sabato 24 Febbraio 2024

Malattie cardiovascolari, la risposta viene dalla prevenzione

Analizzando i numeri che riguardano le malattie cardiovascolari e le loro conseguenze, si parla di circa 220 mila decessi all’anno. Per numeri, quindi, queste patologie costituiscono globalmente la prima causa di morte, in particolare modo nei Paesi ad alto sviluppo economico

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Quella delle malattie cardiovascolari è una problematica da affrontare con energia e interventi mirati. Le malattie cardiache, infatti, costituiscono nel nostro Paese e non solo, la prima causa di morte nella popolazione adulta. Una situazione andata accentuandosi nel periodo del Covid, quando a causa della pandemia molte visite di controllo o screening preventivi sono stati sospesi. 

Di questo e dell’importanza della prevenzione contro le malattie cardiovascolari si è parlato nel corso di una conferenza organizzata presso la Camera dei Deputati. Presenti Annarita Patriarca, membro della XII Commissione Camera dei Deputati, il professor Pasquale Perrone Filardi, docente ordinario di cardiologia e direttore della scuola di specializzazione di malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli studi di Napoli Federico II e presidente della Società Italiana di Cardiologia, Maria Rosaria Di Somma consigliere delegato Aisc-Aps. Inoltre, il direttore per i progetti strategici della Fondazione italiana per il Cuore, Sergio Lai, Paola Coco, Country Medical Affairs di Novartis.

Malattie cardiovascolari, un’analisi della situazione globale

Analizzando i numeri che riguardano le malattie cardiovascolari e le loro conseguenze, si parla di circa 220 mila decessi all’anno. Per numeri, quindi, queste patologie costituiscono globalmente la prima causa di morte, in particolare modo nei Paesi ad alto sviluppo economico. Inoltre, si riscontra anche una differenza di genere in quanto le morti dovute a malattie cardiovascolari per le donne sono pari al 39 per cento, contro il 33 per cento degli uomini.

Esistono anche ripercussioni socioeconomiche. Uno studio della Società europea di cardiologia evidenzia come i costi per le patologie cardiovascolari in Europa ammonta a 282 miliardi di euro, pari a 636 euro pro-capite. Costi che, riferiti alla situazione italiana, ammontano a più di 41 miliardi di euro, ossia il 15 per cento della spesa sanitaria, pari a 726 euro pro-capite, e quindi al di sopra della media europea.

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L’importanza della prevenzione

Come ricordato dal professor Perrone Filardi «le malattie cardiovascolari ischemiche nascono dal contributo di fattori di rischio che sono in gran parte correggibili e prevedibili. Tranne, ovviamente, la predisposizione genetica sulla quale non possiamo intervenire, tutti gli altri fattori di rischio dall’ipertensione alla colesterolemia, il diabete, il sovrappeso, sono fattori per cui abbiamo la potenzialità per intervenire e correggerli».

Proprio per questo è importante avviare delle strategie di prevenzione, adeguatamente supportate dall’informazione, per intervenire in maniera mirata contro l’incidenza delle malattie cardiache. Infatti, sottolinea, Maria Rosaria Di Somma, «la prevenzione, un corretto stile di vita, la conoscenza dei fattori di rischio, la diagnosi precoce, oltre alla cura della patologia in un sistema di presa in carico del paziente e un modello gestionale della malattia di tipo integrato e interdisciplinare sono tematiche fondamentali per arginare l’impatto delle malattie cardiovascolari e lo sviluppo di fasi acute». 

Creare consapevolezza nei cittadini

«L’importante – prosegue Perrone Filardi –  è creare consapevolezza presso i cittadini, quindi una strategia di educazione della popolazione alla salute cardiovascolare e, ovviamente, presso la nostra classe medica. Perché è chiaro che poi tutto questo va gestito dal paziente insieme al proprio medico. Il dato confortante sul quale ragionare è che oggi la prevenzione può dare veramente dei grandissimi risultati».

E un supporto, senza dubbio, può arrivare dalla politica. «Abbiamo  – sottolinea l’On. Annarita Patriarca – l’obbligo morale di predisporre tutti quegli strumenti che ci permettono di mettere in sicurezza il paziente e di mettere in sicurezza i nostri cittadini. Per questo bisogna investire in prevenzione perché la prevenzione riduce il rischio morte, la prevenzione ti permette di intercettare la patologia in tempo utile per poterla curare e quindi è un passaggio obbligato. Investire in prevenzione significa risparmiare sulla spesa sanitaria. Se facciamo una valutazione di breve e lungo periodo ci rendiamo conto che un paziente con una patologia conclamata costa molto di più rispetto a una prevenzione che riesce ad anticipare il decorso e intercettarlo quando è ancor possibile agire».

E aggiunge: «Da parte di questo governo c’è la volontà di tornare a investire sulla prevenzione e sugli screening preventivi. Abbiamo già fatto degli atti normativi per alcune patologie in questa direzione e c’è stata la totale unanimità del Parlamento. Insisteremo su questa linea e sulla necessità di avere una omogeneità della medicina territoriale per tutto il territorio nazionale».

Articolo aggiornato in data 5 Ottobre 2023
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