Approvata all’unanimità la relazione “Ricognizione degli assetti normativi in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere per la redazione di un testo unico” dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere della XIX Legislatura presieduta dall’On. Martina Semenzato, riunita oggi in sessione plenaria presso l’Aula del IV Piano di Palazzo San Macuto.
È il risultato di una complessa attività conoscitiva svolta dalla Commissione, sostanziatasi in un articolato ciclo di audizioni (nello specifico 32) di esperti con competenze diversificate in materia di violenza di genere e domestica.
Relazione sulla violenza di genere, i contenuti
L’impianto della Relazione esprime un approccio volutamente omnicomprensivo, che guarda le cause profonde della violenza di genere e che spazia, conseguentemente, in tutti gli ambiti in cui entra in gioco il ruolo della donna. L’indirizzo della Relazione ha inteso marcare, in sostanza, il superamento di una certa tendenza culturale che, nell’analisi del fenomeno, schiaccia le donne nel ruolo di vittime, a vantaggio di una visione più conforme di una cittadinanza femminile davvero paritaria. Una visione incentrata cioè sul protagonismo delle donne, la cui assertività, indipendenza economica, titolarità piena nell’esercizio dei diritti e delle libertà rappresentano la più efficace forma di prevenzione dei femminicidi e di ogni forma di violenza di genere.
Sugli esiti positivi della votazione, grande soddisfazione è stata espressa dalla Presidente Martina Semenzato che ha ringraziato le commissarie e i commissari per il loro importante e prezioso contributo.
Gli obiettivi della relazione
«La proposta di relazione consiste in una importante “Ricognizione degli assetti normativi in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere per la redazione di un testo unico”. In quanto tale, essa non ha e non può avere carattere di esaustività rispetto ai contenuti di un futuro testo unico della materia, che è nella piena facoltà dell’Esecutivo comporre ed adottare. La relazione che la Commissione ha deliberato all’unanimità ha, in sostanza, carattere propedeutico fondamentale nel percorso verso un testo unico della materia, nel rispetto rigoroso delle competenze della Commissione e del dettato della legge istitutiva. Ritengo tale relazione nei tempi e nei modi esempio virtuoso di lavoro trasversale avendo in animo obbiettivi stringenti alla lotta alla violenza di genere», afferma la presidente Semenzato.
Inoltre, aggiunge, «la relazione è un contributo chiaro e corposo, che consente di fare chiarezza sulla materia e anche di evidenziare le lacune dell’ordinamento, ai fini di possibili interventi normativi. Alla Relazione hanno contribuito in modo fattivo e costruttivo tutti i Gruppi, avvalendosi del supporto tecnico e delle competenze dei consulenti. Questa circostanza è per me motivo di orgoglio e di soddisfazione ed ha reso il nostro lavoro davvero rappresentativo di tutte le Forze Politiche, in coerenza con le attese delle cittadine e dei cittadini italiani. Certamente, la violenza contro le donne non ammette procrastinazioni o rinvii burocratici ed è nostra responsabilità non deludere le aspettative di chi guarda al nostro operato di parlamentari di questa Repubblica».
I dettagli del documento
La presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, ricorda anche quali sono i punti principali del testo approvato. «La Relazione – spiega – contiene una ricognizione degli assetti normativi che possono refluire nel testo unico, in primis tutte le misure volte a contrastare, in via diretta o indiretta, ogni violenza di genere – intendendosi con ciò, in conformità con la Convenzione di Istanbul, qualunque forma di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica, che riguarda persone discriminate in base al sesso – in funzione preventiva, repressiva, rieducativa e riparativa».
La relazione, spiega l’On. Semenzato, «analizza ben 484 articoli suddividendoli in 5 aree tematiche: 1) sensibilizzazione e formazione; 2) azioni a sostegno delle pari opportunità e misure per la prevenzione della violenza di genere e della violenza economica; 3) tutela delle vittime e repressione dei reati; 4) misure di sostegno per le vittime di violenza di genere; 5) esecuzione penale e riparazione. Si tratta di un percorso circolare: si parte dalla formazione, dall’educazione degli uomini, dalla consapevolezza degli strumenti a disposizione delle donne e si giunge, alla fine del processo, alla rieducazione e alla riparazione, con l’obiettivo di evitare ogni tipo di violenza di genere».
La promozione di un Testo Unico
Il documento, inoltre, «reca gli elementi di proposta utili per promuovere l’adozione di un Testo Unico anche a livello europeo, stante la comunanza di struttura, contenuti e finalità tra la disciplina comunitaria e quella nazionale, nella ferma convinzione che solo riordinando l’esistente si potrà disporre di un utile strumento di contrasto della violenza di genere e avere piena contezza delle lacune del sistema attuale in vista di futuri interventi legislativi migliorativi. La Relazione – conclude la Presidente Semenzato – intende sollecitare l’adozione del Testo Unico all’interno delle scuole di qualsiasi ordine e grado, partendo dall’infanzia, attraverso strumenti didattici diversificati, come ad esempio il testo unico illustrato, completando l’offerta formativa con test di autovalutazione, anche attraverso il supporto di nuove tecnologie».
