sabato 20 Aprile 2024

Osteopatia, il futuro dopo la definizione del percorso di laurea

Le Università potranno istituire un Corso di Laurea in Osteopatia, sotto il “cappello” delle professioni sanitarie della prevenzione. Ora manca il decreto relativo ai titoli equipollenti

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 16 febbraio 2024, del decreto del ministero dell’Università e della Ricerca del 29 novembre 2023, le Università potranno strutturare dei percorsi di studi in Scienze Osteopatiche. La pubblicazione del decreto, avvenuta a oltre 5 anni dall’approvazione della legge (3/2018), permette alle Università di istituire un Corso di Laurea in Osteopatia, sotto il “cappello” delle professioni sanitarie della prevenzione. 

Di questo traguardo, molto importante per la categoria, e dei prossimi passi da attuare si è parlato nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati. L’iniziativa, promossa dall’On. Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha visto la partecipazione di membri delle istituzioni, di professionisti dell’osteopatia e altre figure del SSN.

L’osteopatia, ricorda l’On. Ciocchetti «è una professione sanitaria richiesta dai cittadini, dai pazienti. Ognuno di noi ha avuto modo nel corso della sua vita, soprattutto chi ha avuto problemi muscolo-scheletrici oppure per patologie croniche, di rivolgersi a un osteopata. Finalmente, dopo la legge del 2018 che l’aveva riconosciuta come professione sanitaria, partono i corsi universitari e quindi la possibilità davvero, anche per i giovani, di poter svolgere questa professione sanitaria con una qualità universitaria particolarmente importante».

Osteopatia, il riconoscimento della professione

«Abbiamo accolto con grande favore il decreto sulla formazione – spiega Paola Sciomachen, presidente del Roi (Registro degli osteopati d’Italia) -. Rappresenta, a questo punto, l’istituzione della professione e la possibilità alle Università di aprire ai corsi di laurea e per noi la possibilità di accedere all’ultimo passaggio che è quello delle equipollenze per poter davvero poi svolgere il nostro ruolo e le nostre competenze definite anche dal profilo professionale». 

Inoltre, aggiunge, poiché l’osteopatia è «una professione nata dal sociale, è stata la prima situazione che si è dovuta affrontare con la regolamentazione di una professione sanitaria. Ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile, continuiamo a mettercelo e speriamo che rimanga viva l’attenzione su questo tema perché sono passati tanti anni, la professione esiste, il nostro ruolo lo stiamo svolgendo, ma è giusto che ci sia un riconoscimento di identità». 

osteopatia
Un momento della conferenza stampa alla Camera dei Deputati

Il riconoscimento delle equipollenze

In base a un’indagine realizzata nel 2017 dall’Istituto di ricerca Eumetra Monterosa, due italiani su tre conoscono l’osteopatia, il 20 per cento si è rivolto almeno una volta nella vita a un’osteopata, mentre il 70 per cento degli utenti ci va per curare dolori muscolo-scheletrici anche su consiglio del medico. Dati che dimostrano quanto, nei fatti, l’osteopatia sia una professione integrata con le altre figure sanitarie.

Tuttavia, il percorso non è ancora concluso. «Ora – ricorda l’On. Ciocchetti – manca il decreto per la parte dell’equipollenza, cioè tutti quelli che già svolgono la professione sanitaria di osteopati che hanno frequentato scuole estere o italiane. Quindi, il lavoro che adesso i ministeri competenti stanno facendo è quello di identificare le scuole che hanno davvero titolo per poter rilasciare questa qualifica e consentire di svolgere la professione sanitaria anche per chi non frequenterà l’Università ma ha già svolto tutta una serie di corsi. È una cosa importante che spero possa essere approvata nel più breve tempo possibile in modo da poter dare certezze, qualità, serietà e soprattutto poter identificare questa professione all’interno delle equipe multidisciplinari che si creeranno sul territorio, nelle strutture ospedaliere, consentendo di poter dare risposte a tante patologie che hanno bisogno anche dell’integrazione dell’osteopata». 

Articolo aggiornato in data 26 Marzo 2024
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