sabato 20 Aprile 2024

Child Health Summit, la salute dei più piccoli al centro dell’agenda

Salute mentale, gestione della cronicità complessa e della transizione verso l’età adulta e aumento di terapie intensive e hospice, le tre sfide principali che la pediatria italiana è chiamata ad affrontare

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Firenze è stata teatro della prima edizione del Child Health Summit. L’obiettivo della giornata di confronto e riflessioni è stato quello di individuare le priorità dell’assistenza pediatrica, dall’attività sui determinanti di salute fisica e mentale, fino alle frontiere della ricerca pediatrica e all’organizzazione dell’assistenza al fine di contribuire al miglioramento della salute dei bambini e degli adolescenti e al benessere psico-fisico di bambini e famiglie.

Si tratta di un’iniziativa patrocinata dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, realizzata da AOPI – Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani in collaborazione con The European House – Ambrosetti. L’iniziativa Child Health Summitha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Child Health Summit, i numeri della natalità

È dal 2008 che in Italia stiamo assistendo ad una costante riduzione delle nascite (nel 2022 sono nati poco più di 392.500 bambini) che unita all’allungamento dell’aspettativa di vita sta determinando un progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi gli under-14 rappresentano solo il 12,7 per cento della popolazione contro il 23,8 per cento rappresentato dagli over-65. 

E se le tendenze demografiche dovessero essere confermate, nel 2050 per ogni ragazzo di età inferiore ai 14 anni ci saranno 3 adulti di età superiore ai 65 anni. Queste tendenze per molto tempo hanno portato ad un’eccessiva focalizzazione del dibattito pubblico su invecchiamento e cronicità e sull’insostenibilità del sistema sanitario e di welfare. In realtà, è proprio agendo sulle politiche per la natalità e sui determinanti di salute di bambini e adolescenti che possiamo garantire una crescita ed uno sviluppo sostenibile del nostro Paese.

«Migliorare lo stato di salute di bambini e ragazzi richiede un approccio multidisciplinare che agisca in modo efficace su molteplici aspetti della loro vita, dalla dieta e gli stili di vita che seguono, all’accesso all’istruzione, a adeguate condizioni abitative, alla qualità dell’aria che respirano passando naturalmente dall’accesso e dalla qualità delle cure che il SSN mette a loro disposizione» afferma Rossana Bubbico, Senior Consultant di The European House – Ambrosetti. 

«Le politiche sanitarie vanno quindi ripensate in un’ottica più ampia che comprenda tutti i fattori che vanno a incidere sulla salute dei più piccoli; nel nostro Paese le politiche devono essere inoltre indirizzate a diminuire le elevate difformità territoriali oggi esistenti: basti pensare che il tasso di mortalità infantile, che vede l’Italia tra i best performer europei con 2,5 decessi per 1.000 bambini nati vivi, nelle Regioni del Sud è 1,73 volte maggiore rispetto alle Regioni di Nord-est».

Tutelare la salute dei più piccoli

I bambini italiani continuano a essere tra i più in sovrappeso in Europa (il 16% dei bambini di età compresa tra 7 e 9 anni è obeso rispetto a una media europea del 12 per cento), continuano a muoversi poco (solo il 34,3 per cento dei bambini/ragazzi di età compresa tra i 3 e i 14 anni pratica sport in modo continuativo) e a seguire una dieta poco bilanciata (solo il 32,4 per cento dei bambini/ragazzi di età compresa tra i 3 e i 14 anni mangia verdura più di una volta al giorno). Anche l’aumento del numero di famiglie in povertà assoluta giunto nel 2021 a 1,96 milioni, sta avendo ripercussioni sul benessere psico-fisico dei bambini e dei loro genitori.

Oltre alla salute fisica, quello che preoccupa maggiormente dopo l’esperienza della pandemia è il benessere psico-fisico di bambini e ragazzi. Un’indagine della Società Italiana di pediatria condotta in 9 Regioni ha mostrato un aumento dell’incidenza degli accessi al pronto soccorso per patologia neuropsichiatrica dallo 0,7 per cento del periodo marzo 2019-marzo 2020 all’1,2 per cento del periodo marzo 2020-marzo 2021, così come nello stesso periodo sono aumentati i ricoveri per patologia neuropsichiatrica del 39 per cento. 

child health summit, la sede dell'evento
Il Meyer Health Campus, sede della prima edizione del Child Health Summit

Intervenire sulle strutture

«Già prima della pandemia osservavamo un trend in aumento di disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva. Con la pandemia, non è più rinviabile l’investimento per aumentare il numero di posti letto dedicati alla neuropsichiatria infantile nelle strutture ospedaliere e contestualmente migliorare anche la risposta territoriale ai bisogni psicologici per i nostri bambini attraverso strutture intermedie e diurne», ha sottolineato Alberto Zanobini, Presidente di AOPI e Direttore Generale dell’AOU Meyer – IRCCS

«Oltre al rafforzamento dei servizi per la salute mentale dei più giovani occorre aumentare il numero delle terapie intensive pediatriche – ci sono 23 terapie unità sul territorio nazionale con 202 posti letto, un valore pari a 3 posti letto per milione di abitanti rispetto a una media europea pari a 8, con una elevata difformità territoriale – e degli hospice – ci sono solo 8 strutture aperte e 47 posti letto attivi cui si sommano 7 strutture in costruzione con 52 posti letto aggiuntivi. Un’ultima grande sfida per la pediatria è la gestione della cronicità complessa e della transizione verso l’età adulta, frutto del grande progresso tecnologico della medicina che sta determinando un allungamento della vita di bambini che fino a qualche anno non superavano i primi anni di vita. Anche per questo è opportuno che il Paese aumenti anche gli investimenti in ricerca».

Gli otto principi per la salute dei bambini

Fare in modo che i bambini possano godere del miglior stato di salute e poter accedere a cure sanitarie dedicate e appropriate in relazione ai propri bisogni deve essere l’obiettivo dell’Italia. Dare a ogni bambino il miglior inizio di vita possibile è anche il primo degli 8 principi enunciati da Sir Michael Marmot, Professore di epidemiologia e sanità pubblica della University College of London e Direttore dell’UCL Institute of Health Equity, per ridurre le disuguaglianze di salute.

Ecco cosa prevedono gli altri 7 principi:

– “Consentire a tutti i bambini, i giovani e gli adulti di massimizzare le proprie capacità e di avere il controllo sulla propria vita”;

– “Creare un’occupazione equa e un buon lavoro per tutti”; 

– “Garantire un tenore di vita sano per tutti”;

– “Creare e sviluppare luoghi e comunità sane e sostenibili”; 

– “Rafforzare il ruolo e l’impatto della prevenzione delle malattie”; 

– “Combattere la discriminazione, il razzismo e i loro esiti”; 

– “Perseguire insieme la sostenibilità ambientale e l’equità nella salute”. 

Il professore inglese, intervenuto durante il Summit con un videomessaggio,  plaude anche alla possibilità che Firenze aderisca al network delle Marmot Cities, vale a dire le città che perseguono nelle loro politiche questi principi con azioni concrete.

Articolo aggiornato in data 13 Luglio 2023
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