Qualità della vita, gli investimenti per riqualificare i territori

Nella legge di bilancio 2020 è stato previsto un fondo destinato a investimenti volti alla riqualificazione e all'efficientamento delle aree urbane

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Qualità della vita stampa italiana

Uno degli obiettivi prefissi dal governo con l’ultima legge di bilancio è migliorare la qualità della vita dei cittadini. In particolare si parla di un vero e proprio Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Un piano pluriennale che prevede, nei prossimi anni, investimenti volti a migliorare e riqualificare le aree urbane dei Comuni italiani. 

Investire in opere pubbliche

Ad esempio, al comma 29 dell’art 1 della legge 160/219 si legge come «per ciascuno degli anni dal 2020 al  2024,  sono  assegnati  ai comuni,  nel  limite  complessivo  di  500  milioni  di  euro  annui, contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche». Fondi che andranno utilizzati per l’efficientamento energetico, compreso quello dell’illuminazione pubblica, per il risparmio energetico degli edifici pubblici e di edilizia residenziale pubblica e per l’installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, l’utilizzo dei fondi sarà destinato anche allo «sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi  in materia   di   mobilita’   sostenibile,   nonché   interventi    per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici  pubblici  e patrimonio   comunale   e   per   l’abbattimento    delle    barriere architettoniche».

L’obiettivo del governo è quello di invertire la tendenza che vede gli italiani, negli ultimi tempi, sempre meno soddisfatti dalla qualità della vita.

Italiani insoddisfatti

Un dato, confermato anche da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg. In un sondaggio realizzato alla fine dello scorso anno, ha messo a confronto le opinioni dei cittadini. Oggetto del quesito dell’Istituto demoscopico la qualità della vita nel 2018 e nel 2019. Gli intervistati hanno assegnato un voto da 1 a 10 alla qualità di vita del loro territorio. A salire, rispetto al 2018, è stata solo la percentuale relativa ai vori da 1 a 4, passata dal 16 al 21 per cento. Per contro, le fasce da 5 a 6 e da 7 a 10 sono scese rispettivamente dal 37 al 35 per cento e dal 47 al 44 per cento.

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(Fonte: https://www.swg.it/radar)