sabato 25 Maggio 2024

Argon, il gas salva neuroni sperimentato al Policlinico di Milano

Il prodotto è stato sperimentato sul primo paziente al mondo presso l’ospedale lombardo con risultati incoraggianti. Ora il percorso di approvazione della nuova terapia entra nelle fasi successive

Un semplice gas potrebbe cambiare radicalmente le prospettive di guarigione nelle persone in arresto cardiaco. Il gas Argon sarebbe in grado di preservare il più possibile il cervello dei pazienti, limitando di molto i danni neurologici e migliorando sensibilmente il recupero delle funzioni cognitive. 

Al Policlinico di Milano è in corso un apposito studio per dimostrare tutto questo, ed è appena stato trattato con questo prodotto il primo paziente al mondo. Si tratta di un uomo di circa 60 anni, che dopo una settimana di ricovero è già tornato a casa in perfette condizioni. Le statistiche, invece, dicono che in Italia solo l’8 per cento dei pazienti sopravvive a un arresto cardiaco senza gravi esiti neurologici o senza disabilità.

Argon, come nasce la sperimentazione

L’idea di utilizzare l’Argon per trattare i pazienti in arresto cardiaco è oggetto di studi scientifici già dal 2012. È nata grazie a Giuseppe Ristagno, anestesista del Dipartimento di Anestesia-Rianimazione ed Emergenza Urgenza diretto da Antonio Pesenti, che collabora da tempo anche con l’Istituto Mario Negri. Ristagno ha sviluppato le prime intuizioni sull’Argon insieme a Silvio Garattini e a Roberto Latini del Mario Negri e ha dato il via alle sperimentazioni sugli animali, nelle quali sono già stati dimostrati diversi risultati molto promettenti. 

Ora, dopo 10 anni di ricerca scientifica, è stato finalmente possibile iniziare la sperimentazione sull’uomo e i primi dati sembrano già confermare la validità dell’idea. «Dopo un arresto cardiaco – spiega Giuseppe Ristagno, che è anche professore associato di Anestesia all’Università Statale di Milano – si genera una grave carenza di ossigeno che tra le altre cose mette in pericolo i nostri neuroni, mandandoli immediatamente in sofferenza. Nei nostri studi su modelli animali abbiamo visto che la mortalità dopo un arresto cardiaco si attestava al 70 per cento. Trattando i soggetti con il gas Argon, invece, le percentuali si invertivano: sopravviveva il 70 per cento degli animali e con un recupero neurologico completo. Anche per questo è straordinariamente importante aver iniziato la sperimentazione dell’Argon sull’uomo: se confermata, questa nuova tecnica ha le potenzialità per rivoluzionare il trattamento e gli esiti dell’arresto cardiaco».

Le caratteristiche: come agisce

Il nome dell’Argon deriva dal termine greco “argos” che significa pigro. In effetti è un gas inerte, ovvero è estremamente stabile e reagisce poco volentieri con altri elementi chimici. Costituisce quasi l’1 per cento della nostra atmosfera: è quindi molto abbondante in natura ed estremamente economico da utilizzare. 

Ma se è così inerte, come fa a proteggere i neuroni? «Si è scoperto – continua Ristagno – che in realtà questo gas ha un’azione diretta sulle membrane dei mitocondri, che sono le “centraline energetiche” di tutte le nostre cellule. Quando c’è carenza di ossigeno, i mitocondri nei neuroni sono i primi ad andare in sofferenza, conducendo successivamente alla morte delle cellule che li contengono. L’Argon, al contrario, sembra che renda i mitocondri più resistenti alle carenze temporanee di ossigeno: in pratica protegge i neuroni e fa guadagnare loro del tempo prezioso, di modo che possano superare il più possibile indenni le conseguenze dell’arresto cardiaco».

Gli sviluppi della sperimentazione

Lo studio appena iniziato al Policlinico di Milano è di Fase I-II: le fasi per l’autorizzazione di una nuova terapia sono 4, e normalmente richiedono tutte insieme diversi anni. Per i prossimi mesi gli esperti utilizzeranno questo gas su 50 pazienti ben selezionati, per dimostrare la fattibilità di questo trattamento innovativo oltre che per indagarne l’efficacia. «L’idea è proseguire lo studio anche in collaborazione con altre strutture, per accelerare il reclutamento dei pazienti e verificare l’efficacia di questa terapia. Ci aspettiamo sull’uomo un miglioramento del recupero neurologico fino al 40 per cento, rispetto ai pazienti non trattati».

«Il nostro lavoro è portare la ricerca di base al letto del malato – conclude Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – e questo studio lo dimostra davvero bene. L’impatto dell’arresto cardiaco sul paziente, sulla sua famiglia e sul sistema sanitario e sociale è enorme: non solo per i costi legati alla lunga ospedalizzazione, alle conseguenti disabilità e alle terapie a lungo termine. Ma anche perché tutta la famiglia viene travolta nella sua quotidianità, con un notevole costo anche dal punto di vista psicologico. In Italia ogni anno si contano 60 mila arresti cardiaci: per questo, essere in grado di proteggere il più possibile il cervello da danni così gravi può cambiare radicalmente le prospettive di cura per un evento purtroppo ancora molto comune».

Articolo aggiornato in data 29 Luglio 2022
© Stampa Italiana 2020-2024 | Riproduzione riservata
www.stampaitaliana.online

Nuovi ingressi in Anica Academy Ets: Fondazione Eos e Labs di Fapav

Il CdA di Fondazione Anica Academy ETS, presieduto da Francesco Rutelli, ha approvato all'unanimità l’ingresso di altre due realtà che costituiscono un fiore all’occhiello del settore cinema e audiovisivo: Fondazione EOS - Edison Orizzonte Sociale ETS e LABS - Learn Antipiracy Best Skills di Fapav

Il cenacolo delle donne, un libro di Matilde Tortora

Cosa direbbero le donne della famiglia Manzoni se si ritrovassero un giorno riunite in una stanza con le protagoniste de I Promessi Sposi? Questo incontro immaginato che spazia fra realtà storiche e immaginazione prende vita nelle pagine de “Il cenacolo delle donne” di Matilde Tortora pubblicato da Graus edizioni

Giornali del Portogallo: l’elenco aggiornato

Dopo aver consultato il nostro elenco dei giornali italiani e avere visionato una o più testate giornalistiche presenti nelle nostre liste regionali, abbiamo pensato che poteva essere di tuo interesse anche una selezione dei giornali del Portogallo (jornais portugueses)