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Endometriosi, come contrastarla con una corretta alimentazione

Un regime alimentare mirato può contribuire a ridurre dolori e infiammazione, abbattendo i principali sintomi della malattia. Ecco alcuni alimenti da preferire e altri da evitare per seguire una dieta equilibrata, indicati dalla Fondazione italiana endometriosi

endometriosi
(foto da Instagram @endometriosifvg)

L’endometriosi si combatte a partire dalla tavola. Per contrastare la patologia che colpisce 3 milioni di donne in Italia e per la quale non esiste ancora una cura definitiva, importanti benefici arrivano dalla dieta. 

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Un regime alimentare mirato può, infatti, contribuire a ridurre dolori e infiammazione, abbattendo i principali sintomi della malattia: dolori pelvici, stanchezza cronica, annebbiamento cerebrale possono regredire con l’assunzione di cibi dalle proprietà antinfiammatorie e disintossicanti, con un miglioramento sensibile della qualità della vita. L’importante, però, è che si tratti di alimenti freschi e di stagione, liberi da ormoni. 

frutti rossi
I frutti rossi come more, lampone e mirtilli sono alimenti indicati per chi soffre di endometriosi

Come comportarsi in vista dell’estate

Il Prof. Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi,  ricorda come «ad oggi non esistono farmaci o cure mediche per combattere l’endometriosi ma, una volta che si ha la diagnosi, si può lavorare sui sintomi. In tal senso un’importante azione di contrasto è svolta dall’alimentazione. L’eccesso di ormoni fa crescere la malattia, la malattia provoca infiammazione e l’infiammazione fa produrre più ormoni». 

Per questo motivo, aggiunge, «abbiamo messo a punto da oltre quindici anni una dieta che si basa su quattro pilastri: riduzione dell’assunzione di cibi estrogenici, aumento di cibi antiestrogenici, riduzione di cibi proinfiammatori, aumento dei cibi antinfiammatori. Un regime alimentare così regolato contribuisce in maniera determinante alla riduzione dei dolori e dell’infiammazione. Tale scoperta, realizzata anche grazie al contributo del 5 per mille, ha permesso a centinaia di migliaia di donne di riacquistare una migliore qualità della vita. Ma la ricerca non deve fermarsi, al momento i fondi sono pochi, servono più finanziamenti».

Selezionare le materie prime

Secondo Maria Cassano, biologa nutrizionista della Fondazione italiana endometriosi, «esiste un legame stretto tra alimentazione e salute, ancora più importante laddove una dieta specifica rende possibile la gestione di alcune patologie. Nel caso dell’endometriosi è importante seguire raccomandazioni nutrizionali che permettono di migliorare la risposta insulinica e la sintomatologia globale, combinando cibi antifiammatori, disintossicanti e liberi di ormoni, in grado di ridurre l’infiammazione. Dunque, occorre ridurre l’eccesso di grassi saturi e zuccheri, omega-6 e alimenti molto trasformati. Da favorire, invece, il consumo di omega-3, frutta e verdura di stagione, preferendo prodotti biologici. Il consiglio è cucinare con le materie prime e metodi di cottura che non le alterino troppo».

Cibi da prediligere e quelli da evitare

Ecco, quindi, alcuni alimenti da preferire per seguire una dieta equilibrata:

  • Frutta e Verdura. Da aumentare: le fibre riducono gli estrogeni nel sangue ma bisogna preferire alimenti freschi e di stagione. Dunque: pomodori, melanzane, cetrioli, asparagi, insalata mista, peperoni, fagiolini. Tra la frutta: more, mirtilli, lamponi, ribes, fragole, pesche, albicocche, ciliegie. Largo anche a cereali integrali, legumi, semi oleosi.
  • Pesce: Da aumentare: gli Omega 3 promuovono la produzione della prostaglandina che riduce l’infiammazione addominale. Pertanto: pesce azzurro, molluschi, salmone e tonno. Ma anche olio di oliva, frutta secca, avocado, semi.
  • Carne: Se la carne rossa è da ridurre al minimo, si può optare per la carne bianca di origine e allevamento controllato.
  • Latticini e Soia: E’ bene ridurli al minimo per la presenza di caseina e lattosio. No a prodotti di allevamento non controllato per l’alto contenuto di ormoni e antibiotici. Evitare la soia che contiene fitoestrogeni.
  •  Zuccheri e Alimenti industriali: Evitare prodotti confezionati e bevande zuccherate; alcol; caffeina; farine bianche e prodotti da forno raffinati; grassi saturi; zucchero bianco; avena e segale, ad alto contenuto di estrogeni. Il glutine non è da eliminare ma è bene assumerlo da farine integrali e grezze (quinoa, amaranto, riso nero o rosso integrale).

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