intensive, fino alla Ginecologia, alla Neurorianimazione, alla Rianimazione Pediatrica, all’Otorinolaringoiatria, alla Chirurgia maxillo-facciale e alla Neuroradiologia».

chirurghi durante un'operazione

Policlinico di Milano, i quattro interventi record

Il primo caso affrontato dai neurochirurghi è stato quello per “correggere” un aneurisma gigante di un’arteria cerebrale che colpiva un bimbo di 6 anni. Una patologia estremamente rara e che ha una altissima mortalità. Il piccolo, arrivato in ospedale già in coma a causa di un’importante emorragia, è stato operato immediatamente per escludere l’aneurisma dal circolo sanguigno ed è già fuori pericolo: in questo momento sta affrontando con successo la riabilitazione post intervento.

Il secondo caso, invece, ha riguardato una donna di 30 anni in gravidanza. Poche settimane prima della data prevista del parto è andata incontro a un forte scompenso con progressiva perdita della vista. Arrivata alla Clinica Mangiagalli del Policlinico, gli esperti hanno notato subito una massa che coinvolgeva il cranio e il viso, e che arrivava a comprimere anche il nervo ottico. Qui il lavoro di squadra è stato ancora più fondamentale, perché c’era da operare la mamma ma anche far nascere il suo bambino. Tutto è andato per il meglio: il piccolo è venuto al mondo senza complicazioni, e la donna è stata sottoposta subito dopo a un importante intervento per la rimozione della massa, che si è scoperta essere un tumore benigno. I neurochirurghi hanno “bloccato” ulteriori danni neurologici, insieme ai chirurghi maxillo-facciali; oggi la donna è già a casa ad allattare il suo bimbo, e il decorso post intervento si conferma buono.

Poi c’è stato il caso di una donna di 75 anni, decisamente in forma per la sua età, non fosse stato per un voluminoso tumore che aveva preso a crescerle alla base del cranio. L’eccezionalità di questo intervento sta soprattutto nell’approccio che i neurochirurghi hanno scelto: hanno infatti utilizzato speciali fibre ottiche e micro-strumenti che, introdotte dal naso, hanno raggiunto la sede del tumore e lo hanno asportato, senza lasciare cicatrici visibili all’esterno. Dopo la necessaria riabilitazione, potrà anche lei riprendere la vita di tutti i giorni.

Infine, c’è il caso di un uomo di quasi 60 anni, sempre stato in buona salute e poi improvvisamente colpito da emorragia cerebrale. Le prime indagini diagnostiche avevano rivelato una malformazione vascolare cerebrale complessa, che non era stato possibile notare prima. I neurochirurghi, di fronte a questa nuova sfida, hanno scelto un trattamento combinato in più step, che ha “incastrato” tra loro trattamenti di neuroradiologia interventistica e trattamento chirurgico definitivo. L’operazione è perfettamente riuscita, e l’uomo ha già fatto ritorno a casa.

Un riferimento d’eccellenza

«Il Policlinico di Milano è un riferimento per oltre 330 diverse patologie rare – commenta Flora Peyvandi, direttore scientifico facente funzioni del Policlinico di Milano – e la presenza di diversi esperti, medici, chirurghi e ricercatori dedicati ci rendono la sede specifica e tra le più adeguate per la cura completa di pazienti con malattia rara. Gli interventi dei nostri neurochirurghi ne sono una grande testimonianza».
 

«I risultati di questi interventi, molto più che positivi – conclude Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – sono per noi motivo di grande felicità e di orgoglio, perché dimostrano le effettive grandi realtà medico-chirurgiche del nostro Ospedale. Ma, soprattutto, confermano lo spirito di collaborazione e la dedizione dei nostri medici, infermieri e di tutto il personale che gravita intorno ad attività complesse come un intervento chirurgico e la degenza di un paziente fragile. Un’attività che, ancora una volta, sottolinea il grande lavoro di squadra e le competenze che siamo in grado di mettere in campo ogni giorno, a tutto vantaggio dei nostri pazienti».

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