lunedì 24 Giugno 2024

Latte umano donato, appello della Banca del Latte del Meyer 

Le mamme hanno ricominciato a donare, ma in certi momenti la quota di latte raccolto non è comunque sufficiente a coprire i bisogni dei piccoli, nati prematuri e non. La testimonianza di una mamma ricoverata con la sua bambina nella Terapia intensiva del Meyer e le istruzioni per diventare donatrici

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Nonostante una ripresa delle donazioni la quota di latte umano donato non basta sempre a coprire il fabbisogno dei bambini, prematuri e non, in Toscana. 

Si tratta di un appello della Banca del Latte del Meyer, capofila della rete regionale del latte umano donato (ReBLUD) della Toscana, lanciato in occasione della Giornata mondiale della Donazione del Latte Umano che ricorre domenica 19 maggio. 

«Il Covid e, purtroppo, il calo delle nascite hanno portato un calo delle donazioni: negli ultimi anni stiamo assistendo ad un nuovo aumento del numero di donatrici ma, nonostante questo, non sempre riusciamo a coprire i fabbisogni» spiega la responsabile della Banca del Latte del Meyer, dottoressa Laura Chiesi, insieme alla dottoressa Maria Luce Cioni, che ne è responsabile medico. 

Latte umano donato, un po’ di dati

Negli ultimi anni i dati relativi al latte umano donato hanno avuto un andamento altalenante. Nel 2018 le donatrici sono state 314, nel 2019 367, nel 2020 253, nel 2021 302, nel 2022 sono calate a 201, per risalire a 304 nel 2023. «Il latte materno, unico, inimitabile ed in continua evoluzione, è il miglior alimento disponibile per tutti i neonati, siano essi prematuri o nati a termine perché fornisce tutti i nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita: ecco perché oggi invitiamo le mamme a donare», spiegano le specialiste del Meyer.

La rete toscana: un caso unico

In Toscana le Banche del latte sono 6: Firenze (AOU Meyer – Siena- Versilia – Lucca – Grosseto- Arezzo) tutte riunite nella rete delle Banche del latte come da DGRT n.315 del 28/4/2008. L’organizzazione toscana in rete è pressoché unica in Italia ed ha ha portato numerosi benefici: una maggior facilità di accesso alle strutture per le aspiranti donatrici, una raccolta e distribuzione più agevole, una maggior uniformità delle procedure, sicurezza e qualità del prodotto distribuito, un maggior soddisfacimento dei bisogni regionali e miglior uso clinico del latte, oltre che una maggior redistribuzione ai centri privi di banca (basti pensare che il Meyer trasferisce alle altre banche il 50 per cento del latte che raccoglie), una distribuzione ed utilizzo in base a priorità cliniche e un maggior uso esclusivo di latte umano per i neonati critici (ma non solo), nelle prime fasi della vita.

La testimonianza di una mamma

«Quando è nata la mia bambina, è stata lei ad aver bisogno di latte donato e quando ho potuto donarlo io è stato molto naturale fare lo stesso – racconta Ester, una mamma donatrice –  Per alcuni bambini, come la mia che è ricoverata nella Terapia Intensiva del Meyer, il latte è anche terapeutico e questo rende ancora più importante la donazione di latte materno: per questo invito di cuore chiunque può farlo a donare. Il percorso per attivare la donazione è tra l’altro molto semplice e lineare, anche per chi si trova sul territorio, e non ricoverato come noi».

ospedale meyer

A chi serve 

Il latte umano donato è utilizzato negli ospedali della Regione Toscana, come sostituto del latte materno, prioritariamente per la nutrizione dei neonati pretermine, ma anche di altri piccoli pazienti affetti da patologie gastrointestinali, metaboliche, cardiache e renali che traggono giovamento da un alimento specie-specifico e altamente digeribile. Si tratta, perlopiù, di neonati prematuri e vulnerabili che possono ricevere questo fondamentale alimento: un dono speciale e straordinario da donne sensibili, motivate e molto generose. Gli studi scientifici e l’esperienza clinica indicano che il latte di Banca è biologicamente superiore rispetto alle formule, alle quali è generalmente da preferire per la nutrizione clinica dei bambini più vulnerabili ricoverati nelle terapie Intensive (TIN).

Chi può donare 

Possono donare tutte le mamme che producono più latte rispetto ai bisogni del proprio bambino, che godono di buona salute, che conducono uno stile di vita sano e che risultano negative agli screening infettivologici. Si dona la quantità di latte ragionevolmente possibile e per il tempo desiderato. Il latte delle donatrici viene raccolto, conservato e distribuito dalle Banche del Latte; queste strutture sanitarie, di norma correlate ai reparti di Neonatologia, hanno anche il compito di garantire la qualità e la sicurezza del prodotto, attraverso un sistema specifico di controllo e trattamento definito dalle linee guida dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD).

Come si dona

Si può contattare la Banca più vicina tra quelle che costituiscono la Rete Regionale delle Banche del Latte Umano Donato (ReBLUD) della Toscana. Il personale addetto potrà fornire informazioni necessarie per la donazione e, se richiesti, consigli per l’allattamento. Si può anche fare riferimento al consultorio oppure al punto nascita più vicini, oppure al Meyer, chiamando il numero 055.5662443 oppure mandando una mail a [email protected], lasciando un recapito telefonico. La mamma che decide di donare, riceverà a domicilio, o presso il punto di raccolta concordato telefonicamente, le istruzioni da seguire e tutto il necessario (tiralatte, biberon, ecc.) per estrarre e conservare correttamente il proprio latte (che sarà ritirato dal personale delle Banche).

Articolo aggiornato in data 17 Maggio 2024
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