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Turismo, Conte risponde a Stampa Italiana: «Subito altri aiuti»

Il Premier, durante la conferenza di fine anno, ricorda le misure già stanziate dal governo per il settore turistico-culturale e gli interventi futuri per rilanciare uno dei comparti fondamentali del nostro Paese

Il turismo e la cultura sono due mondi, insieme a quello dello spettacolo, tra i più colpiti dalle conseguenze dovute al Covid-19. «In tanti altri settori ci sono molte sofferenze che si concentrano, ma qui forse come mai in altri questi comparti sono stati diffusamente investiti dalle conseguenze negative della pandemia». È questa la fotografia fatta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo alla domanda di Stampa Italiana sulla situazione del settore turistico-culturale del nostro Paese (nel video a 2:44:24).

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Durante la conferenza di fine anno organizzata a Villa Madama dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Associazione Stampa Parlamentare, il Premier ha voluto ricordare gli sforzi compiuti dal governo per cercare di arginare una crisi che ha colpito duramente una delle maggiori risorse italiane. Gli ultimi dati dell’Enit, l’agenzia nazionale del turismo, infatti, stimano che si tornerà ai livelli del 2019 non prima del 2023.

Villa Madama
Villa Madama, sede della conferenza del Presidente del Consiglio

Le conseguenze del Covid sul turismo

Cercare di ridurre questo tempo richiede numerosi sforzi. È questa «la ragione, – ricorda il Premier – per cui abbiamo stanziato 11 miliardi complessivi di interventi per contrastare gli effetti drammatici della pandemia» fra turismo, cultura e spettacolo. Si tratta, spiega il presidente del Consiglio, di circa 60 provvedimenti studiati dal Mibact (ministero per i Beni le Attività culturali e il Turismo) e dal ministro Dario Franceschini, a cui si aggiungono le misure di carattere generale. Dalla cassa integrazione ordinaria e speciale ai fondi integrativi salariali, fino ai contributi a fondo perduto. Tuttavia, guardando i dati, la strada da percorrere è ancora lunga. Come ricorda il Premier, «abbiamo avuto 57 milioni di turisti nazionali e internazionali nel 2020, mentre erano il doppio nel 2019. E secondo Confturismo, il Covid è costato a tutto il settore e all’indotto circa 100 miliardi di perdita di valore di produzione».

Gli interventi futuri

In ogni caso, però, ancora non è possibile fare previsioni per la prossima estate. «Continueremo a lavorare. Man mano che arriveranno i vaccini ripartirà la vita sociale dei cittadini». In attesa del parere degli esperti per fare poi delle valutazioni sulla situazione in estate.

Il Premier, Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all’arrivo a Villa Madama

E come il turismo, aggiunge Conte, «anche il settore della cultura, del cinema e dello spettacolo sono settori fortemente penalizzati. Abbiamo fatto tanto e siamo intervenuti diffusamente perché qui chiaramente ci sono state difficoltà». Tra gli interventi, ricorda Conte, «pensate semplicemente alle indennità per tutti i lavoratori stagionali, al precariato che c’è in questi settori dove siamo intervenuti. Come per gli intermittenti e quelli con contratto a tempo determinato».  Tuttavia, prosegue,  «dobbiamo intervenire ancora». In questo senso il Premier parla di misure per le città d’arte, per i centri storici e per i centri a vocazione turistico-religiosa. «Dobbiamo ancora lavorare – conclude – perché questo settore, che dimostra anche doti di resilienza, se non viene aiutato in questo momento difficilmente si potrà riespandere immediatamente laddove poi terminerà l’impatto più acuto della pandemia».

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