sabato 24 Febbraio 2024

Neofobia alimentare, cosa è e tra chi è più diffusa 

La Neofobia Alimentare, definita come riluttanza a mangiare cibi nuovi o non familiari, riguarda principalmente frutta, verdura e legumi, tipici della Dieta Mediterranea

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Quando si parla di neofobia alimentare ci si riferisce alla tendenza che hanno i bambini di rifiutare cibi nuovi o sconosciuti. Il rifiuto di alcuni cibi da parte dei bambini aumenta nelle famiglie che hanno una scarsa aderenza alla dieta mediterranea ed è più accentuato nei figli unici. 

Questi sono i risultati principali di un’indagine del Crea Alimenti Nutrizione, coordinata dalla dirigente di ricerca, Laura Rossi, ed effettuata su un campione omogeneo di quasi 300 bambini tra i 3 e gli 11 anni, per valutare la relazione tra neofobia alimentare e l’aderenza alla dieta mediterranea. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nutrients

Neofobia alimentare, il contesto di partenza 

La Neofobia Alimentare, definita come riluttanza a mangiare cibi nuovi o non familiari, riguarda principalmente frutta, verdura e legumi, tipici della Dieta Mediterranea, il cui apporto di nutrienti nell’alimentazione è fondamentale per un buono stato di salute. Lo studio sviluppato dal Crea si è proposto di chiarire la relazione tra neofobia alimentare e aderenza alla dieta mediterranea in un campione di bambini italiani e l’associazione ad alcuni fattori sociodemografici con il loro stato nutrizionale.

Le azioni condotte 

Un campione di 288 bambini di età compresa tra 3 e 11 anni ha partecipato, tramite i genitori, a un questionario, somministrato da un ricercatore attraverso una intervista face to face, per valutare rispettivamente la neofobia alimentare e l’aderenza alla dieta mediterranea con la Child Food Neophobia Scale (CFNS) e il test KIDMED.

neofobia alimentare

I risultati della ricerca

La maggior parte del campione ha mostrato un livello intermedio (67,3 per cento) o alto di neofobia alimentare (18,1 per cento), con tassi elevati tra i bambini di età compresa tra 6 e 11 anni (63,9 per cento) e, soprattutto, nei figli unici (50 per cento). L’aderenza alla dieta mediterranea è risultata per lo più bassa (29,5 per cento) o media (54,8 per cento) e ha raggiunto livelli inferiori tra i bambini più neofobici (51,9 per cento; valore p <0,05). 

I risultati attuali confermano l’ipotesi dello studio secondo cui la neofobia alimentare è un fattore trainante dell’abbandono della dieta mediterranea mentre la presenza di eventuali fratelli mostra effetti positivi sull’alimentazione.

«Questo studio – dichiara Laura Rossi, ricercatrice Crea e coordinatrice dell’indagine – conferma che molti bambini in Italia sono neofobici. La neofobia nei bambini comporta una alimentazione più disordinata e meno in linea con i dettami della dieta mediterranea con il rischio di una maggiore propensione a sovrappeso e obesità. Purtroppo, queste abitudini alimentari tendono a mantenersi tali anche in età adulta per cui è bene attuare da subito strategie di correzione con il buon esempio in famiglia e incoraggiando il bambino neofobico ad ampliare gradualmente le proprie scelte alimentari . In futuro, – conclude Laura Rossi – si punterà ad aumentare la numerosità del campione per avere una maggiore rappresentatività delle variabili studiate rispetto alla popolazione generale».

Articolo aggiornato in data 9 Gennaio 2024
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