lunedì 24 Giugno 2024

Marchestorie 2023, rilanciare i borghi grazie alla cultura

La terza edizione della manifestazione è stata un grande successo testimoniato dai numeri che hanno visto oltre 20mila persone accorrere nei borghi che sono stati teatro dei vari eventi realizzati

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Promuovere la storia e le tradizioni dei piccoli borghi grazie alla cultura e un’iniziativa che coinvolga la maggior parte dei comuni della regione. È questo in sintesi il concetto alla base di Marchestorie, manifestazione giunta alla terza edizione, da poco conclusa, i cui risultati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati.

Hanno partecipato la Sen. Lucia Borgonzoni (sottosegretario ministero della Cultura), l’On. Giorgia Latini (vicepresidente Commissione Cultura della Camera), Chiara Biondi (assessore alla Cultura della Regione Marche), Andrea Agostini (presidente Fondazione Marche Cultura), Piero Celani (direttore Amat) e Paolo Notari (direttore artistico Marchestorie 2023).

Marchestorie 2023, i numeri della terza edizione

L’edizione di Marchestorie 2023 è stata un grande successo. E a testimoniarlo sono i numeri, come ricorda l’assessore Chiara Biondi che sottolinea come quest’anno l’assessorato abbia voluto puntare specialmente sulla qualità dei progetti. «Sono stati coinvolti 51 comuni per 32 progetti e questo ha poi portato nel territorio dei dati significativi perché hanno potuto lavorare 800 maestranze. Inoltre, in tutta la regione Marche l’indotto che ha generato questo festival è di circa 30mila presenze». 

Questi numeri, aggiunge, testimoniano che quando i progetti sono di qualità «ci sono inevitabilmente dei risultati significativi che consentono quindi di far sì che la cultura possa essere anche un volano di sviluppo economico e sociale dei nostri territori e ci consenta di far conoscere la regione fuori dai confini nazionali». 

Un successo ottenuto grazie ai “segreti” nascosti nei tanti borghi della regione, come ricorda Andrea Agostini che li definisce «uno scrigno assoluto per la cultura delle Marche e per l’offerta turistica della regione e dei tanti che vengono a trovarci. Il segreto di Marchestorie 2023 è proprio questo. Marchestorie ci dice che quella storia è caratterizzata da quel borgo, da quella realtà, da quella identità, da quelle persone. Quindi Marchestorie permette di immergersi nella cultura più vera dei marchigiani, in quella dei borghi e portare con se un ricordo splendido. Penso che questo sia un ottimo volano turistico, Marchestorie è un brand che funziona: questa terza edizione  è andata benissimo, ma più che celebrare il successo dobbiamo capire il perché e il perché nei borghi». 

Cultura e borghi, un binomio vincente

L’attenzione per i piccoli borghi e per iniziative come quella di Marchestorie 2023, sono stati ricordati anche dalla senatrice Lucia Borgonzoni: «I borghi – spiega – sono fondamentali per noi al governo e lo si è visto anche per tutti i bandi che sono stati fatti legati al Pnrr che sono sia sui borghi che gli insediamenti rurali e anche sulle attività. Sono importanti perché sono le nostre radici, la nostra storia. Le Marche credo siano un grande esempio perché hanno dei borghi piccolissimi, meravigliosi e che vanno valorizzati. Spesso poi all’interno di questi borghi si trova un patrimonio che è molto più grande magari di quello conosciuto dalle mete turistiche. Attraverso questa manifestazione si capisce l’importanza e la centralità che hanno. Per cui è una politica che abbracciamo e ovviamente cerchiamo di supportare e aiutare tutte quelle regioni che vanno in questa direzione».

Quello di Marchestorie 2023, aggiunge l’On. Giorgia Latini, «è un momento importantissimo arrivato alla terza edizione. È iniziato verso la fine della pandemia quando ero assessore alla Cultura della regione Marche. Un evento che sta andando avanti perché l’obiettivo è di valorizzare i borghi che sono i nostri gioielli marchigiani con le loro leggende, le loro storie, le loro narrazioni che appassionano i turisti. Soprattutto hanno anche la funzione di formare una comunità attraverso il ricordo delle loro tradizioni e rimanendo sempre attaccati alle loro radici e alle proprie origini perché se disperdiamo le nostre radici non abbiamo un futuro». 

Marchestorie, un’iniziativa replicabile

Un successo che non deve necessariamente limitarsi alle Marche, visto anche il numero di borghi e piccoli centri caratteristici che fanno parte del patrimonio italiano.

Il successo di Marchestorie 2023, conclude Chiara Biondi, «potrebbe essere un modo per far sì che altri possano emulare questa nostra iniziativa. Ovviamente, questo ha successo nelle Marche perché abbiamo tantissimi borghi e ognuno ha la sua storia. Perché in realtà Marchestorie significa raccontare le storie, le identità, la cultura a 360 gradi delle nostre realtà. Però sicuramente in altri posti del nostro bel Paese possa essere tranquillamente replicato». 

Articolo aggiornato in data 16 Novembre 2023
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