Paraplegia spastica ereditaria: nuove prospettive terapeutiche

I risultati ottenuti offrono nuove opportunità per ideare terapie con cui affrontare quelle malattie invalidanti in cui l’aumento del livello di spastina può essere benefico.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Un recente studio condotto dall’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma(Cnr-Ibpm) in collaborazione con la Sapienza Università di Roma e finanziato da Fondazione Telethon italiana, AFM Telethon ed Euro-HSP, ha fornito nuove informazioni sulla paraplegia spastica ereditaria, una rara malattia neurodegenerativa che causa una progressiva spasticità degli arti inferiori e per la quale non esistono cure.

Paraplegia spastica ereditaria: i risultati della ricerca

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Brain, ha identificato un meccanismo molecolare che regola i livelli della spastina, una proteina fondamentale per il trasporto degli elementi essenziali necessari per il funzionamento del neurone. Questo meccanismo potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento della paraplegia spastica ereditaria.

La forma più comune della patologia, infatti, è causata da mutazioni che portano a una riduzione dei livelli della spastina, il cui controllo è essenziale per il corretto funzionamento dei neuroni. Gli studiosi, lavorando sul modello animale del moscerino della frutta, Drosophila melanogaster, e su cellule in coltura, sono riusciti ad aumentare i livelli di spastina e a recuperare la degenerazione neuronale associata alla malattia.

Cinzia Rinaldo e Gianluca Cestra, Cnr-Ibpm

«Abbiamo dimostrato che il complesso CRL4, un tipo di complesso proteico che si trova all’interno delle cellule e che ha la funzione di segnalare e marcare le proteine da degradare quando non sono più necessarie, è in grado di regolare i livelli della spastina nelle cellule. Inattivando il complesso CRL4 è quindi possibile bloccare la degradazione di spastina e recuperarne il corretto dosaggio. L’esperimento ha dato risultati promettenti sul modello animale e anche in cellule derivate da pazienti», afferma Cinzia Rinaldo del Cnr-Ibpm e coordinatrice dello studio.

Infine, «Interrompendo il processo che porta alla degradazione della spastina, si può favorire la sua presenza adeguata nell’organismo, contribuendo a mantenere in salute le cellule nervose e a ridurre i danni associati alla sua carenza», aggiunge Gianluca Cestra del Cnr-Ibpm, che ha coordinato gli esperimenti in vivo.

NOTA IMPORTANTE
Le notizie pubblicate su questo sito sono utilizzabili e riproducibili a condizione di citare espressamente la fonte Stampa Italiana con il link attivo.
POTREBBE INTERESSARTI

Nasoni nel cinema: Acea protagonista alla Festa di Roma

Acea porta i Nasoni alla Festa del cinema di Roma con uno stand dedicato, il concorso I Mille Volti dell'Acqua e la rassegna Gocce di Cinema dal 13 al 25 ottobre

Le emozioni della via Appia: il libro di Gian Luca Campagna

Il nuovo libro di Gian Luca Campagna accompagna i lettori a riscoprire il tratto pontino della via Appia tra paesaggi, archeologia e memorie millenarie

Giornali della Puglia: l’elenco aggiornato

Nell’elenco delle testate giornalistiche della Puglia verranno inseriti solo link attivi, aggiornati e verificati dalla redazione di Stampa Italiana

Vaccino antinfluenzale 2026-2027: 1 persona su 3 si immunizzerà

L'Osservatorio IQVIA stima fino a 14 milioni di casi di virus respiratori per la prossima stagione, ma solo un italiano su tre ha intenzione di vaccinarsi

Giornata mondiale del leone: censimento in India e i dati del WWF

Il 10 agosto ricorre la Giornata mondiale del leone. Cresce la popolazione in India con 891 esemplari, ma resta grave l'emergenza per i felini in Africa
IoStaccoLaSpina Aps
IoStaccoLaSpina APS promuove il benessere digitale e tutela i minori attraverso educazione, prevenzione e progetti di consapevolezza rivolti a scuole e famiglie.